lessico amoroso, lessico amorevole, parole d'amanti, diamanti espressivi, coccole verbali e verbalizzazioni dell'indicibile
sabato 28 ottobre 2006
mercoledì 11 ottobre 2006
[incontro]
(scrive Graficamente) L'incontro di mani è sempre piacevole, è sempre una scoperta, prendi le mie e le fai muovere come faresti muovere i miei piedi se stessimo ballando un tango.
L'incontro di sguardi è sempre significativo, fissi i miei occhi e passi dal destro al sinistro come a cercare quello più bello e ci metti un sacco a scegliere.
L'incontro di lingue è sempre bagnato, sfiori la mia timidamente come se fosse il primo bacio, e infatti lo è.
L'incontro di anime è sempre difficile e più mi struscio alla tua e più ti sento dolcemente in soggezione.
Incontrarti è sempre un'impresa.
Graficamente
L'incontro di sguardi è sempre significativo, fissi i miei occhi e passi dal destro al sinistro come a cercare quello più bello e ci metti un sacco a scegliere.
L'incontro di lingue è sempre bagnato, sfiori la mia timidamente come se fosse il primo bacio, e infatti lo è.
L'incontro di anime è sempre difficile e più mi struscio alla tua e più ti sento dolcemente in soggezione.
Incontrarti è sempre un'impresa.
Graficamente
martedì 10 ottobre 2006
lunedì 9 ottobre 2006
[hate / odio]
hate is just a word for somebody you love but you no longer believe in
hugh macleod
odio è solo una parola per qualcuno che ami ma a cui non credi più
hugh macleod
odio è solo una parola per qualcuno che ami ma a cui non credi più
martedì 3 ottobre 2006
[non]
(scrive Marco Legittimo) Non vi è cosa più triste al mondo di un amore non corrisposto, di un gioiello non indossato e di un dolce lasciato intatto. Donano emozioni solo se assaporati.
Marco Legittimo
Marco Legittimo
lunedì 2 ottobre 2006
[libera]
(scrive Juditta) Libera dal pensiero di chi non ha pensieri per me, che non siano di rabbia o di risentimento. Libera di vivere in pieno una relazione con qualche altro uomo, senza chiedermi costantemente come sarebbe potuto essere con lui. O, semplicemente: libera di godermi la mia vita, che in fondo con me stessa ci sto parecchio bene.
Juditta
Juditta
[innamorata]
mercoledì 27 settembre 2006
[sfumature]
- Non mi ami? (scrive facciassente)
- Amare è molto difficile. Temo che in inglese non ci siano le sfumature adatte. Si dice "I love you" e basta. Ma in spagnolo sì che ce ne sono.
- Quali?
- "Te quiero", "me gustas" è un pò meno di "te amo", "te adoro".
- Così tante? Come se fossero in scala?
- Almeno nel mio spagnolo è così.
- Allora me lo stai spiegando per dirmi che non mi ami?
- La semantica dell'amore. Ti voglio bene e mi piaci. Fin qui ci siamo. Non mettermi fretta perchè sono un tipo lento.
- Io sì che ti amo. Totalmente. Ti amo.
- Meglio così. Comincia a soffrire subito. Io ti raggiungo più avanti.
P.J.G.
- Amare è molto difficile. Temo che in inglese non ci siano le sfumature adatte. Si dice "I love you" e basta. Ma in spagnolo sì che ce ne sono.
- Quali?
- "Te quiero", "me gustas" è un pò meno di "te amo", "te adoro".
- Così tante? Come se fossero in scala?
- Almeno nel mio spagnolo è così.
- Allora me lo stai spiegando per dirmi che non mi ami?
- La semantica dell'amore. Ti voglio bene e mi piaci. Fin qui ci siamo. Non mettermi fretta perchè sono un tipo lento.
- Io sì che ti amo. Totalmente. Ti amo.
- Meglio così. Comincia a soffrire subito. Io ti raggiungo più avanti.
P.J.G.
lunedì 25 settembre 2006
[vita]
"I suoi conflitti non ti devono riguardare e bisogna pensare la faccenda in modo sano e brutale: la vita è avanti."
"Hai ragione, la vita è avanti, ma non riesco a dimenticare quella che sta sopra i suoi fianchi."
"Hai ragione, la vita è avanti, ma non riesco a dimenticare quella che sta sopra i suoi fianchi."
venerdì 22 settembre 2006
[scrivere]
Vorrei scriverti. Sì, a quest'ora vorrei scriverti. Non da una tastiera, però. Nemmeno un telefonino farebbe al caso. Carta e penna sarebbero quasi già meglio, ma non ci siamo. Vorrei scriverti le parole nell'aria, intingendo l'indice in calamai di luce perché restino a brillare opacizzate tra la via lattea, un attimo prima di scomparire nel turbinio delle orbite. Ti scriverei che vorrei scriverti. Scriverti sulla pelle, scivolando sui fluidi e gli umori a raccontare ogni pratica con purezza di cuore, a illustrar zozzerie che diventano amore.
(da Verba manent)
(da Verba manent)
mercoledì 20 settembre 2006
[una]
Una (scrive condonato) che non ti dice "Ti amo" perché non ha bisogno di dirlo: lo fa, lo vedi, lo senti. Non c'è bisogno di dirlo. C'è bisogno di farlo. E basta. Una che ti tenga strette le mani quando sei incazzato e che ti baci gli occhi quando sono gonfi. Una che ti prenda per i fianchi e ti guidi decisa verso il suo ventre perché tu ci entri, e poi ci rientri. Una che ti basterà guardare di nascosto mentre dorme sul divano per pensare che Dio esiste ed è primo in classifica. E tu sei fortunato...
condonato
condonato
mercoledì 13 settembre 2006
[temperatura]
Non sarà mai abbastanza freddo da non aver voglia di scaldarti i piedi e sanare i brividi a massaggi e carezze fino a farti avvampar di calore per ritrovare il contatto esteso tra la tua pelle nuda e la mia.
Non sarà mai abbastanza caldo da non aver voglia di pelle che s'anima imprescindibile, di sudare con te e scivolar sul bagnato, miscela fluida a intriderci fino a confonderci tra fuori e dentro.
Ciascuna cellula ha il grado termico che le si addice quand'è dettato dai nostri scambi.
Non sarà mai abbastanza caldo da non aver voglia di pelle che s'anima imprescindibile, di sudare con te e scivolar sul bagnato, miscela fluida a intriderci fino a confonderci tra fuori e dentro.
Ciascuna cellula ha il grado termico che le si addice quand'è dettato dai nostri scambi.
domenica 10 settembre 2006
[felicità]
venerdì 8 settembre 2006
[viaggio]
(scrive Juditta)
Amore mio, -
e chi sia l'amore mio non lo so,
perché quando sei in viaggio,
lontano da casa,
presente e passato diventano
un'unica linea:
quella linea di confine tra il cielo ed il mare
che si annulla in se stessa
e oltre la quale il mondo scompare,
per creare un nuovo mondo, da scoprire;
perché porto nel cuore al contempo
chi non esiste più
e chi non esiste ancora
Juditta
Amore mio, -
e chi sia l'amore mio non lo so,
perché quando sei in viaggio,
lontano da casa,
presente e passato diventano
un'unica linea:
quella linea di confine tra il cielo ed il mare
che si annulla in se stessa
e oltre la quale il mondo scompare,
per creare un nuovo mondo, da scoprire;
perché porto nel cuore al contempo
chi non esiste più
e chi non esiste ancora
Juditta
mercoledì 6 settembre 2006
[paradise / paradiso]
Plunged in the blue blue sea and sky, I did ask myself: 'How could paradise possibly be better that this?'
'I could be with her', would I answer.
Immerso nel blu di mare e cielo blu, mi domandavo: "Come potrebbe mai essere meglio di così il paradiso?"
"Potrei essere con lei", mi rispondevo.
'I could be with her', would I answer.
Immerso nel blu di mare e cielo blu, mi domandavo: "Come potrebbe mai essere meglio di così il paradiso?"
"Potrei essere con lei", mi rispondevo.
giovedì 31 agosto 2006
[legame]
(scrive LittleLakes) A partire da quale arco di tempo possiamo davvero chiamarlo legame? No perché io avevo il cuore che faceva le capriole dopo 5 minuti che l'ho incontrato, ma non so se è sufficiente.
LittleLakes
LittleLakes
venerdì 14 luglio 2006
[bellezza]
(scrive Flounder)
È per amore che ti vedo bello
Che ti arricchisco i lineamenti
Sperando che anche solo per un poco
- impercettibile frammento di esistenza -
Tu possa in qualche modo appartenermi
Sei bello dunque
Ti ripeto convinta
(Bello finché sarai con me
Bello fino a svoltare l'angolo
Finchè il ricordo resta impresso
E ancora so che mi ami e mi possiedi)
I tuoi occhi sono miei
Come pure direi delle tue labbra
È me che devi amare
Solo me, me sola
Giacché tra le braccia di un'altra
Diventerai di nuovo cenere e bruttezza
Ti priverò di ogni ornamento e del toro
Della dolcezza del mio sguardo levigante
E poco importa se l'altra saprà vederti bello
Sarai solo la copia di un ritratto
Riproduzione imperfetta di una statua
Il facsimile di una passata vita
Finto
Giacchè la tua bellezza era la mia
Non te la renderò
Foss'anche a costo di cavarmi gli occhi
Flounder
È per amore che ti vedo bello
Che ti arricchisco i lineamenti
Sperando che anche solo per un poco
- impercettibile frammento di esistenza -
Tu possa in qualche modo appartenermi
Sei bello dunque
Ti ripeto convinta
(Bello finché sarai con me
Bello fino a svoltare l'angolo
Finchè il ricordo resta impresso
E ancora so che mi ami e mi possiedi)
I tuoi occhi sono miei
Come pure direi delle tue labbra
È me che devi amare
Solo me, me sola
Giacché tra le braccia di un'altra
Diventerai di nuovo cenere e bruttezza
Ti priverò di ogni ornamento e del toro
Della dolcezza del mio sguardo levigante
E poco importa se l'altra saprà vederti bello
Sarai solo la copia di un ritratto
Riproduzione imperfetta di una statua
Il facsimile di una passata vita
Finto
Giacchè la tua bellezza era la mia
Non te la renderò
Foss'anche a costo di cavarmi gli occhi
Flounder
domenica 18 giugno 2006
[anestesia]
sfibrarsi di stanchezza fino a superare il sonno, masturbarsi a sfinimento fino ad annoiare la fantasia, allucinarsi di alienazione fino allo spazio vuoto.
poi riconsiderare la bellezza del vissuto come osservando la teca di un prezioso gioiello d'epoca romana, affondato nelle acque sicule e conservato a Marsala, non nel senso della bevanda.
qualcosa di stupendo, unico, imperdibile, passato.
poi riconsiderare la bellezza del vissuto come osservando la teca di un prezioso gioiello d'epoca romana, affondato nelle acque sicule e conservato a Marsala, non nel senso della bevanda.
qualcosa di stupendo, unico, imperdibile, passato.
martedì 30 maggio 2006
[aria]
mi piace il sapore dell'aria quando è
densa delle parole tue e mie
parole dette e ascoltate
sull'epidermide profonda
che emana a piene mani
e l'aria si stupisce
di quel sapore denso e un po' goloso
che le parole vocano
che i sensi un po' riassumono
è un'aria che stupisce e un po' m'istupidisce
di molto mi confonde ormai
ma in modo bello, bello assai.
densa delle parole tue e mie
parole dette e ascoltate
sull'epidermide profonda
che emana a piene mani
e l'aria si stupisce
di quel sapore denso e un po' goloso
che le parole vocano
che i sensi un po' riassumono
è un'aria che stupisce e un po' m'istupidisce
di molto mi confonde ormai
ma in modo bello, bello assai.
lunedì 29 maggio 2006
[fiore]
Una volta conoscevo un fiore (scrive Jorma)
Non sapevo il suo nome, sentivo solo che era profumato e lo immaginavo colorato deliziosamente come un raffinato acquerello. Lo immaginavo perché in realtà non lo conoscevo, avevo solo sentito parlare di lui e avevo avvertito il suo stuzzicante polline in un paio di occasioni. Un giorno l'ho conosciuto, ho passato la giornata tra i suoi petali e la notte ai piedi dello stelo. Il giorno dopo è appassito ma io ho portato il suo polline in tutti i campi verdi. Non ho mai saputo il suo nome ma non potrò mai scordare il suo profumo.
Ape
Non sapevo il suo nome, sentivo solo che era profumato e lo immaginavo colorato deliziosamente come un raffinato acquerello. Lo immaginavo perché in realtà non lo conoscevo, avevo solo sentito parlare di lui e avevo avvertito il suo stuzzicante polline in un paio di occasioni. Un giorno l'ho conosciuto, ho passato la giornata tra i suoi petali e la notte ai piedi dello stelo. Il giorno dopo è appassito ma io ho portato il suo polline in tutti i campi verdi. Non ho mai saputo il suo nome ma non potrò mai scordare il suo profumo.
Ape
lunedì 22 maggio 2006
[baciami molto]
Le canzoni, come i baci, non sono uguali anche quando sono le stesse. Dipende da chi le bacia, ehm, da chi le canta. L'intensa sobrietà attraverso la quale Césaria Évora esprime la passione il timore il rimpianto il desiderio scavalca l'ossimoro e invade l'essere. Pervade i sette o otto o nove sensi mentre scende a toccare il pulsare vivo che si fa liquido nel ricordo di ogni istante condiviso e passato, che si fa macigno negli interrogativi senza risposta, che si fa lama tagliente nella sospensione del vivere, in attesa di chissà quali eventi o parole laddove quelle che contano dicono solo e semplicemente baciami molto come se stanotte fosse l'ultima volta.
lunedì 15 maggio 2006
[occhi]
È il luccichio blu dal cuore dei sogni quello che conta. Guarda gli occhi, osserva se brillano ancora e avrai la tua risposta. Non vale farlo nei giorni di febbre da influenza.
mercoledì 10 maggio 2006
[tango]
Libertango (scrive Albamarina) inizia con una scossa, che immobilizza l'animo e acuisce i sensi. Come un serpente di cui non conosci la pericolosità ma che attrae irresistibilmente. Aspetta... aspetta il momento, non ha alcuna fretta. Cattura, la magia del tango. Straziante ed eccitante al tempo stesso. Tra una sincope e l'altra, iniziano a farsi strada gli archi. Accarezzano, avvitano in una spirale sensuale e sinuosa, ti prendono la mano e ti fanno sentire la leggerezza dello sfiorar dei sensi. Si alzano e si abbassano come un sottile velo di seta nera che ondeggia per confondere e stordire. Il respiro si interrompe senza volontà, solo per un attimo, e aspetta che accada. E infatti accade... la fisarmonica, che prima scandisce il battito, morde improvvisa come un amante troppo focoso. Ingrossa il respiro, dilata la percezione dei suoni. Quanto basta per ingrandire il passaggio delle emozioni e il fluire dei sensi, per lasciar spazio al cuneo del suo suono che, ruvido e prepotente, si porta via le ultime resistenze. Cattura, ipnotizza, strappa e riavvicina. Ondeggia nell'animo, come una burrasca desiderata e breve, che si assapora con frenesia e si fatica a lasciar andare...
Albamarina
Albamarina
venerdì 5 maggio 2006
[mi rimpiangerai]
(scrive Nella colonia penale) caratteristico dell'amante respinto, non è soltanto il rimprovero rancoroso di chi si vede disprezzato, ma c'è dentro anche l'affetto vero di chi pensa che anche la persona amata sarà defraudata di un futuro felice, di una vita realizzata, di una pienezza di senso se persiste in un rifiuto che sembra talmente incredibile da essere quasi il frutto di un equivoco. Allora l'amante prova una trepidazione vera che riguarda naturalmente lui stesso, ma soprattutto la persona amata, che gli sembra essere in pericolo; "mi rimpiangerai" vuole solo tentare l'estrema carta per l'altrui bene, poiché naturalmente per la persona amata si desidera solo la felicità.
nellacoloniapenale
nellacoloniapenale
martedì 2 maggio 2006
[mio/tua, mia/tuo]
La grammatica dell'interezza prevede l'aggettivo o pronome possessivo reciproco e biunivoco, che diviene riflessivo a distanza ravvicinata, quando lo sguardo rimbalza di palpito in pupilla insieme alla temporanea fusione delle identità.
sabato 15 aprile 2006
[per sempre]
Non va preso alla lettera, ma considerato un semplice rafforzativo dell'espressione che accompagna.
lunedì 3 aprile 2006
[slegarsi]
(scrive e.l.e.n.a.) ...ero nella tua prigione, cosparsa d'oro e di luce e ricchezza, ma non di libertà. Quella me l'ha data un barbone che mi ha detto, un giorno, che avevo gli occhi tristi e se poteva cantarmi una canzone. Ho esitato, ma gli ho detto sì. Conosceva Yesterday. Tutti sanno Yesterday e Ticket to ride. Per me era come sentirla per la prima volta. Mi ha detto "domani ti innamorerai, te lo dico io". Io gli ho creduto, anche se l'avrà detto a tutte e, mentre gli davo la mano, si sono sciolte le corde, anche l'ultima, lisa e sfilacciata che, ancora, mi legava a te.
e.l.e.n.a.
e.l.e.n.a.
domenica 2 aprile 2006
[legami]
(scrive e.l.e.n.a.) L i n e a r e . Come il filo della pubblicità Lagostina di una volta scivola così e si alimenta e si perpetua infinite volte reiterandosi e non spezzandosi mai quel filo che ci lega si scioglie ci unisce ci avvolge ci cinge ora stretto ora morbido talvolta allentato quando sembra sfuggirci ma che afferriamo sempre come il senso estremo di noi qui e nell'altrove che non è un senso unico è un doppio senso alternato è il senso di saperti legato all'altra estremità del filo anche quando non ti scorgo ma io so che tirando il mio capo il mio strappo arriva a te e so che il senso nostro è un senso perfetto che nasce dall'essere imperfetto e dall'attenzione che poniamo affinché questo filo non si spezzi o non si ingarbugli e sia sempre il congiungimento fra te e me la nostra fune di salvataggio a cui possiamo aggrapparci l'un l'altro indelebili nel tempo che è solo nostro anche se è di altri ma è certamente solo nostro nell'affetto che si avvita attorno come una spirale di fili ammatassati nella voglia di accorciarlo talvolta per arrivare a toccarti la mano che lo regge e vederti e guardarti negli occhi. S a p e n d o l i .
e.l.e.n.a.
e.l.e.n.a.
sabato 18 marzo 2006
venerdì 17 marzo 2006
[da lontano]
(lettera ritrovata da nocedifool ascoltando Wide Open Sea - Savina Yannatou sings Manos Hadjidakis)
Amata mia,
ti scrivo da questo ventre di noce perso a chissà quale latitudine di tempo. Il mare è quieto da giorni. Tanto quieto che la notte non riesco quasi a prendere sonno. Ti immagino infilata in qualche vestito di seta che ti illumina le forme. Le sento nelle mani mentre accarezzo il legno che ci conduce verso l'orizzonte. Gli uomini dormono. L'odore acre del giorno si è zittito. Adesso, c'è solo un odore d'aria fredda. Se alzo la testa, riesco a intravedere la luna. Sarà piena domani. A volte ho l'impressione che mi guardi anche lei, che voglia dirmi qualcosa, che mi parli di te o forse del mondo che ancora non conosco. La ingoio a ogni respiro. Così bella. Piena così piena del mio desiderio per te, dell'illusione che basterebbe allungare le mani per raggiungere i tuoi fianchi e farti ridere e ballare ballare ballare. Quanto desiderio può contenere un essere umano? Quanto, prima di asciugarsi in se stesso? Le mani cominciano a farsi fredde amore mio, la penna mi cade dalle dita. Ho gli occhi doloranti. Non preoccuparti amore mio, il ricordo di te li conserva. Comincio a essere stanco. Questa tua assenza mi sfalda notte dopo notte. Tu, mio nutrimento, manchi alla mia anima come le forze. Ho detto al Capitano che al primo porto scenderò, consegnerò i miei averi e abbandonerò la nave. Per avere te, di nuovo te. Non ha battuto ciglio. Se solo il vento non si fosse arrotolato in fondo all'angolo più buio della terra, se solo ricominciasse a spingere questa noce verso di te... Sono stanco, amore mio. Vorrei dormire sul tuo velluto amore mio, svegliarmi sul tuo calore. Vorrei scivolare come questa luna dentro al tuo sguardo, al tuo corpo, di nuovo dentro le tue viscere, amore mio. Vorrei scorrerti dentro come sangue, scavarti come tu mi scavi.
Dormi amore mio, dormi e riposa anche per me.
Tuo,
Amore
nocedifool
Amata mia,
ti scrivo da questo ventre di noce perso a chissà quale latitudine di tempo. Il mare è quieto da giorni. Tanto quieto che la notte non riesco quasi a prendere sonno. Ti immagino infilata in qualche vestito di seta che ti illumina le forme. Le sento nelle mani mentre accarezzo il legno che ci conduce verso l'orizzonte. Gli uomini dormono. L'odore acre del giorno si è zittito. Adesso, c'è solo un odore d'aria fredda. Se alzo la testa, riesco a intravedere la luna. Sarà piena domani. A volte ho l'impressione che mi guardi anche lei, che voglia dirmi qualcosa, che mi parli di te o forse del mondo che ancora non conosco. La ingoio a ogni respiro. Così bella. Piena così piena del mio desiderio per te, dell'illusione che basterebbe allungare le mani per raggiungere i tuoi fianchi e farti ridere e ballare ballare ballare. Quanto desiderio può contenere un essere umano? Quanto, prima di asciugarsi in se stesso? Le mani cominciano a farsi fredde amore mio, la penna mi cade dalle dita. Ho gli occhi doloranti. Non preoccuparti amore mio, il ricordo di te li conserva. Comincio a essere stanco. Questa tua assenza mi sfalda notte dopo notte. Tu, mio nutrimento, manchi alla mia anima come le forze. Ho detto al Capitano che al primo porto scenderò, consegnerò i miei averi e abbandonerò la nave. Per avere te, di nuovo te. Non ha battuto ciglio. Se solo il vento non si fosse arrotolato in fondo all'angolo più buio della terra, se solo ricominciasse a spingere questa noce verso di te... Sono stanco, amore mio. Vorrei dormire sul tuo velluto amore mio, svegliarmi sul tuo calore. Vorrei scivolare come questa luna dentro al tuo sguardo, al tuo corpo, di nuovo dentro le tue viscere, amore mio. Vorrei scorrerti dentro come sangue, scavarti come tu mi scavi.
Dormi amore mio, dormi e riposa anche per me.
Tuo,
Amore
nocedifool
venerdì 10 marzo 2006
[ti amo]
Non basta dirlo, non basta che affiori alle labbra e venga soffiato da un bacio. Né vale ripeterlo a vuoto. Deve scaturire da dentro, con impellenza e bisogno, farsi tangibilità nel respiro che cambia il battito, nel fornelletto che ti accende l'anima animale.
Ti amo non basta dirlo, bisogna sentirlo. Altrimenti, sarebbe come emettere banconote a iosa senza che esista una riserva in lingotti d'oro a dar loro valore.
Ti amo non basta dirlo, bisogna sentirlo. Altrimenti, sarebbe come emettere banconote a iosa senza che esista una riserva in lingotti d'oro a dar loro valore.
martedì 7 marzo 2006
[fregatura]
Che io ho già capito che l'amore è un casino perché mettiamo che ti piace una persona e poi quella persona gli piace un'altra persona tu resti fregato con tanto di naso come Cirano e poi quando quella persona gli piaci pure tu è troppo tardi e muori.
marquantino zittialcinema
marquantino zittialcinema
lunedì 6 marzo 2006
[memoria]
C'è stato un tempo in cui lei si ricordava
a memoria i miei versi, anche quelli
che non avevo ancora scritto.
Carlo Molinaro
a memoria i miei versi, anche quelli
che non avevo ancora scritto.
Carlo Molinaro
martedì 28 febbraio 2006
lunedì 30 gennaio 2006
[momenti belli]
(scrive Fatadeifiori) Quando siamo sul divano a vedere un film e tutto d'un tratto ti giri verso di me, sorridi, mi prendi la mano e la baci. Quando andiamo al ristorante e tu tieni una mia gamba fra le tue, per tutto il tempo. Quando la notte stiamo fino alle 3 a parlare dell'armadio e della lavatrice da comprare e tu parli lento lento, perché sei stanco ma capisco che non vuoi smettere. Quando siamo in macchina e mi tieni la mano sul ginocchio oppure quando giri lo specchietto retrovisore per guardarmi. Quando ci alziamo la mattina e tutti e due dobbiamo andare al lavoro e tu scendi di corsa e quando arrivo io ti fai trovare con le braccia aperte giù dalle scale e sorridi felice. Quando mi telefoni per fare lo scemo, e io sono dietro di te in macchina. Quando scendi al passaggio a livello per venire a darmi un bacio attraverso il finestrino. Quando ti arrabbi ma dopo cinque minuti scherzi. Quando cucini e non vuoi nessuno intorno. Quando cucino io e mi stai sempre intorno. Quando lasci i vestiti sparsi random per la casa. Quando tratti con le persone e sai sempre come convincerle. Quando mi dici che mi vuoi bene, e subito dopo che mi ami perché ti sembra riduttivo. Quando ti spogli in tre secondi netti. Quando non mi spoglio mai abbastanza per te. Quando non stai bene. Quando non sto bene io. Quando dici di non essere geloso però con la coda dell'occhio spii gli sms che arrivano. Quando mi chiedi quando vengo a vivere con te e io rispondo quando ci sono l'armadio e la lavatrice. Quando mi rispondi "li compro io, basta che vieni qui". Quando penso che i momenti veramente belli devono ancora arrivare.
Fatadeifiori
Fatadeifiori
martedì 17 gennaio 2006
[mal d'amore]
Lista (scrive Flounder) di tutte le azioni da compiere per fomentare correttamente un mal d'amore
a) Chiedermi se verrai, giacché mi hai pregato di non muovermi e di non chiederti nulla.
b) Sperare che nel frattempo accada qualcosa di inconsueto e magico che mi permetta di distrarmi da me stessa, per quel tanto che sarà necessario e possibile.
c) Rimanere con questa supplica serrata in gola, stesa sul cuore come un telo da spiaggia e fingere che tutto possa essere uguale anche se non dovessi cercarmi mai più.
d) Credere che le tue mani su di me siano solo frutto del caso, convincermi del fatto che spesso i gesti non sono significanti ed elaborare un addio, un distacco.
e) Ritrovarti di nuovo e rimettere tutto in gioco, o forse nulla.
f) Coltivare indifferenza perché non si radichi la pena, e quando affiora un barlume di sentimento riderci su e far finta di niente.
g) Cercare di cogliere un senso nelle tue parole e smarrirlo di nuovo per timore di aver mal compreso, e cercarlo di nuovo al mattino allo specchio, quando l'immagine è fresca e c'è un'altra giornata di congetture da costruire.
h) Raccontarsi che in fondo un bacio, quel bacio, non è proprio niente e sapere che è una bugia, se il sapore delle labbra ti resta attaccato così a lungo e avresti voglia di raccontarlo a qualcuno.
i) Rimanere ferma, mentre il vento passa e la notte si accorcia e iniziare a maledire l'istante fine a se stesso, aver voglia di essere congelati fino alla prossima volta, se una prossima volta esisterà.
l) Aspettare ferma e fingere di vivere.
m) O sperare di svegliarsi all'improvviso e vivere davvero.
Flounder
a) Chiedermi se verrai, giacché mi hai pregato di non muovermi e di non chiederti nulla.
b) Sperare che nel frattempo accada qualcosa di inconsueto e magico che mi permetta di distrarmi da me stessa, per quel tanto che sarà necessario e possibile.
c) Rimanere con questa supplica serrata in gola, stesa sul cuore come un telo da spiaggia e fingere che tutto possa essere uguale anche se non dovessi cercarmi mai più.
d) Credere che le tue mani su di me siano solo frutto del caso, convincermi del fatto che spesso i gesti non sono significanti ed elaborare un addio, un distacco.
e) Ritrovarti di nuovo e rimettere tutto in gioco, o forse nulla.
f) Coltivare indifferenza perché non si radichi la pena, e quando affiora un barlume di sentimento riderci su e far finta di niente.
g) Cercare di cogliere un senso nelle tue parole e smarrirlo di nuovo per timore di aver mal compreso, e cercarlo di nuovo al mattino allo specchio, quando l'immagine è fresca e c'è un'altra giornata di congetture da costruire.
h) Raccontarsi che in fondo un bacio, quel bacio, non è proprio niente e sapere che è una bugia, se il sapore delle labbra ti resta attaccato così a lungo e avresti voglia di raccontarlo a qualcuno.
i) Rimanere ferma, mentre il vento passa e la notte si accorcia e iniziare a maledire l'istante fine a se stesso, aver voglia di essere congelati fino alla prossima volta, se una prossima volta esisterà.
l) Aspettare ferma e fingere di vivere.
m) O sperare di svegliarsi all'improvviso e vivere davvero.
Flounder
[amare]
(scrive Strael) quella pioggia battente che ti infastidisce, ma che cerchi sempre, le espressioni di un viso che odi sul viso di tutti gli altri, le parole che senti tutti i giorni, ma dette da quella bocca ti feriscono in un modo particolare e strano. e la bellezza che ti accompagna sempre, in ogni gesto, in ogni piccolo sacrificio... piccole perle e mano tesa in un mare sempre in burrasca
Strael
Strael
mercoledì 11 gennaio 2006
[su e giù]
come fa questo amore che dall'ansia di perdersi
ha trovato in un giorno la certezza di aversi
Dolcenera, Fabrizio De Andrè
ha trovato in un giorno la certezza di aversi
Dolcenera, Fabrizio De Andrè
lunedì 2 gennaio 2006
[amore umano]
tutto ingarbugliato, generoso e insieme esigente e imbronciato e ardente.
(da La maga delle spezie, di Chitra Banerjee Divakaruni, traduzione di Federica Oddera)
(da La maga delle spezie, di Chitra Banerjee Divakaruni, traduzione di Federica Oddera)
sabato 10 dicembre 2005
venerdì 9 dicembre 2005
venerdì 11 novembre 2005
[leccami]
(scrive e.l.e.n.a.) Leccami.
Ogni centimetro di pelle. Non tralasciare nulla, nemmeno un minuscolo angolo. Hai tutto il tempo che vuoi. Hai tutto il tempo che voglio. Segui ogni curva, ogni avvallamento, colma i solchi e risali le superfici. Voglio sentire la tua lingua percorrermi ovunque con esasperante lentezza e scrupolo. Come se dovessi dipingermi con essa e nessun punto del corpo dovesse rimanere privo di colore. Percorrimi. Assaggiami. Annusami. Respirami. Così saprai. Saprai chi sono. Saprai di me tutto quello che c'è da sapere. Prenditi il tuo tempo. Così come il mio. È tuo. Chissà se sto ancora sognando o è uno stato di veglia rarefatta. Ricoprimi. Stendi il tuo corpo su di me e fermati. Ti voglio sentire. Voglio che tu senta me. Mi senti?
Leccami.
e.l.e.n.a.
Ogni centimetro di pelle. Non tralasciare nulla, nemmeno un minuscolo angolo. Hai tutto il tempo che vuoi. Hai tutto il tempo che voglio. Segui ogni curva, ogni avvallamento, colma i solchi e risali le superfici. Voglio sentire la tua lingua percorrermi ovunque con esasperante lentezza e scrupolo. Come se dovessi dipingermi con essa e nessun punto del corpo dovesse rimanere privo di colore. Percorrimi. Assaggiami. Annusami. Respirami. Così saprai. Saprai chi sono. Saprai di me tutto quello che c'è da sapere. Prenditi il tuo tempo. Così come il mio. È tuo. Chissà se sto ancora sognando o è uno stato di veglia rarefatta. Ricoprimi. Stendi il tuo corpo su di me e fermati. Ti voglio sentire. Voglio che tu senta me. Mi senti?
Leccami.
e.l.e.n.a.
mercoledì 9 novembre 2005
[sentimento]
(scrive Flounder) Parola composta, spesso rappresentativa del suo esatto contrario. Senti: mento.
Flounder
Flounder
martedì 8 novembre 2005
[impressioni di senso]
Quando un istante è molto intenso, le sue tracce ti rimangono dentro, come le impressioni su una lastra fotografica (ne esisteranno ancora?) e si sovrappongono, quasi, alla realtà.
Capita così che un sapore ti riporti a una situazione, o che un odore ti colga alle spalle e ti conduca in un luogo diverso, in un momento particolare.
E così, a volte... chiudi gli occhi, per vedere.
Capita così che un sapore ti riporti a una situazione, o che un odore ti colga alle spalle e ti conduca in un luogo diverso, in un momento particolare.
E così, a volte... chiudi gli occhi, per vedere.
domenica 6 novembre 2005
[sguardo]
(scrive Occhidiluce)
Quel giorno stavo salendo i gradini dalla stazione della metropolitana. Io.
Mi aspettavi, in piedi, fermo. Tu.
Il tuo sguardo era colmo di un fuoco sì puro
che la vecchia signora sui gradini davanti a me
si è voltata a controllare l'oggetto della tua intensa attenzione.
Era inciampata,
inconsapevole,
nel filo teso tra i nostri sguardi,
ma agile funambula
malgrado l'età, o forse proprio grazie a questa,
si era districata leggera,
dopo aver voltato più volte la testa da una parte all'altra,
da te a me,
sorridendo...
Odl
Il est beaucoup moins indécent de coucher ensemble
que de se regarder dans les yeux.
(Boris Vian)
Quel giorno stavo salendo i gradini dalla stazione della metropolitana. Io.
Mi aspettavi, in piedi, fermo. Tu.
Il tuo sguardo era colmo di un fuoco sì puro
che la vecchia signora sui gradini davanti a me
si è voltata a controllare l'oggetto della tua intensa attenzione.
Era inciampata,
inconsapevole,
nel filo teso tra i nostri sguardi,
ma agile funambula
malgrado l'età, o forse proprio grazie a questa,
si era districata leggera,
dopo aver voltato più volte la testa da una parte all'altra,
da te a me,
sorridendo...
Odl
sabato 29 ottobre 2005
[gelosia]
Fauce truce che sbrana, persiana che insicura oscura con falsi retaggi i salsi raggi dell'amore. Tremore inane, vane paure. Cure efficaci son baci e carezze, non altre stranezze.
lunedì 24 ottobre 2005
martedì 18 ottobre 2005
[petalo]
Quel fiore fosti tu per me ma non ti colsi. Ora che t'annuso di nuovo ti voglio, e stavolta t'avrò.
[scritto il 17 ott. 2005 per Oneword]
[scritto il 17 ott. 2005 per Oneword]
domenica 9 ottobre 2005
martedì 20 settembre 2005
[corteggiamento]
(scrive AdRiX) Corteggiarsi tra uomo e donna è un fitto dialogo fatto di sguardi, di carezze quasi inavvertite, di lievi allusioni. Una conversazione impalpabile, una corrispondenza inesausta.
Spesso la lingua non è comune. Gli sguardi vanno a vuoto, a volte. Le allusioni sono rozze. Le carezze spintoni. La conversazione è urlata e basilare. E il postino sbaglia indirizzo, o si frega la corrispondenza.
AdRiX
Spesso la lingua non è comune. Gli sguardi vanno a vuoto, a volte. Le allusioni sono rozze. Le carezze spintoni. La conversazione è urlata e basilare. E il postino sbaglia indirizzo, o si frega la corrispondenza.
AdRiX
venerdì 16 settembre 2005
[mirto]
(scrive Simona) Non era strano cercarsi senza aspettare negli occhi dell'altro incoraggiamento, la pelle luccicava e non era sudore, c'era profumo e un cespuglio di fiorellini bianchi e rametti di foglie piccole. E lui senza saperlo fece una cosa antica come il mondo: prese i fiori e i rametti dal mirto e cominciò a passarli sulla schiena sul collo sui fianchi di lei e lei non rise, non si sentì buffa o ridicola né lasciò fare stupita perché mentre i fiori le scivolavano addosso capì di non avere più la pelle dei gomiti come il cartone o troppa pancia o le caviglie grosse e che lui in realtà non era mai stato sbattuto in terra da sinapsi impazzite, o forse sì e da adesso in poi mai più, e per un tempo infinito da allora si videro come erano davvero, non era più sesso né amore né gioia, era altro, difficile da dire, ma vero come tutte le cose intorno: i grilli le ossa degli animali le zanzare e la notte del 20 giugno a Pantelleria.
Simona
Simona
giovedì 4 agosto 2005
[gambe]
s.f.pl. - strumento prezioso per deambulare, strumento delizioso da suonare: opportunamente percorso con carezze lingua labbra e denti, produce ansimi, gemiti o addirittura guaiti, specie nella sottosezione "cosce".
venerdì 29 luglio 2005
[scioglimento]
(scrive Stella_Noire)
Scioglimi...
E raccoglimi nei palmi delle tue mani;
abbeverati di me...
saziati il cuore e l'animo
del mio sapore dolce-amaro...
Il mio ventre
sia la tua tavola imbandita,
i miei seni
giaciglio al tuo sonno,
la mia pelle
morbida coperta,
i miei capelli
tessuto per asciugarti,
i miei occhi
luce nelle tue notti.
Fammi tua
amante
e
sposa
che tu non perda mai
il desiderio di me
Stella_Noire
Scioglimi...
E raccoglimi nei palmi delle tue mani;
abbeverati di me...
saziati il cuore e l'animo
del mio sapore dolce-amaro...
Il mio ventre
sia la tua tavola imbandita,
i miei seni
giaciglio al tuo sonno,
la mia pelle
morbida coperta,
i miei capelli
tessuto per asciugarti,
i miei occhi
luce nelle tue notti.
Fammi tua
amante
e
sposa
che tu non perda mai
il desiderio di me
Stella_Noire
venerdì 29 aprile 2005
[lábios - labbra]
Lábios Que Beijei (J. Cascata / Leonel Azevedo)
Lábios que beijei,
Mãos que eu afaguei
Numa noite de luar, assim
O mar na solidão bramia
E o vento a soluçar pedia
Que fosses sincera para mim.
Nada tu ouviste
E logo partiste
Para os braços de outro amor
Eu fiquei chorando
Minha mágoa cantando
Sou a estátua perenal da dor.
Passo os dias soluçando com meu pinho
Carpindo a minha dor sozinho
Sem esperança de vê-la jamais
Deus, tem compaixão deste infeliz
Por que sofrer assim?
Compadecei-vos de meus ais.
Tua imagem permanece imaculada
Em minha retina cansada
De chorar por teu amor
Lábios que beijei,
Mãos que eu afaguei,
Volta, dá lenitivo a minha dor
Traduzione a cura di Tina Cuppari
Labbra che baciai
Labbra che baciai,
Mani che accarezzai
In una notte di luna, così
Il mare ruggiva nella solitudine
E il vento chiedeva singhiozzando
Che fossi sincera con me.
Niente ascoltasti
E presto partisti
Tra le braccia di un altro amore
Rimasi piangendo
Il mio male cantando
Sono la statua perenne del dolore.
Passo i giorni singhiozzando sulla chitarra
Scavando il mio dolore in solitudine
Senza speranza di vederti mai più
Dio, abbi compassione di questo infelice
Perché soffrire così?
Abbi pietà del mio dolore.
La tua immagine rimane immacolata
Nella mia retina stanca
Di piangere per il tuo amore
Labbra che baciai,
Mani che accarezzai,
Torna, lenisci il mio dolore
Nota: la ascolto nella stupenda versione di Caetano Veloso* (da Fina Estampa, 1994), ma fu lanciata nel 1937 da Orlando Silva.
* ecco il video di un'esibizione dal vivo
martedì 22 marzo 2005
[aritmetica]
Nell'amore vero, lo stare insieme non è una semplice addizione (io + te), ma una doppia moltiplicazione (io x te) (tu x me).
venerdì 4 febbraio 2005
[tango]
Guardi negli occhi il tuo partner e ti fidi di ciò che senti. Lasci andare il corpo e l'istinto. Ti lasci guidare. Da lui, pare. In verità si balla in due, assieme si disegna la danza: tu sapendo ascoltare e lui portando ascoltandoti. Non so ridire i passi, non so cosa ho fatto. So che potevo chiudere gli occhi e abbandonarmi alla musica. E da solo il corpo asseconda il partner e si lascia volare. Tango argentino.
mercoledì 5 gennaio 2005
[erotismo]
(scrive Occhidiluce)
L'erotismo per me...
...è dividere il cornetto alla crema
Tu che lecchi le mie dita
Io con l'orgasmo che riunisce tutti gli orgasmi
Che ancora mi fa vibrare dentro e fuori
E l'epidermide che mi trasmette di nuovo, ancora, piacere
...è gustare il tuo profilo mentre guidi
e sentirti assolutamente mio
osservare il guizzo giocoso delle sopraciglia
e quel tuo modo di guardare di lato
...è ascoltare la tua voce
che mi fa ribollire il sangue di passione
sentire quel mare invisibile che muove i miei fianchi
ridandomi la mia interezza
...è schiudere le labbra
perché troppo è dentro di me
...è volerti ed amarti con tutta me stessa
sapendo che non sarà mai abbastanza
per la meraviglia che tu sei
shalom
L'erotismo per me...
...è dividere il cornetto alla crema
Tu che lecchi le mie dita
Io con l'orgasmo che riunisce tutti gli orgasmi
Che ancora mi fa vibrare dentro e fuori
E l'epidermide che mi trasmette di nuovo, ancora, piacere
...è gustare il tuo profilo mentre guidi
e sentirti assolutamente mio
osservare il guizzo giocoso delle sopraciglia
e quel tuo modo di guardare di lato
...è ascoltare la tua voce
che mi fa ribollire il sangue di passione
sentire quel mare invisibile che muove i miei fianchi
ridandomi la mia interezza
...è schiudere le labbra
perché troppo è dentro di me
...è volerti ed amarti con tutta me stessa
sapendo che non sarà mai abbastanza
per la meraviglia che tu sei
shalom
mercoledì 15 dicembre 2004
[arzigogolare]
[sgrisolo]
(scrive Sphera)
s.m. Si colloca semanticamente tra brivido e solletico, nel punto esatto in cui inizia la pelle d'oca.
s.m. Si colloca semanticamente tra brivido e solletico, nel punto esatto in cui inizia la pelle d'oca.
martedì 9 novembre 2004
lunedì 8 novembre 2004
[occhi]
(scrive Will Berry) Di un soffice giovane aspetto lei, cosi delicata, dai languidi occhi neri, teneri.
Di un dolce malinconico essere, dalle false gote arrossate, dipinta da colori tenui un po' scuri.
Mi guardava, mi scrutava.
Will Berry
Di un dolce malinconico essere, dalle false gote arrossate, dipinta da colori tenui un po' scuri.
Mi guardava, mi scrutava.
Will Berry
domenica 7 novembre 2004
sabato 6 novembre 2004
[ex]
Non più miei pensieri, costano fatica queste mie righe (scrive Alice Avallone).
Da molti mesi oramai non più una goccia ha salato le mie guance, non più una sola nota brutta si è insediata nel mio animo.
Io non so dire cosa sia l'amore, ma certa sono che mai prima l'avevo provato, con nessuno di voi. I bei momenti non riesco a scordarli, proprio no, ma quella felicità effimera non riesce a tener confronto con quanto ora è la mia vita serena. Perché Lui non la macchia di lacrime, di tristi pensieri o di grandi parole.
Io vi dico addio, non più miei pensieri, perché solo ora mi accorgo di quanta vita mi avete privato, e di quante cose belle l'amore può essere capace.
Alice
Da molti mesi oramai non più una goccia ha salato le mie guance, non più una sola nota brutta si è insediata nel mio animo.
Io non so dire cosa sia l'amore, ma certa sono che mai prima l'avevo provato, con nessuno di voi. I bei momenti non riesco a scordarli, proprio no, ma quella felicità effimera non riesce a tener confronto con quanto ora è la mia vita serena. Perché Lui non la macchia di lacrime, di tristi pensieri o di grandi parole.
Io vi dico addio, non più miei pensieri, perché solo ora mi accorgo di quanta vita mi avete privato, e di quante cose belle l'amore può essere capace.
Alice
venerdì 5 novembre 2004
giovedì 4 novembre 2004
[rinnamorarsi]
Dentro di me (scrive Alice Avallone) si è azzerato tutto. Sono nata una seconda volta, senza alcun dolore. Mi sono innamorata di nuovo. La prima volta, della vita; in questa seconda, di Lui.
Chiazze di colore, che mi stropicciano la pelle e gli occhi, e mi rendono ancora più bella. Forse l'amore è questo. Oppure è respirare simbiotici, o forse è sentire il petto squarciato ed avvertire le carezze sul cuore. Allora, se così fosse, sarei sicura di avere tra le mani la vera essenza di tale forza.
Amo vivere con Lui anche quando Lui non c'è. Io lo sento, Lui è accanto a me sempre, sento il suo odore, il contorno della sua aura. Lo amo anche così, è uno dei tanti modi in cui io riesco ad amarlo. Ma i momenti più belli sono quelli che boccheggiano nel tepore del silenzio, quando nuda accarezzo la sua guancia, delicata sposto i suoi capelli, e Lui zitto segue le mie palpebre, il mio naso, e caldi ci baciamo le labbra, il collo. Lui mi dice ti amo, e io timida ripeto entusiasta queste due parole, come fanno i piccoletti che dicono mamma e papà per le prime volte, e li sanno distinguere. Così io indico il mio amore, conosco il suo muso, e dico su di lui parole dolci. E ci facciamo anche le foto.
Alice
Chiazze di colore, che mi stropicciano la pelle e gli occhi, e mi rendono ancora più bella. Forse l'amore è questo. Oppure è respirare simbiotici, o forse è sentire il petto squarciato ed avvertire le carezze sul cuore. Allora, se così fosse, sarei sicura di avere tra le mani la vera essenza di tale forza.
Amo vivere con Lui anche quando Lui non c'è. Io lo sento, Lui è accanto a me sempre, sento il suo odore, il contorno della sua aura. Lo amo anche così, è uno dei tanti modi in cui io riesco ad amarlo. Ma i momenti più belli sono quelli che boccheggiano nel tepore del silenzio, quando nuda accarezzo la sua guancia, delicata sposto i suoi capelli, e Lui zitto segue le mie palpebre, il mio naso, e caldi ci baciamo le labbra, il collo. Lui mi dice ti amo, e io timida ripeto entusiasta queste due parole, come fanno i piccoletti che dicono mamma e papà per le prime volte, e li sanno distinguere. Così io indico il mio amore, conosco il suo muso, e dico su di lui parole dolci. E ci facciamo anche le foto.
Alice
mercoledì 3 novembre 2004
giovedì 21 ottobre 2004
[pompini]
È bello (scrive Roberta) vedere il cazzo di un uomo di cui sei innamorata crescere sotto le tue labbra.
Roberta
Roberta
domenica 3 ottobre 2004
[amore corrisposto]
È un canale aperto, molto bello e forte, superiore e profondo, fatto di vibrazioni celesti e apnee, sensazioni ineffabili e pulsioni sanguigne, dentro il cuore e sulla pelle, a riprova del fatto che l'anima ha un sito prediletto sulla nostra superficie, se volentieri la si percorre.
mercoledì 29 settembre 2004
[ti amo]
Notturno. Tutto quello che so (scrive Alice Avallone) è che lo amo. Forse il più bello, forse il più profondo, senz'altro il più rapinoso amore. Con le mie gambe nude intrecciate alle sue, i piedi che viziosi le lisciano, quei miei baci sulla sua pelle umida e calda. A lungo, a lungo, lentamente. Ingordi, ardenti, complici. Lo guardo di nascosto sotto i capelli, e gli sorrido sopra i suoi occhi persi nei miei beati. Nulla intorno, solo io e lui. - Ti amo - Anche io - Timida - Ti amo - E poi le dita giù feline per la schiena prima, e tra le labbra dopo. Com'è bella questa notte, con questo suo odore intenso che mi sento addosso e non si scolla.
Alice Avallone
Alice Avallone
mercoledì 22 settembre 2004
[gastronomica sensualità]
Avete mai pensato (scrive Mitì Vigliero) quanto sia sensuale la cucina? Quanto siano simili in qualche modo il cibo e l'amore? In fondo Gola e Lussuria sono molto legati; a volte si mangia (a tavola) con un misto di erotismo e piacere: quando assaggiamo qualcosa che ci piace spesso reagiamo estasiasti socchiudendo gli occhi e mugolando "Mmmmh, che buono!".
Entrambi, la Gola e la Lussuria, sono definiti "peccati della carne", e la parola "carnalità" deriva dal latino dell'Ecclesiaste carnalitas, "concupiscenza", sì, ma derivato sempre da caro carnis, "carne", componente fondamentale sia del corpo umano che dei menù nonché - proprio per questo? - proibita nei cristiani giorni di penitenza in cui si deve mangiare di magro. E anche "astinenza" si usa allo stesso modo nel doppio senso...
Pensate solo all'uso dei termini comuni; "fame", ad esempio. Dire alla persona amata "Ho fame di te". Oppure pensiamo ai verbi che usiamo normalmente riferendoci al cibo: succhiare, leccare, mordere, inghiottire, lambire, suggere... E lo stesso "mangiare": "Ti mangerei di baci". Sono indubbiamente parole "voraci"; da vorax voracis, a sua volta derivato da vorare, "divorare".
"Voraci" come un bacio, appunto...
Placida Signora
Entrambi, la Gola e la Lussuria, sono definiti "peccati della carne", e la parola "carnalità" deriva dal latino dell'Ecclesiaste carnalitas, "concupiscenza", sì, ma derivato sempre da caro carnis, "carne", componente fondamentale sia del corpo umano che dei menù nonché - proprio per questo? - proibita nei cristiani giorni di penitenza in cui si deve mangiare di magro. E anche "astinenza" si usa allo stesso modo nel doppio senso...
Pensate solo all'uso dei termini comuni; "fame", ad esempio. Dire alla persona amata "Ho fame di te". Oppure pensiamo ai verbi che usiamo normalmente riferendoci al cibo: succhiare, leccare, mordere, inghiottire, lambire, suggere... E lo stesso "mangiare": "Ti mangerei di baci". Sono indubbiamente parole "voraci"; da vorax voracis, a sua volta derivato da vorare, "divorare".
"Voraci" come un bacio, appunto...
Placida Signora
lunedì 20 settembre 2004
[condivisione]
Ricordo la prima volta che le tue labbra incontrarono le mie più intime:
Io(occhi spalancati): «Voglio farti sentire le stesse cose...»
Tu(sorriso): «Ma io le sento.»
Io(occhi spalancati): «Voglio farti sentire le stesse cose...»
Tu(sorriso): «Ma io le sento.»
venerdì 17 settembre 2004
[abbraccio]
Il vero abbraccio è quello che sa regalarti un istante di benessere, farti capire che puoi abbandonarti un momento perché ti fidi, anche senza sapere perché...
mercoledì 18 agosto 2004
[mistero invisibile]
Quando sto insieme a Martijn (scrive Sonechka) vedo tutta una serie di geroglifici davanti agli occhi, il cuore mi scivola giù e si incastra nel duodeno, mi scappa costantemente da ridere o da sorridere, le gambe mi si incriccano, rammolliscono, azzoppano, ritorcono.
E mi chiedo che cos'è che ci avvicina a certe persone. Quale filo di ragno invisibile viene tessuto tra noi e un altro che anche a sforzarsi e cercare una lista di oggettività inopinabili, rimane comunque il mistero di un sì detto senza motivo e contro ogni logica umana.
Sonechka
E mi chiedo che cos'è che ci avvicina a certe persone. Quale filo di ragno invisibile viene tessuto tra noi e un altro che anche a sforzarsi e cercare una lista di oggettività inopinabili, rimane comunque il mistero di un sì detto senza motivo e contro ogni logica umana.
Sonechka
giovedì 12 agosto 2004
[un attimo prima di un bacio]
Stavo pensando intensamente (scrisse la vocebionda di Sorriso Blu) ad un attimo prima di un bacio. Giusto quell'attimo prima, magari con una persona che non hai mai baciato, della quale non conosci nulla o quasi. E che ti piace, ti piace tanto.
Un attimo prima di un bacio, quando sei lì, ormai con la lucida consapevolezza che ti bacerà, sai che accadrà, non c'è più spazio per i dubbi. Sei lì, ad un istante dalle sue labbra, dal suo sapore e il cuore ti batte forte e gli ormoni ti sguazzano nelle vene ad una velocità supersonica...
E guardi l'altro negli occhi, forse troppo vicini per guardarlo davvero... E senti l'espressione dei tuoi occhi, io la sento sempre; sento quello che c'è dentro di me e che viene amplificato dal mio sguardo. Sento i miei occhi che rivelano il mio desiderio, la voglia di quelle labbra, la voglia di quel sapore, la voglia di incontrarsi nella bocca dell'altro, di scoprirsi in un'armonia di momenti irripetibili, di scoperte umide, di sensazioni... Cercare nella bocca dell'altro la promessa del calore che potrà essere o la freddezza di una delusione.
Un attimo prima di un bacio, un attimo prima di scoprire un universo sconosciuto che è il corpo dell'altro e che inizia proprio da lì... Una voglia febbrile di un attimo prima di un bacio, di quell'emozione per me unica ed ineguagliabile, forse più intensa di cento orgasmi!
Penso che mi piacerebbe vedere la mia espressione, i miei occhi, il mio sguardo un attimo prima di un bacio; per vedere se tutto quello che sento, se il modo in cui mi immagino sono reali; se l'altro vede davvero i miei occhi che brillano e che dicono più di mille parole o di mille carezze. Mi domando se davvero ci ricordiamo sempre il valore di un attimo prima di un bacio: è una di quelle emozioni che non dovremmo permetterci di dimenticare mai...
vocebionda
Un attimo prima di un bacio, quando sei lì, ormai con la lucida consapevolezza che ti bacerà, sai che accadrà, non c'è più spazio per i dubbi. Sei lì, ad un istante dalle sue labbra, dal suo sapore e il cuore ti batte forte e gli ormoni ti sguazzano nelle vene ad una velocità supersonica...
E guardi l'altro negli occhi, forse troppo vicini per guardarlo davvero... E senti l'espressione dei tuoi occhi, io la sento sempre; sento quello che c'è dentro di me e che viene amplificato dal mio sguardo. Sento i miei occhi che rivelano il mio desiderio, la voglia di quelle labbra, la voglia di quel sapore, la voglia di incontrarsi nella bocca dell'altro, di scoprirsi in un'armonia di momenti irripetibili, di scoperte umide, di sensazioni... Cercare nella bocca dell'altro la promessa del calore che potrà essere o la freddezza di una delusione.
Un attimo prima di un bacio, un attimo prima di scoprire un universo sconosciuto che è il corpo dell'altro e che inizia proprio da lì... Una voglia febbrile di un attimo prima di un bacio, di quell'emozione per me unica ed ineguagliabile, forse più intensa di cento orgasmi!
Penso che mi piacerebbe vedere la mia espressione, i miei occhi, il mio sguardo un attimo prima di un bacio; per vedere se tutto quello che sento, se il modo in cui mi immagino sono reali; se l'altro vede davvero i miei occhi che brillano e che dicono più di mille parole o di mille carezze. Mi domando se davvero ci ricordiamo sempre il valore di un attimo prima di un bacio: è una di quelle emozioni che non dovremmo permetterci di dimenticare mai...
vocebionda
martedì 10 agosto 2004
giovedì 22 luglio 2004
[risonanza]
I tuoi sono occhi da non ritorno.
Gli occhi, il sorriso e quel modo di guardarmi. Mi attraversi. Te lo lascio fare. Mi piace.
Il desiderio, poi, con te vince ogni cosa. Sento la tua carne a distanza. Se mi tocchi perdo immediatamente il controllo.
Ma la pelle vibra anche sola. Le basta l'odore. E' sufficiente sfiorare. Guardare.
L'affetto complica le cose, in questo caso. E gioca a rimpiattino col desiderio. Non capisco quale dei due amplifichi l'altro. Entrano in risonanza, ecco.
Gli occhi, il sorriso e quel modo di guardarmi. Mi attraversi. Te lo lascio fare. Mi piace.
Il desiderio, poi, con te vince ogni cosa. Sento la tua carne a distanza. Se mi tocchi perdo immediatamente il controllo.
Ma la pelle vibra anche sola. Le basta l'odore. E' sufficiente sfiorare. Guardare.
L'affetto complica le cose, in questo caso. E gioca a rimpiattino col desiderio. Non capisco quale dei due amplifichi l'altro. Entrano in risonanza, ecco.
lunedì 12 luglio 2004
[lontano]
Non ti ho detto (scrive Padmini) quanto è stato difficile, oggi, inciampare ogni due passi nel desiderio delle tue labbra. Imbarazzante l'affanno del mio cullarti, cantando sottovoce, a dispetto dell'altrui ignaro stupore. Non è servito, il mio segreto accarezzarti oltre la folla di pensieri e visi e voci, a strapparti il mantello di dolore che ti avvolge. Allontanalo adesso, prima del buio e della notte: dormi vestito solo del fragore dei miei sorrisi e dei miei mille baci. Quanto è stato difficile, oggi, amarti da lontano...
Padmini
Padmini
venerdì 25 giugno 2004
[del non (ti)tubare]
(scrive Rillo) L'Amore non può fare paura, non ammette dubbi, non sarebbe Amore.
L'Amore è quando ti butti a capa in giù senza protezione, tanto non ti farai nulla.
Perché c'è lei, perché c'è lui. E questo è tanto, se non tutto.
Rillo
L'Amore è quando ti butti a capa in giù senza protezione, tanto non ti farai nulla.
Perché c'è lei, perché c'è lui. E questo è tanto, se non tutto.
Rillo
mercoledì 23 giugno 2004
[ammore perduto]
Ammore perduto,
i' t'ero truvato,
nun aggio saputo
tenerte cu mme.
Ammore perduto,
mm'ha ditto stu core
ca tarde ha saputo
tu ch'ire pe mme.
(di Antonio De Curtis, in arte Totò)
i' t'ero truvato,
nun aggio saputo
tenerte cu mme.
Ammore perduto,
mm'ha ditto stu core
ca tarde ha saputo
tu ch'ire pe mme.
(di Antonio De Curtis, in arte Totò)
lunedì 21 giugno 2004
[amore, tipi di]
C'è amore e amore: l'amore che nasce magicamente e per predestinazione, ma che viene poi sdegnato e abbandonato; l'amore indimenticato che strugge per una vita intera anche a distanze incolmabili; l'amore sfarfalleggiante, che infine porta a una meta in cui si coniugano serenità e piacevolezza; l'amore mancato, quello che cerca sostituti, l'amore orfano, quello che trova surrogati.
domenica 13 giugno 2004
giovedì 10 giugno 2004
[lei]
(scrive zuruck) Quando siamo innamorati ci sono dei periodi in cui abbiamo l'impressione che non ci importi nulla di quella persona. Vogliamo farne a meno, talvolta la incontriamo e non ci dice nulla, ci è indifferente. Poi ci riappare. Quel viso indifferente diventa l'unico viso, quella voce l'unica voce; la sua mancanza diventa intollerabile, la sua presenza una gioia infinita. Tutto di lei ci commuove, tutto di lei è nostalgia e appagamento.
zuruck
zuruck
martedì 1 giugno 2004
[sedurre]
(scrive davide l. malesi) il meccanismo del sedurre. Che non vuol dire "provarci con qualcuno": viene semmai prima, o dopo. Non è che se ci provi con una ragazza, e quella accetta magari di uscire con te (o addirittura viene a letto con te), l'hai sedotta. Non è così semplice. Sedurre qualcuno è occupare - quantomeno per un certo periodo - uno spazio dentro la sua testa. Vuol dire che quel qualcuno non ti scappa, non importa quanto riesca ad andare lontano... "Provarci", o anche "riuscirci", non è sedurre: perché implica un gesto, un'azione, e la seduzione non ha nulla a che vedere con l'azione: semmai ha a che vedere con la trasformazione: cioè col diventare l'oggetto del desiderio di qualcuno. Se uno ci riesce, poi quel qualcuno arriva. Per forza.
davide l. malesi
davide l. malesi
giovedì 27 maggio 2004
[S]
(scrive Sphera) Saettano sgrisoli scatenando sensazioni.
Slacciati, spogliati, sconvolti, sottosopra, sudati, spettinati sospiriamo.
Sussurri saziati.
Sorridiamo.
sphera (nei commenti di Passepartout)
Slacciati, spogliati, sconvolti, sottosopra, sudati, spettinati sospiriamo.
Sussurri saziati.
Sorridiamo.
sphera (nei commenti di Passepartout)
giovedì 20 maggio 2004
[bacio]
Un bacio tra sconosciuti è come una frase decontestualizzata: anche quando non si configura come profondo scambio d'amore, può essere molto piacevole.
sabato 1 maggio 2004
[voglio un uomo che mi ami]
Che sappia come toccarmi, che scopra come eccitarmi
Che mi parli con gli occhi, che ascolti la mia voce
Che indaghi il mio spirito, che sconvolga le mie certezze
Che mi guardi come alla sua Dea, che mi lasci andare
Che mi accompagni, che sappia andare solo
Che inciampi nei suoi limiti, che sorrida ai miei
Che sappia bruciarmi la pelle, che completi la mia carne
venerdì 30 aprile 2004
[baci]
Pioggia di baci
Pioggia di baci che lava i cattivi ricordi
goccia riflette la luce ravviva i deserti
le nostre bocche dissetano
parlano al cielo dell'anima
quei baci vivi e salati che il ricordo illumina
Baciami acqua sorgiva che in sogno mi guardi
tu nel profondo da sempre per sempre mi porti
il nostro cielo costellano
parole che il cuore nomina
ma se ci penso ti sento e il ricordo mi fulmina
Pioggia di baci che lava i cattivi ricordi
goccia riflette la luce ravviva i deserti
le nostre bocche dissetano
parlano al cielo dell'anima
quei baci vivi e salati che il ricordo illumina
Baciami acqua sorgiva che in sogno mi guardi
tu nel profondo da sempre per sempre mi porti
il nostro cielo costellano
parole che il cuore nomina
ma se ci penso ti sento e il ricordo mi fulmina
mercoledì 28 aprile 2004
[amare]
(scrive LollO)
Ora so che Amare è anche lasciare.
Ora so che Amare è saper rinunciare a quanto hai di più caro.
Ora so che Amare è permettere a chi ti sta vicino di poter stare meglio lasciandogli vivere la sua vita senza di te.
Ora so che Amare è essere contenti della felicità della persona amata anche se non puoi più condividerla.
Ora so che Amare è soffrire.
LollO-Drome
Ora so che Amare è anche lasciare.
Ora so che Amare è saper rinunciare a quanto hai di più caro.
Ora so che Amare è permettere a chi ti sta vicino di poter stare meglio lasciandogli vivere la sua vita senza di te.
Ora so che Amare è essere contenti della felicità della persona amata anche se non puoi più condividerla.
Ora so che Amare è soffrire.
LollO-Drome
lunedì 12 aprile 2004
[carezze]
Cjarinimi la man
Cjarinimi la man
cjarinime amour
cuant che il jeur
si fâs fumate
e l’ale blancje de ciuite
nus clame i siums
tal so zardin di arint
Cjarinimi la man
cjarinime, amour
cuant ch’o impirin
il curidour da Basse
o da iperspazi
e al cjante a planc
il diu dai torzeons
dai sbrendolons
jù par Gonârs
Bertiûl Cjasteons
(di Stiefin Morat)
Carezzami la mano
Carezzami la mano
accarezzamela amore
quando la lepre
si fa nebbia
e l'ala bianca della civetta
ci chiama i sogni
nel suo giardino d'argento
Carezzami la mano
accarezzamela, amore
quando infiliamo
il corridoio della Bassa
o dell'iperspazio
e canta piano
il dio dei vagabondi
degli straccioni
giù per Gonars
Bertiolo Castions.
(traduzione dal friulano di Astrid Virili)
Cjarinimi la man
cjarinime amour
cuant che il jeur
si fâs fumate
e l’ale blancje de ciuite
nus clame i siums
tal so zardin di arint
Cjarinimi la man
cjarinime, amour
cuant ch’o impirin
il curidour da Basse
o da iperspazi
e al cjante a planc
il diu dai torzeons
dai sbrendolons
jù par Gonârs
Bertiûl Cjasteons
(di Stiefin Morat)
Carezzami la mano
Carezzami la mano
accarezzamela amore
quando la lepre
si fa nebbia
e l'ala bianca della civetta
ci chiama i sogni
nel suo giardino d'argento
Carezzami la mano
accarezzamela, amore
quando infiliamo
il corridoio della Bassa
o dell'iperspazio
e canta piano
il dio dei vagabondi
degli straccioni
giù per Gonars
Bertiolo Castions.
(traduzione dal friulano di Astrid Virili)
giovedì 1 aprile 2004
[nome]
Nomina nuda tenemus (riflette Chiaraaa) C'è questo momento, quando ti stai innamorando, in cui basta dire il nome dell'amato/a/um per sentirti felice; c'è il sottile desiderio di infilare quelle sillabe nel bel mezzo di conversazioni banali, magari anche a sproposito, solo per assaporarne il suono. Quel che ti resta dopo averle pronunciate è simile a un piacere interrotto, un piccolo sorriso tra te e te di aspettativa rosa-pallido che ti riporta ai tredici anni. A me questa sensazione piace perchè è talmente delicata ed effimera che nessuno sembra mai prestarle attenzione.
Chiaraaa
Chiaraaa
mercoledì 31 marzo 2004
[amore]
Che cos'è l'amor? (si chiede Princess Proserpina) Conosco un uomo che ama l'amore e lo rincorre dovunque sente di poterlo trovare. Questa sua continua ricerca dell'amore lo porta ad amare più donne contemporaneamente. Ma le ama davvero? Le ama tutte a metà, e per tutte ha baci e sorrisi e parole speciali. Ama le donne perché sono portatrici di amore, e lui ama l'amore.
Conosco un uomo che ama una donna e la rincorre dovunque sente di poterla trovare. Questa sua continua ricerca della donna lo porta ad amare l'amore nelle sue diverse forme contemporaneamente. Ma l'ama davvero? La ama completamente, e ha per lei baci e sorrisi e parole speciali. Ama l'amore perché è portato da quella donna, e lui ama quella donna.
Proserpina
Conosco un uomo che ama una donna e la rincorre dovunque sente di poterla trovare. Questa sua continua ricerca della donna lo porta ad amare l'amore nelle sue diverse forme contemporaneamente. Ma l'ama davvero? La ama completamente, e ha per lei baci e sorrisi e parole speciali. Ama l'amore perché è portato da quella donna, e lui ama quella donna.
Proserpina
lunedì 29 marzo 2004
[senza più fiato]
(scrive sphera) Curve improvvise, bruschi tornanti brividi e fossi, salite di sassi senza più fiato. E ripide abbacinanti discese senza freni.
Posso stancarti fino a farti chiudere gli occhi con quel sorriso, sai, di chi è svuotato e riempito fino in fondo.
sphera
Posso stancarti fino a farti chiudere gli occhi con quel sorriso, sai, di chi è svuotato e riempito fino in fondo.
sphera
sabato 27 marzo 2004
[amore sconfinato]
È quello che fa dire: Ovunque, purché con te. Come quella volta che mi risvegliai al tuo fianco e nel chiaroscuro della stanza non capii bene dove mi trovavo, ma sorridendo pensai che in fondo non me ne importava e dissi: "Sai, con te starei in qualsiasi città, anzi in qualsiasi posto al mondo... purché ci sia acqua potabile." Questa è una restrizione, è vero, ma ognuno ha i suoi vizi.
giovedì 25 marzo 2004
[baci]
Per me (scrive emotioned) la forma più alta di intimità sono i baci. I baci teneri di due labbra che si posano l'una sull'altra per essere più vicini, per respirarsi, per abbracciarsi. È da lì che parte tutto. È da lì che sale il desiderio. È da lì che il desiderio può anche mettersi in pausa, nell'attesa di momenti più adatti. Ricordo di un partner che anche quando la nostra grande storia d'amore era arrivata al capolinea, appena entrato in casa mi si fiondava addosso e mi infilava la lingua in bocca. Non riusciva a "sentirmi", non capiva che io avevo bisogno di tenerezza innanzitutto. E quei suoi gesti oggi, a distanza di tanto tempo e dopo che è passata tanta acqua sotto i ponti, li ho finalmente compresi. Il suo non era amore, era solo possesso. L'intimità parte da molto più lontano secondo me: parte dall'ascolto e dalla comprensione reciproche. Tutto il resto è solo possesso. Tutto il resto, per me, è solo voglia di soddisfare un puro desiderio carnale.
emozionandosi
emozionandosi
martedì 23 marzo 2004
[sogno]
Ho fatto un sogno (scrive Albamarina) Come si può descrivere un sogno? Come rendere fluido il cedere soffice ed incisivo dei pensieri nascosti fra le pieghe del sonno? Immagina larghissime e luccicanti lastre di vetro sospese nel nulla etereo e opalescente, dove tutto è possibile e al contempo raro. Dove le sensazioni si sfiorano, confondendosi nelle risposte dei nostri corpi non volute ma inevitabili. Lastre sulle quali io e te ci troviamo, naufraghi consapevoli e felici, sorridenti e ammiccanti verso il resto del mondo che vediamo lontano, che neppure ci sfiora se non per strapparci un complice commento beffardo. Immagina il silenzio profondo che stride con i tumulti senza voce della passione inespressa e protratta in un tempo senza fine, senza spazi e senza altro se non la forza dei nostri sguardi. Immagina il bagliore di profumi sprigionati dai nostri corpi, vestiti solo di stupore, che si appartengono... e capirai di quale sogno si è colorata la mia notte.
Albamarina
Albamarina
domenica 21 marzo 2004
[...]
E’ esploso dentro un bagno caldo.
Intuito, adocchiato, vezzeggiato, titillato, sfiorato, cercato, inseguito. Immaginato, sognato, osservato, incoraggiato, accompagnato, assecondato, accarezzato… Ascoltato, pregustato, cercato, toccato, spinto respirato voluto subito assaporato sussurrato gridato. Ascoltato. Contemplato. Respirato.
Intuito, adocchiato, vezzeggiato, titillato, sfiorato, cercato, inseguito. Immaginato, sognato, osservato, incoraggiato, accompagnato, assecondato, accarezzato… Ascoltato, pregustato, cercato, toccato, spinto respirato voluto subito assaporato sussurrato gridato. Ascoltato. Contemplato. Respirato.
mercoledì 17 marzo 2004
[attesa]
(scrive occhivispi) Quando ci sarai io diventerò un'altra. Vorrei silenzio e pace intorno a noi, solo per un attimo, quel primo attimo in cui ci sfioreremo, così diverso dal tempo già trascorso insieme. Tremerò nel toccarti, non saprò come stringerti, ti annuserò nell'incavo del collo ma il tuo odore non mi dirà da dove vieni, ma solo che sei altro da me. Vorrei seguire con le dita i tuoi lineamenti, ridisegnarli con delicatezza. Non ci saranno le parole, annegate nelle sensazioni e nelle lacrime di gioia. Non riuscirò a credere che tu sia finalmente accanto a me, per troppo tempo sei stato solo sogno. Vivremo insieme i nostri giorni, seguirò i tuoi movimenti, ascolterò il tuo respiro, i tuoi sorrisi mi riempiranno di gioia, le tue lacrime mi strazieranno di dolore. Imparerò a conoscerti, a stare con te. Il mondo intorno a noi sarà nuovo, luminoso e brillante. Scoprirò in me voci che non credevo di avere, sentirò la vita come non mai e i contorni delle cose saranno più nitidi, grazie a te. Sono qui, ti aspetto.
occhivispi
occhivispi
venerdì 12 marzo 2004
[uomo ideale]
(scrive Vanessa) Il fatto è che... un uomo così non l'avevo mai incontrato.
O meglio, non l'avevo mai immaginato, che quando cazzeggi con le amiche sul tuo uomo ideale tu pensi solo a frammenti di immagine assemblati con fotosciop, occhi-mani-addominali-capelli-ecc e poi enunci le cose importanti, che ti faccia ridere, e che abbia una cultura, e un buon lavoro e la moto e tutte le stronzate da brave ragazze.
Perché poi, alla fine ci rifletti e il tuo uomo ideale sarebbe una noia mortale perché l'hai creato col tuo cervello, e quindi potresti prevedere tutte le sue mosse. Sapresti come bacia, come ti saluta, che gusti ha e come fa l'amore. Sì ma... il gioco, il cioccolato e la sorpresa dove le mettiamo? eh? Perché il bello è che ti sa stupire sempre anche se sei sulla sua stessa sintonia. Nuovo. Nuovo è la parola giusta. Ed è un vero casino. Un casino immane. Che tu manco l'immaginavi che lui fosse così, forse non ti piaceva nemmeno. Ti tirava le trecce sbeffeggiandoti. Dovevo capirlo. Ma forse non l'aveva capito nemmeno lui. E adesso?
Un miliardo di calcoli algebrici sul perché e sul percome e sul percosa. Seghe mentali le chiamano. Passaggi e scivolate. Ma poi ci sono un miliardo di sguardi e un miliardo di baci e non ci puoi credere che sia così.
Io credo se ne sia accorto che avevo gli occhi lucidi. O forse no. Ma non importa.
Vanessa
O meglio, non l'avevo mai immaginato, che quando cazzeggi con le amiche sul tuo uomo ideale tu pensi solo a frammenti di immagine assemblati con fotosciop, occhi-mani-addominali-capelli-ecc e poi enunci le cose importanti, che ti faccia ridere, e che abbia una cultura, e un buon lavoro e la moto e tutte le stronzate da brave ragazze.
Perché poi, alla fine ci rifletti e il tuo uomo ideale sarebbe una noia mortale perché l'hai creato col tuo cervello, e quindi potresti prevedere tutte le sue mosse. Sapresti come bacia, come ti saluta, che gusti ha e come fa l'amore. Sì ma... il gioco, il cioccolato e la sorpresa dove le mettiamo? eh? Perché il bello è che ti sa stupire sempre anche se sei sulla sua stessa sintonia. Nuovo. Nuovo è la parola giusta. Ed è un vero casino. Un casino immane. Che tu manco l'immaginavi che lui fosse così, forse non ti piaceva nemmeno. Ti tirava le trecce sbeffeggiandoti. Dovevo capirlo. Ma forse non l'aveva capito nemmeno lui. E adesso?
Un miliardo di calcoli algebrici sul perché e sul percome e sul percosa. Seghe mentali le chiamano. Passaggi e scivolate. Ma poi ci sono un miliardo di sguardi e un miliardo di baci e non ci puoi credere che sia così.
Io credo se ne sia accorto che avevo gli occhi lucidi. O forse no. Ma non importa.
Vanessa
giovedì 4 marzo 2004
[gesti]
Ogni coppia, mi spiegò in seguito Uri, ha un repertorio personale e circoscritto di moti e gesti d'amore, che si forma rapidamente, si apprende pian piano, e non si dimentica mai più.(Meir Shalev, La montagna blu, trad. Elena Loewenthal)
"Quei gesti rimangono anche dopo che l'amore si è dissolto", disse, "dopo che hanno smesso di respirarsi la pelle a vicenda, di mangiarsi la carne e di tuffarsi di testa come idioti l'uno dentro gli occhi dell'altro."
mercoledì 3 marzo 2004
[amanti]
(scrive Stella_Noire) Rinchiudere, nel testo di una canzone, tutto quello che ho sempre sognato in una storia, lasciarsi trasportare sulle note del violino e accarezzare il profilo del mio lui sussurrandogli quelle parole nell'orecchio e creare, insieme, un'atmosfera magnetica, nostra, che fa scomparire tutto il mondo circostante: ci sono solo i miei occhi e le sue mani, i suoi occhi e le mie mani. Le nostra labbra sibilano un sussurro che il cervello percepisce come un'eco lontana ma tagliente come la lama di un coltello. Allora è come se si cominciasse a girare e il cuore aumenta le sue pulsazioni, e gli occhi si perdono ancora di più negli occhi dell'altro e si giunge, infine, a baciarsi. Un Bacio lungo, Dolce, Infinito. Con l'ardore di notti infedeli ma pieno di Grande Amore, niente che somigli a qualcosa di già vissuto o sentito prima, con la certezza di appartenersi senza riserve, ma di non essere schiavi. Come due veri amanti. Un infinito attimo di dolce passione, un vortice di sentimenti-sensazioni. La voce soffocata in gola, perché esprimere quello che si prova è impossibile. E svegliarsi il mattino dopo, rendendosi conto che non è stato un ennesimo sogno, ma la persona sulla quale sei morta e rinata è lì al tuo fianco e ti guarda, come avesse vegliato su di te tutta la notte. E ti sorride e non parla ancora. Solo, ti bacia.
Stella_Noire
Dammi l'ardore, di notti infedeliEcco cosa sento in questa canzone dei Nomadi. Una parte di me vissuta e ora ricordata.
Scuoti il mio sonno docile ed arreso
Fa che io ceda a sogni ardenti
E dammi Amore sì, ma che sia grande,
non una storia letta con il testo a fronte
niente schiavitù né tradimenti
è questa la sottile arte degli Amanti.
Stella_Noire
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