Non sono ancora riuscito a decidere se sono uomo o donna. Così ho pensato che piuttosto che scegliere avrei semplicemente amato tutti senza distinzione.
Dalle confessioni di un anonimo ubriaco
lessico amoroso, lessico amorevole, parole d'amanti, diamanti espressivi, coccole verbali e verbalizzazioni dell'indicibile
lunedì 5 novembre 2007
giovedì 1 novembre 2007
[bacio]
Bacio… mi avvicino mi fido mi offro mi apro… temo voglio rischio conquisto… ti voglio ti cerco ti annuso ti sento… ti abbraccio ti conforto ti porto ti rassicuro… parlo dialogo chiedo rispondo… mi lancio mi lascio mi perdo mi trovo
Laddove nient’altro è permesso, li freghiamo; con un bacio ti spiego, ti abbraccio, ti spoglio, ti godo, ti faccio l’amore, ti regalo l’estasi, ti dedico la mia, ti ringrazio, ti saluto, ti prometto…
Bacio: stenografia dell’amore.
Laddove nient’altro è permesso, li freghiamo; con un bacio ti spiego, ti abbraccio, ti spoglio, ti godo, ti faccio l’amore, ti regalo l’estasi, ti dedico la mia, ti ringrazio, ti saluto, ti prometto…
Bacio: stenografia dell’amore.
mercoledì 31 ottobre 2007
[tango]
(scrive Zaritmac) mi è parso, come per fare l'amore, una moltiplicazione, non una semplice somma di gesti e posture. E ho pensato che non è un fatto di arrendersi, ma di darsi senza perdersi, di cedere senza perdere, di seguire con la consapevolezza di farlo e volerlo, di delegare il controllo di sé senza perderlo.
Zaritmac
Zaritmac
lunedì 22 ottobre 2007
martedì 16 ottobre 2007
[reciprocità]
Reciprocità (scrive HangingRock) è esistenza di pari opportunità di penetrare nella vita dell'altro, di pari disponibilità ad accogliere l'altro nella propria vita.
HangingRock
HangingRock
domenica 30 settembre 2007
[ballo]
(dice Flounder) Il ballo, quando ti ci immergi, è sempre una situazione da taranta. L'altro, nel ballo, non è altro che il canale di frequenza che ti permette di ascoltare la musica e di esprimerla nel modo in cui la senti (questo pensiero ha una portata molto più vasta, comprende un po' tutto: è la questione della capacità di amare e del modo in cui ci si relaziona con gli altri).
Flounder
(nei commenti del suo blog)
Flounder
(nei commenti del suo blog)
mercoledì 29 agosto 2007
[osare]
e tutta quell'Arte che metto nel fare le cose... tutti quei puntini di sospensione per le mie insicurezze... (scrive Miele) l'adrenalina del rischiare... mettersi in gioco anche solo per un bacio...
non esiste una giusta spiegazione dei comportamenti nei confronti dell'amore, delle novità e delle passioni... ci sono solo troppi pensieri che aleggiano in questo mare...
bisogna osare.
Miele
non esiste una giusta spiegazione dei comportamenti nei confronti dell'amore, delle novità e delle passioni... ci sono solo troppi pensieri che aleggiano in questo mare...
bisogna osare.
Miele
lunedì 9 luglio 2007
[ricordo]
Teneramente accarezzo un ricordo. Lo annuso, cerco di rievocarne l'immagine, di trasformare l'immagine in sensazione tattile. Voglio un ricordo di carne. E di sangue. Sangue che palpita e rimbomba, e affluisce al cervello per elaborare il ricordo e arricchirlo di sensazioni. Di emozioni. Mi emozioni. Come dirlo? Con una carezza.
Teneramente.
Teneramente.
giovedì 14 giugno 2007
[insieme]
io oggi ho pensato (scrive Bea) e veramente sono anni che lo penso e così te lo dico, col cuore in mano e senza tante raffinatezze scribacchine, che se ho qualcosa della quale andar fiera nella mia inutile vita è quella d'aver saputo scegliere te che avevo ancora diciott'anni e mi puzzava la bocca di latte e di arroganza giovanile. E non la cambierei questa nostra vita insieme ormai quarantennale, no. L'abbiamo costruita strappando anni alla vita e vita agli anni, sempre l'uno aspettando l'altra quando arrancava, la mia mano nella tua mano, la tua mano nella mia mano. Be' non ci provare, Pino del Palaeur, a immaginare una vita senza di me, di qua o di là ovunque tu sarai io sarò. Oltre il muro del cinismo un sole azzurro s'accende solo per noi così stranieri, così diversi così nobili così plebei così idioti da portarci sulle spalle il mondo intero per lasciarlo andar via quando è lui che ci scaccia. Senza rancore, mai, senza odio, mai, senza immaginar vendette, mai, senza rivangare il passato, mai, senza piagnucolar la sventura, mai, senza rimpianti, mai. Avanti insieme si va, Pino del Palaeur, la tua mano nella mia, la mia mano nella tua, senza vergognarci di parlare una lingua sconosciuta ai più: quella dell'amore che non s'arrende. E non ci arrenderemo, no.
BeaPerSempre
BeaPerSempre
venerdì 1 giugno 2007
[laptop]
Sost. inglese: fu grembo, posto sicuro e caldo dove accogliere e coccolare amanti, bambini e gattini.
Ora termine indicativo di computer portatile, fredda e metallica tecnologia che mi sta in grembo al posto dell'amante, bambino o gattino, e permette a chi mi sta lontano di starmi in grembo.
Non mi stai più in grembo? Allora stai sul mio laptop.
Ora termine indicativo di computer portatile, fredda e metallica tecnologia che mi sta in grembo al posto dell'amante, bambino o gattino, e permette a chi mi sta lontano di starmi in grembo.
Non mi stai più in grembo? Allora stai sul mio laptop.
mercoledì 9 maggio 2007
[supporti]
lunedì 30 aprile 2007
[perdita]
Il buco che ho nel cuore ha la tua forma, e nessun altro può colmarlo del tutto.
(Jeanette Winterson, Scritto sul corpo, trad. Giovanna Marrone)
(Jeanette Winterson, Scritto sul corpo, trad. Giovanna Marrone)
domenica 8 aprile 2007
[canzoni]
c'è una fase quando ci si innamora, di solito succede dopo il primo incantato conoscersi-riconoscersi nell'altra persona appena incontrata, c'è una fase in cui sembra che ci accadano cose straordinarie e che le canzoni sentite alla radio parlino proprio di quel che sta succedendo a noi. canzoni normalmente bollate come troppo romantiche o sdolcinate, acquistano un'improvvisa perspicacia e profondità, e niente sembra troppo sentimentale o melenso, perché si è immersi noi stessi nel miele appiccicoso e dolce del sentimento.
sabato 31 marzo 2007
[in-namorarsi]
L'innamoramento innesca un vorticare come quello dei dervisci rotanti, il cui effetto dipende da quale giro si dà alla danza: in un verso, ci si avviluppa come in una tenda o una coperta fino a non potersi più muovere; nell'altro, invece, le vesti svolazzeranno libere a ogni giravolta e si continuerà a danzare e a girare e a danzare e a girare in una magia che si rigenera con la connessione al vero sé restituito a sé.
giovedì 15 febbraio 2007
[lettere d'amore]
Le lettere d'amore, se c'è l'amore,
devono essere
ridicole.
Ma, dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore
sono
ridicoli.
lo scrisse Fernando Pessoa e mi sembrava bello ricordarlo
devono essere
ridicole.
Ma, dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore
sono
ridicoli.
lo scrisse Fernando Pessoa e mi sembrava bello ricordarlo
[amorosa nostalgia]
"Nostalgia: stato psicologico di tristezza e di rimpianto per la lontananza da persone o luoghi cari o per un evento collocato nel passato che si vorrebbe rivivere."
Ma la nostalgia in amore è anche quando conosci una persona e ti senti come a casa, è una nostalgia che non sapevi ancora di provare e che nel suo palesarsi trova la sua guarigione.
Ma la nostalgia in amore è anche quando conosci una persona e ti senti come a casa, è una nostalgia che non sapevi ancora di provare e che nel suo palesarsi trova la sua guarigione.
domenica 4 febbraio 2007
[lettere d'Ammore per anglofoni]
J: è per jolly, la gioia dell'amore,
K: è per killer, le storie amare,
W: è per wonder, che resti vivo,
X: è per ex, faccia quello che gli pare,
Y: è per yes, aspetta che arrivo.
(perché anche gli anglofoni lo fanno, ma servono più lettere...)
K: è per killer, le storie amare,
W: è per wonder, che resti vivo,
X: è per ex, faccia quello che gli pare,
Y: è per yes, aspetta che arrivo.
(perché anche gli anglofoni lo fanno, ma servono più lettere...)
giovedì 1 febbraio 2007
[lettere d'Ammore*]
A è l'Attesa che sembra infinita
B sono i Baci che allungan la vita
C le Carezze sì spesso sognate
D Delusioni di vite passate
E l'Emozione che porta al rossore
F la Fretta con cui batte il cuore
G Gelosia per quando sei lontano
H l'Hotel, qui a portata di mano
I per l'Impulso che non si controlla
L Lussuria che funge da molla
M Memorie di giorni felici
N Nenie le storie narrate agli amici
O le Occasioni alla vita rubate
P le Passioni dal tempo bruciate
Q Quarantena, da tutto e dal mondo
R Ritrovarsi in un bene profondo
S il Sesso, che non è peccato
T Tu, e il piacere di averti incontrato
U Unico, come sembrava all'inizio
V quando amare diventa anche un Vizio
Z lo Zucchero nei sentimenti
Sono d'ammore le parti salienti
* L'Ammore (sì, con due m) è un omaggio alla teoria di Flounder secondo cui - per una sorta di pudore - le bloggheresse non parlano mai dell'amore (con una m) ma solo, appunto, di Ammore
B sono i Baci che allungan la vita
C le Carezze sì spesso sognate
D Delusioni di vite passate
E l'Emozione che porta al rossore
F la Fretta con cui batte il cuore
G Gelosia per quando sei lontano
H l'Hotel, qui a portata di mano
I per l'Impulso che non si controlla
L Lussuria che funge da molla
M Memorie di giorni felici
N Nenie le storie narrate agli amici
O le Occasioni alla vita rubate
P le Passioni dal tempo bruciate
Q Quarantena, da tutto e dal mondo
R Ritrovarsi in un bene profondo
S il Sesso, che non è peccato
T Tu, e il piacere di averti incontrato
U Unico, come sembrava all'inizio
V quando amare diventa anche un Vizio
Z lo Zucchero nei sentimenti
Sono d'ammore le parti salienti
* L'Ammore (sì, con due m) è un omaggio alla teoria di Flounder secondo cui - per una sorta di pudore - le bloggheresse non parlano mai dell'amore (con una m) ma solo, appunto, di Ammore
martedì 23 gennaio 2007
[amore]
Amore è che non voglio stare con te a tutti i costi. Anzi, sì che lo voglio, è il mio ultradesiderio, sarebbe per me la chiave della felicità piena. Però amore è che ti voglio felice e solo se ti saprò felice con me vorrò stare con te. A tutti i costi.
sabato 20 gennaio 2007
[abbandono]
Termine bivalente, corrisponde alla sofferenza più tremenda e nel contempo fornisce la ricetta per superarla: abbandonarsi con fiducia a quel che sarà.
Nel senso positivo, è ingrediente indispensabile per il pieno godimento dell'arrendersi a sé e all'altro da sé.
Nel senso positivo, è ingrediente indispensabile per il pieno godimento dell'arrendersi a sé e all'altro da sé.
sabato 30 dicembre 2006
giovedì 30 novembre 2006
[unicità]
riscontrabile nei rapporti più veri, si concretizza nelle parole dette, negli sguardi scambiati, nelle carezze che restano tue perché è per te e con te che sono state create, negli istanti condivisi che albergando contemporaneamente in serbatoi di memoria distinti raddoppiano la loro presenza nell'ineffabile bruma del tempo rarefatto.
mercoledì 1 novembre 2006
sabato 28 ottobre 2006
mercoledì 11 ottobre 2006
[incontro]
(scrive Graficamente) L'incontro di mani è sempre piacevole, è sempre una scoperta, prendi le mie e le fai muovere come faresti muovere i miei piedi se stessimo ballando un tango.
L'incontro di sguardi è sempre significativo, fissi i miei occhi e passi dal destro al sinistro come a cercare quello più bello e ci metti un sacco a scegliere.
L'incontro di lingue è sempre bagnato, sfiori la mia timidamente come se fosse il primo bacio, e infatti lo è.
L'incontro di anime è sempre difficile e più mi struscio alla tua e più ti sento dolcemente in soggezione.
Incontrarti è sempre un'impresa.
Graficamente
L'incontro di sguardi è sempre significativo, fissi i miei occhi e passi dal destro al sinistro come a cercare quello più bello e ci metti un sacco a scegliere.
L'incontro di lingue è sempre bagnato, sfiori la mia timidamente come se fosse il primo bacio, e infatti lo è.
L'incontro di anime è sempre difficile e più mi struscio alla tua e più ti sento dolcemente in soggezione.
Incontrarti è sempre un'impresa.
Graficamente
martedì 10 ottobre 2006
lunedì 9 ottobre 2006
[hate / odio]
hate is just a word for somebody you love but you no longer believe in
hugh macleod
odio è solo una parola per qualcuno che ami ma a cui non credi più
hugh macleod
odio è solo una parola per qualcuno che ami ma a cui non credi più
martedì 3 ottobre 2006
[non]
(scrive Marco Legittimo) Non vi è cosa più triste al mondo di un amore non corrisposto, di un gioiello non indossato e di un dolce lasciato intatto. Donano emozioni solo se assaporati.
Marco Legittimo
Marco Legittimo
lunedì 2 ottobre 2006
[libera]
(scrive Juditta) Libera dal pensiero di chi non ha pensieri per me, che non siano di rabbia o di risentimento. Libera di vivere in pieno una relazione con qualche altro uomo, senza chiedermi costantemente come sarebbe potuto essere con lui. O, semplicemente: libera di godermi la mia vita, che in fondo con me stessa ci sto parecchio bene.
Juditta
Juditta
[innamorata]
mercoledì 27 settembre 2006
[sfumature]
- Non mi ami? (scrive facciassente)
- Amare è molto difficile. Temo che in inglese non ci siano le sfumature adatte. Si dice "I love you" e basta. Ma in spagnolo sì che ce ne sono.
- Quali?
- "Te quiero", "me gustas" è un pò meno di "te amo", "te adoro".
- Così tante? Come se fossero in scala?
- Almeno nel mio spagnolo è così.
- Allora me lo stai spiegando per dirmi che non mi ami?
- La semantica dell'amore. Ti voglio bene e mi piaci. Fin qui ci siamo. Non mettermi fretta perchè sono un tipo lento.
- Io sì che ti amo. Totalmente. Ti amo.
- Meglio così. Comincia a soffrire subito. Io ti raggiungo più avanti.
P.J.G.
- Amare è molto difficile. Temo che in inglese non ci siano le sfumature adatte. Si dice "I love you" e basta. Ma in spagnolo sì che ce ne sono.
- Quali?
- "Te quiero", "me gustas" è un pò meno di "te amo", "te adoro".
- Così tante? Come se fossero in scala?
- Almeno nel mio spagnolo è così.
- Allora me lo stai spiegando per dirmi che non mi ami?
- La semantica dell'amore. Ti voglio bene e mi piaci. Fin qui ci siamo. Non mettermi fretta perchè sono un tipo lento.
- Io sì che ti amo. Totalmente. Ti amo.
- Meglio così. Comincia a soffrire subito. Io ti raggiungo più avanti.
P.J.G.
lunedì 25 settembre 2006
[vita]
"I suoi conflitti non ti devono riguardare e bisogna pensare la faccenda in modo sano e brutale: la vita è avanti."
"Hai ragione, la vita è avanti, ma non riesco a dimenticare quella che sta sopra i suoi fianchi."
"Hai ragione, la vita è avanti, ma non riesco a dimenticare quella che sta sopra i suoi fianchi."
venerdì 22 settembre 2006
[scrivere]
Vorrei scriverti. Sì, a quest'ora vorrei scriverti. Non da una tastiera, però. Nemmeno un telefonino farebbe al caso. Carta e penna sarebbero quasi già meglio, ma non ci siamo. Vorrei scriverti le parole nell'aria, intingendo l'indice in calamai di luce perché restino a brillare opacizzate tra la via lattea, un attimo prima di scomparire nel turbinio delle orbite. Ti scriverei che vorrei scriverti. Scriverti sulla pelle, scivolando sui fluidi e gli umori a raccontare ogni pratica con purezza di cuore, a illustrar zozzerie che diventano amore.
(da Verba manent)
(da Verba manent)
mercoledì 20 settembre 2006
[una]
Una (scrive condonato) che non ti dice "Ti amo" perché non ha bisogno di dirlo: lo fa, lo vedi, lo senti. Non c'è bisogno di dirlo. C'è bisogno di farlo. E basta. Una che ti tenga strette le mani quando sei incazzato e che ti baci gli occhi quando sono gonfi. Una che ti prenda per i fianchi e ti guidi decisa verso il suo ventre perché tu ci entri, e poi ci rientri. Una che ti basterà guardare di nascosto mentre dorme sul divano per pensare che Dio esiste ed è primo in classifica. E tu sei fortunato...
condonato
condonato
mercoledì 13 settembre 2006
[temperatura]
Non sarà mai abbastanza freddo da non aver voglia di scaldarti i piedi e sanare i brividi a massaggi e carezze fino a farti avvampar di calore per ritrovare il contatto esteso tra la tua pelle nuda e la mia.
Non sarà mai abbastanza caldo da non aver voglia di pelle che s'anima imprescindibile, di sudare con te e scivolar sul bagnato, miscela fluida a intriderci fino a confonderci tra fuori e dentro.
Ciascuna cellula ha il grado termico che le si addice quand'è dettato dai nostri scambi.
Non sarà mai abbastanza caldo da non aver voglia di pelle che s'anima imprescindibile, di sudare con te e scivolar sul bagnato, miscela fluida a intriderci fino a confonderci tra fuori e dentro.
Ciascuna cellula ha il grado termico che le si addice quand'è dettato dai nostri scambi.
domenica 10 settembre 2006
[felicità]
venerdì 8 settembre 2006
[viaggio]
(scrive Juditta)
Amore mio, -
e chi sia l'amore mio non lo so,
perché quando sei in viaggio,
lontano da casa,
presente e passato diventano
un'unica linea:
quella linea di confine tra il cielo ed il mare
che si annulla in se stessa
e oltre la quale il mondo scompare,
per creare un nuovo mondo, da scoprire;
perché porto nel cuore al contempo
chi non esiste più
e chi non esiste ancora
Juditta
Amore mio, -
e chi sia l'amore mio non lo so,
perché quando sei in viaggio,
lontano da casa,
presente e passato diventano
un'unica linea:
quella linea di confine tra il cielo ed il mare
che si annulla in se stessa
e oltre la quale il mondo scompare,
per creare un nuovo mondo, da scoprire;
perché porto nel cuore al contempo
chi non esiste più
e chi non esiste ancora
Juditta
mercoledì 6 settembre 2006
[paradise / paradiso]
Plunged in the blue blue sea and sky, I did ask myself: 'How could paradise possibly be better that this?'
'I could be with her', would I answer.
Immerso nel blu di mare e cielo blu, mi domandavo: "Come potrebbe mai essere meglio di così il paradiso?"
"Potrei essere con lei", mi rispondevo.
'I could be with her', would I answer.
Immerso nel blu di mare e cielo blu, mi domandavo: "Come potrebbe mai essere meglio di così il paradiso?"
"Potrei essere con lei", mi rispondevo.
giovedì 31 agosto 2006
[legame]
(scrive LittleLakes) A partire da quale arco di tempo possiamo davvero chiamarlo legame? No perché io avevo il cuore che faceva le capriole dopo 5 minuti che l'ho incontrato, ma non so se è sufficiente.
LittleLakes
LittleLakes
venerdì 14 luglio 2006
[bellezza]
(scrive Flounder)
È per amore che ti vedo bello
Che ti arricchisco i lineamenti
Sperando che anche solo per un poco
- impercettibile frammento di esistenza -
Tu possa in qualche modo appartenermi
Sei bello dunque
Ti ripeto convinta
(Bello finché sarai con me
Bello fino a svoltare l'angolo
Finchè il ricordo resta impresso
E ancora so che mi ami e mi possiedi)
I tuoi occhi sono miei
Come pure direi delle tue labbra
È me che devi amare
Solo me, me sola
Giacché tra le braccia di un'altra
Diventerai di nuovo cenere e bruttezza
Ti priverò di ogni ornamento e del toro
Della dolcezza del mio sguardo levigante
E poco importa se l'altra saprà vederti bello
Sarai solo la copia di un ritratto
Riproduzione imperfetta di una statua
Il facsimile di una passata vita
Finto
Giacchè la tua bellezza era la mia
Non te la renderò
Foss'anche a costo di cavarmi gli occhi
Flounder
È per amore che ti vedo bello
Che ti arricchisco i lineamenti
Sperando che anche solo per un poco
- impercettibile frammento di esistenza -
Tu possa in qualche modo appartenermi
Sei bello dunque
Ti ripeto convinta
(Bello finché sarai con me
Bello fino a svoltare l'angolo
Finchè il ricordo resta impresso
E ancora so che mi ami e mi possiedi)
I tuoi occhi sono miei
Come pure direi delle tue labbra
È me che devi amare
Solo me, me sola
Giacché tra le braccia di un'altra
Diventerai di nuovo cenere e bruttezza
Ti priverò di ogni ornamento e del toro
Della dolcezza del mio sguardo levigante
E poco importa se l'altra saprà vederti bello
Sarai solo la copia di un ritratto
Riproduzione imperfetta di una statua
Il facsimile di una passata vita
Finto
Giacchè la tua bellezza era la mia
Non te la renderò
Foss'anche a costo di cavarmi gli occhi
Flounder
domenica 18 giugno 2006
[anestesia]
sfibrarsi di stanchezza fino a superare il sonno, masturbarsi a sfinimento fino ad annoiare la fantasia, allucinarsi di alienazione fino allo spazio vuoto.
poi riconsiderare la bellezza del vissuto come osservando la teca di un prezioso gioiello d'epoca romana, affondato nelle acque sicule e conservato a Marsala, non nel senso della bevanda.
qualcosa di stupendo, unico, imperdibile, passato.
poi riconsiderare la bellezza del vissuto come osservando la teca di un prezioso gioiello d'epoca romana, affondato nelle acque sicule e conservato a Marsala, non nel senso della bevanda.
qualcosa di stupendo, unico, imperdibile, passato.
martedì 30 maggio 2006
[aria]
mi piace il sapore dell'aria quando è
densa delle parole tue e mie
parole dette e ascoltate
sull'epidermide profonda
che emana a piene mani
e l'aria si stupisce
di quel sapore denso e un po' goloso
che le parole vocano
che i sensi un po' riassumono
è un'aria che stupisce e un po' m'istupidisce
di molto mi confonde ormai
ma in modo bello, bello assai.
densa delle parole tue e mie
parole dette e ascoltate
sull'epidermide profonda
che emana a piene mani
e l'aria si stupisce
di quel sapore denso e un po' goloso
che le parole vocano
che i sensi un po' riassumono
è un'aria che stupisce e un po' m'istupidisce
di molto mi confonde ormai
ma in modo bello, bello assai.
lunedì 29 maggio 2006
[fiore]
Una volta conoscevo un fiore (scrive Jorma)
Non sapevo il suo nome, sentivo solo che era profumato e lo immaginavo colorato deliziosamente come un raffinato acquerello. Lo immaginavo perché in realtà non lo conoscevo, avevo solo sentito parlare di lui e avevo avvertito il suo stuzzicante polline in un paio di occasioni. Un giorno l'ho conosciuto, ho passato la giornata tra i suoi petali e la notte ai piedi dello stelo. Il giorno dopo è appassito ma io ho portato il suo polline in tutti i campi verdi. Non ho mai saputo il suo nome ma non potrò mai scordare il suo profumo.
Ape
Non sapevo il suo nome, sentivo solo che era profumato e lo immaginavo colorato deliziosamente come un raffinato acquerello. Lo immaginavo perché in realtà non lo conoscevo, avevo solo sentito parlare di lui e avevo avvertito il suo stuzzicante polline in un paio di occasioni. Un giorno l'ho conosciuto, ho passato la giornata tra i suoi petali e la notte ai piedi dello stelo. Il giorno dopo è appassito ma io ho portato il suo polline in tutti i campi verdi. Non ho mai saputo il suo nome ma non potrò mai scordare il suo profumo.
Ape
lunedì 22 maggio 2006
[baciami molto]
Le canzoni, come i baci, non sono uguali anche quando sono le stesse. Dipende da chi le bacia, ehm, da chi le canta. L'intensa sobrietà attraverso la quale Césaria Évora esprime la passione il timore il rimpianto il desiderio scavalca l'ossimoro e invade l'essere. Pervade i sette o otto o nove sensi mentre scende a toccare il pulsare vivo che si fa liquido nel ricordo di ogni istante condiviso e passato, che si fa macigno negli interrogativi senza risposta, che si fa lama tagliente nella sospensione del vivere, in attesa di chissà quali eventi o parole laddove quelle che contano dicono solo e semplicemente baciami molto come se stanotte fosse l'ultima volta.
lunedì 15 maggio 2006
[occhi]
È il luccichio blu dal cuore dei sogni quello che conta. Guarda gli occhi, osserva se brillano ancora e avrai la tua risposta. Non vale farlo nei giorni di febbre da influenza.
mercoledì 10 maggio 2006
[tango]
Libertango (scrive Albamarina) inizia con una scossa, che immobilizza l'animo e acuisce i sensi. Come un serpente di cui non conosci la pericolosità ma che attrae irresistibilmente. Aspetta... aspetta il momento, non ha alcuna fretta. Cattura, la magia del tango. Straziante ed eccitante al tempo stesso. Tra una sincope e l'altra, iniziano a farsi strada gli archi. Accarezzano, avvitano in una spirale sensuale e sinuosa, ti prendono la mano e ti fanno sentire la leggerezza dello sfiorar dei sensi. Si alzano e si abbassano come un sottile velo di seta nera che ondeggia per confondere e stordire. Il respiro si interrompe senza volontà, solo per un attimo, e aspetta che accada. E infatti accade... la fisarmonica, che prima scandisce il battito, morde improvvisa come un amante troppo focoso. Ingrossa il respiro, dilata la percezione dei suoni. Quanto basta per ingrandire il passaggio delle emozioni e il fluire dei sensi, per lasciar spazio al cuneo del suo suono che, ruvido e prepotente, si porta via le ultime resistenze. Cattura, ipnotizza, strappa e riavvicina. Ondeggia nell'animo, come una burrasca desiderata e breve, che si assapora con frenesia e si fatica a lasciar andare...
Albamarina
Albamarina
venerdì 5 maggio 2006
[mi rimpiangerai]
(scrive Nella colonia penale) caratteristico dell'amante respinto, non è soltanto il rimprovero rancoroso di chi si vede disprezzato, ma c'è dentro anche l'affetto vero di chi pensa che anche la persona amata sarà defraudata di un futuro felice, di una vita realizzata, di una pienezza di senso se persiste in un rifiuto che sembra talmente incredibile da essere quasi il frutto di un equivoco. Allora l'amante prova una trepidazione vera che riguarda naturalmente lui stesso, ma soprattutto la persona amata, che gli sembra essere in pericolo; "mi rimpiangerai" vuole solo tentare l'estrema carta per l'altrui bene, poiché naturalmente per la persona amata si desidera solo la felicità.
nellacoloniapenale
nellacoloniapenale
martedì 2 maggio 2006
[mio/tua, mia/tuo]
La grammatica dell'interezza prevede l'aggettivo o pronome possessivo reciproco e biunivoco, che diviene riflessivo a distanza ravvicinata, quando lo sguardo rimbalza di palpito in pupilla insieme alla temporanea fusione delle identità.
sabato 15 aprile 2006
[per sempre]
Non va preso alla lettera, ma considerato un semplice rafforzativo dell'espressione che accompagna.
lunedì 3 aprile 2006
[slegarsi]
(scrive e.l.e.n.a.) ...ero nella tua prigione, cosparsa d'oro e di luce e ricchezza, ma non di libertà. Quella me l'ha data un barbone che mi ha detto, un giorno, che avevo gli occhi tristi e se poteva cantarmi una canzone. Ho esitato, ma gli ho detto sì. Conosceva Yesterday. Tutti sanno Yesterday e Ticket to ride. Per me era come sentirla per la prima volta. Mi ha detto "domani ti innamorerai, te lo dico io". Io gli ho creduto, anche se l'avrà detto a tutte e, mentre gli davo la mano, si sono sciolte le corde, anche l'ultima, lisa e sfilacciata che, ancora, mi legava a te.
e.l.e.n.a.
e.l.e.n.a.
domenica 2 aprile 2006
[legami]
(scrive e.l.e.n.a.) L i n e a r e . Come il filo della pubblicità Lagostina di una volta scivola così e si alimenta e si perpetua infinite volte reiterandosi e non spezzandosi mai quel filo che ci lega si scioglie ci unisce ci avvolge ci cinge ora stretto ora morbido talvolta allentato quando sembra sfuggirci ma che afferriamo sempre come il senso estremo di noi qui e nell'altrove che non è un senso unico è un doppio senso alternato è il senso di saperti legato all'altra estremità del filo anche quando non ti scorgo ma io so che tirando il mio capo il mio strappo arriva a te e so che il senso nostro è un senso perfetto che nasce dall'essere imperfetto e dall'attenzione che poniamo affinché questo filo non si spezzi o non si ingarbugli e sia sempre il congiungimento fra te e me la nostra fune di salvataggio a cui possiamo aggrapparci l'un l'altro indelebili nel tempo che è solo nostro anche se è di altri ma è certamente solo nostro nell'affetto che si avvita attorno come una spirale di fili ammatassati nella voglia di accorciarlo talvolta per arrivare a toccarti la mano che lo regge e vederti e guardarti negli occhi. S a p e n d o l i .
e.l.e.n.a.
e.l.e.n.a.
sabato 18 marzo 2006
venerdì 17 marzo 2006
[da lontano]
(lettera ritrovata da nocedifool ascoltando Wide Open Sea - Savina Yannatou sings Manos Hadjidakis)
Amata mia,
ti scrivo da questo ventre di noce perso a chissà quale latitudine di tempo. Il mare è quieto da giorni. Tanto quieto che la notte non riesco quasi a prendere sonno. Ti immagino infilata in qualche vestito di seta che ti illumina le forme. Le sento nelle mani mentre accarezzo il legno che ci conduce verso l'orizzonte. Gli uomini dormono. L'odore acre del giorno si è zittito. Adesso, c'è solo un odore d'aria fredda. Se alzo la testa, riesco a intravedere la luna. Sarà piena domani. A volte ho l'impressione che mi guardi anche lei, che voglia dirmi qualcosa, che mi parli di te o forse del mondo che ancora non conosco. La ingoio a ogni respiro. Così bella. Piena così piena del mio desiderio per te, dell'illusione che basterebbe allungare le mani per raggiungere i tuoi fianchi e farti ridere e ballare ballare ballare. Quanto desiderio può contenere un essere umano? Quanto, prima di asciugarsi in se stesso? Le mani cominciano a farsi fredde amore mio, la penna mi cade dalle dita. Ho gli occhi doloranti. Non preoccuparti amore mio, il ricordo di te li conserva. Comincio a essere stanco. Questa tua assenza mi sfalda notte dopo notte. Tu, mio nutrimento, manchi alla mia anima come le forze. Ho detto al Capitano che al primo porto scenderò, consegnerò i miei averi e abbandonerò la nave. Per avere te, di nuovo te. Non ha battuto ciglio. Se solo il vento non si fosse arrotolato in fondo all'angolo più buio della terra, se solo ricominciasse a spingere questa noce verso di te... Sono stanco, amore mio. Vorrei dormire sul tuo velluto amore mio, svegliarmi sul tuo calore. Vorrei scivolare come questa luna dentro al tuo sguardo, al tuo corpo, di nuovo dentro le tue viscere, amore mio. Vorrei scorrerti dentro come sangue, scavarti come tu mi scavi.
Dormi amore mio, dormi e riposa anche per me.
Tuo,
Amore
nocedifool
Amata mia,
ti scrivo da questo ventre di noce perso a chissà quale latitudine di tempo. Il mare è quieto da giorni. Tanto quieto che la notte non riesco quasi a prendere sonno. Ti immagino infilata in qualche vestito di seta che ti illumina le forme. Le sento nelle mani mentre accarezzo il legno che ci conduce verso l'orizzonte. Gli uomini dormono. L'odore acre del giorno si è zittito. Adesso, c'è solo un odore d'aria fredda. Se alzo la testa, riesco a intravedere la luna. Sarà piena domani. A volte ho l'impressione che mi guardi anche lei, che voglia dirmi qualcosa, che mi parli di te o forse del mondo che ancora non conosco. La ingoio a ogni respiro. Così bella. Piena così piena del mio desiderio per te, dell'illusione che basterebbe allungare le mani per raggiungere i tuoi fianchi e farti ridere e ballare ballare ballare. Quanto desiderio può contenere un essere umano? Quanto, prima di asciugarsi in se stesso? Le mani cominciano a farsi fredde amore mio, la penna mi cade dalle dita. Ho gli occhi doloranti. Non preoccuparti amore mio, il ricordo di te li conserva. Comincio a essere stanco. Questa tua assenza mi sfalda notte dopo notte. Tu, mio nutrimento, manchi alla mia anima come le forze. Ho detto al Capitano che al primo porto scenderò, consegnerò i miei averi e abbandonerò la nave. Per avere te, di nuovo te. Non ha battuto ciglio. Se solo il vento non si fosse arrotolato in fondo all'angolo più buio della terra, se solo ricominciasse a spingere questa noce verso di te... Sono stanco, amore mio. Vorrei dormire sul tuo velluto amore mio, svegliarmi sul tuo calore. Vorrei scivolare come questa luna dentro al tuo sguardo, al tuo corpo, di nuovo dentro le tue viscere, amore mio. Vorrei scorrerti dentro come sangue, scavarti come tu mi scavi.
Dormi amore mio, dormi e riposa anche per me.
Tuo,
Amore
nocedifool
venerdì 10 marzo 2006
[ti amo]
Non basta dirlo, non basta che affiori alle labbra e venga soffiato da un bacio. Né vale ripeterlo a vuoto. Deve scaturire da dentro, con impellenza e bisogno, farsi tangibilità nel respiro che cambia il battito, nel fornelletto che ti accende l'anima animale.
Ti amo non basta dirlo, bisogna sentirlo. Altrimenti, sarebbe come emettere banconote a iosa senza che esista una riserva in lingotti d'oro a dar loro valore.
Ti amo non basta dirlo, bisogna sentirlo. Altrimenti, sarebbe come emettere banconote a iosa senza che esista una riserva in lingotti d'oro a dar loro valore.
martedì 7 marzo 2006
[fregatura]
Che io ho già capito che l'amore è un casino perché mettiamo che ti piace una persona e poi quella persona gli piace un'altra persona tu resti fregato con tanto di naso come Cirano e poi quando quella persona gli piaci pure tu è troppo tardi e muori.
marquantino zittialcinema
marquantino zittialcinema
lunedì 6 marzo 2006
[memoria]
C'è stato un tempo in cui lei si ricordava
a memoria i miei versi, anche quelli
che non avevo ancora scritto.
Carlo Molinaro
a memoria i miei versi, anche quelli
che non avevo ancora scritto.
Carlo Molinaro
martedì 28 febbraio 2006
lunedì 30 gennaio 2006
[momenti belli]
(scrive Fatadeifiori) Quando siamo sul divano a vedere un film e tutto d'un tratto ti giri verso di me, sorridi, mi prendi la mano e la baci. Quando andiamo al ristorante e tu tieni una mia gamba fra le tue, per tutto il tempo. Quando la notte stiamo fino alle 3 a parlare dell'armadio e della lavatrice da comprare e tu parli lento lento, perché sei stanco ma capisco che non vuoi smettere. Quando siamo in macchina e mi tieni la mano sul ginocchio oppure quando giri lo specchietto retrovisore per guardarmi. Quando ci alziamo la mattina e tutti e due dobbiamo andare al lavoro e tu scendi di corsa e quando arrivo io ti fai trovare con le braccia aperte giù dalle scale e sorridi felice. Quando mi telefoni per fare lo scemo, e io sono dietro di te in macchina. Quando scendi al passaggio a livello per venire a darmi un bacio attraverso il finestrino. Quando ti arrabbi ma dopo cinque minuti scherzi. Quando cucini e non vuoi nessuno intorno. Quando cucino io e mi stai sempre intorno. Quando lasci i vestiti sparsi random per la casa. Quando tratti con le persone e sai sempre come convincerle. Quando mi dici che mi vuoi bene, e subito dopo che mi ami perché ti sembra riduttivo. Quando ti spogli in tre secondi netti. Quando non mi spoglio mai abbastanza per te. Quando non stai bene. Quando non sto bene io. Quando dici di non essere geloso però con la coda dell'occhio spii gli sms che arrivano. Quando mi chiedi quando vengo a vivere con te e io rispondo quando ci sono l'armadio e la lavatrice. Quando mi rispondi "li compro io, basta che vieni qui". Quando penso che i momenti veramente belli devono ancora arrivare.
Fatadeifiori
Fatadeifiori
martedì 17 gennaio 2006
[mal d'amore]
Lista (scrive Flounder) di tutte le azioni da compiere per fomentare correttamente un mal d'amore
a) Chiedermi se verrai, giacché mi hai pregato di non muovermi e di non chiederti nulla.
b) Sperare che nel frattempo accada qualcosa di inconsueto e magico che mi permetta di distrarmi da me stessa, per quel tanto che sarà necessario e possibile.
c) Rimanere con questa supplica serrata in gola, stesa sul cuore come un telo da spiaggia e fingere che tutto possa essere uguale anche se non dovessi cercarmi mai più.
d) Credere che le tue mani su di me siano solo frutto del caso, convincermi del fatto che spesso i gesti non sono significanti ed elaborare un addio, un distacco.
e) Ritrovarti di nuovo e rimettere tutto in gioco, o forse nulla.
f) Coltivare indifferenza perché non si radichi la pena, e quando affiora un barlume di sentimento riderci su e far finta di niente.
g) Cercare di cogliere un senso nelle tue parole e smarrirlo di nuovo per timore di aver mal compreso, e cercarlo di nuovo al mattino allo specchio, quando l'immagine è fresca e c'è un'altra giornata di congetture da costruire.
h) Raccontarsi che in fondo un bacio, quel bacio, non è proprio niente e sapere che è una bugia, se il sapore delle labbra ti resta attaccato così a lungo e avresti voglia di raccontarlo a qualcuno.
i) Rimanere ferma, mentre il vento passa e la notte si accorcia e iniziare a maledire l'istante fine a se stesso, aver voglia di essere congelati fino alla prossima volta, se una prossima volta esisterà.
l) Aspettare ferma e fingere di vivere.
m) O sperare di svegliarsi all'improvviso e vivere davvero.
Flounder
a) Chiedermi se verrai, giacché mi hai pregato di non muovermi e di non chiederti nulla.
b) Sperare che nel frattempo accada qualcosa di inconsueto e magico che mi permetta di distrarmi da me stessa, per quel tanto che sarà necessario e possibile.
c) Rimanere con questa supplica serrata in gola, stesa sul cuore come un telo da spiaggia e fingere che tutto possa essere uguale anche se non dovessi cercarmi mai più.
d) Credere che le tue mani su di me siano solo frutto del caso, convincermi del fatto che spesso i gesti non sono significanti ed elaborare un addio, un distacco.
e) Ritrovarti di nuovo e rimettere tutto in gioco, o forse nulla.
f) Coltivare indifferenza perché non si radichi la pena, e quando affiora un barlume di sentimento riderci su e far finta di niente.
g) Cercare di cogliere un senso nelle tue parole e smarrirlo di nuovo per timore di aver mal compreso, e cercarlo di nuovo al mattino allo specchio, quando l'immagine è fresca e c'è un'altra giornata di congetture da costruire.
h) Raccontarsi che in fondo un bacio, quel bacio, non è proprio niente e sapere che è una bugia, se il sapore delle labbra ti resta attaccato così a lungo e avresti voglia di raccontarlo a qualcuno.
i) Rimanere ferma, mentre il vento passa e la notte si accorcia e iniziare a maledire l'istante fine a se stesso, aver voglia di essere congelati fino alla prossima volta, se una prossima volta esisterà.
l) Aspettare ferma e fingere di vivere.
m) O sperare di svegliarsi all'improvviso e vivere davvero.
Flounder
[amare]
(scrive Strael) quella pioggia battente che ti infastidisce, ma che cerchi sempre, le espressioni di un viso che odi sul viso di tutti gli altri, le parole che senti tutti i giorni, ma dette da quella bocca ti feriscono in un modo particolare e strano. e la bellezza che ti accompagna sempre, in ogni gesto, in ogni piccolo sacrificio... piccole perle e mano tesa in un mare sempre in burrasca
Strael
Strael
mercoledì 11 gennaio 2006
[su e giù]
come fa questo amore che dall'ansia di perdersi
ha trovato in un giorno la certezza di aversi
Dolcenera, Fabrizio De Andrè
ha trovato in un giorno la certezza di aversi
Dolcenera, Fabrizio De Andrè
lunedì 2 gennaio 2006
[amore umano]
tutto ingarbugliato, generoso e insieme esigente e imbronciato e ardente.
(da La maga delle spezie, di Chitra Banerjee Divakaruni, traduzione di Federica Oddera)
(da La maga delle spezie, di Chitra Banerjee Divakaruni, traduzione di Federica Oddera)
sabato 10 dicembre 2005
venerdì 9 dicembre 2005
venerdì 11 novembre 2005
[leccami]
(scrive e.l.e.n.a.) Leccami.
Ogni centimetro di pelle. Non tralasciare nulla, nemmeno un minuscolo angolo. Hai tutto il tempo che vuoi. Hai tutto il tempo che voglio. Segui ogni curva, ogni avvallamento, colma i solchi e risali le superfici. Voglio sentire la tua lingua percorrermi ovunque con esasperante lentezza e scrupolo. Come se dovessi dipingermi con essa e nessun punto del corpo dovesse rimanere privo di colore. Percorrimi. Assaggiami. Annusami. Respirami. Così saprai. Saprai chi sono. Saprai di me tutto quello che c'è da sapere. Prenditi il tuo tempo. Così come il mio. È tuo. Chissà se sto ancora sognando o è uno stato di veglia rarefatta. Ricoprimi. Stendi il tuo corpo su di me e fermati. Ti voglio sentire. Voglio che tu senta me. Mi senti?
Leccami.
e.l.e.n.a.
Ogni centimetro di pelle. Non tralasciare nulla, nemmeno un minuscolo angolo. Hai tutto il tempo che vuoi. Hai tutto il tempo che voglio. Segui ogni curva, ogni avvallamento, colma i solchi e risali le superfici. Voglio sentire la tua lingua percorrermi ovunque con esasperante lentezza e scrupolo. Come se dovessi dipingermi con essa e nessun punto del corpo dovesse rimanere privo di colore. Percorrimi. Assaggiami. Annusami. Respirami. Così saprai. Saprai chi sono. Saprai di me tutto quello che c'è da sapere. Prenditi il tuo tempo. Così come il mio. È tuo. Chissà se sto ancora sognando o è uno stato di veglia rarefatta. Ricoprimi. Stendi il tuo corpo su di me e fermati. Ti voglio sentire. Voglio che tu senta me. Mi senti?
Leccami.
e.l.e.n.a.
mercoledì 9 novembre 2005
[sentimento]
(scrive Flounder) Parola composta, spesso rappresentativa del suo esatto contrario. Senti: mento.
Flounder
Flounder
martedì 8 novembre 2005
[impressioni di senso]
Quando un istante è molto intenso, le sue tracce ti rimangono dentro, come le impressioni su una lastra fotografica (ne esisteranno ancora?) e si sovrappongono, quasi, alla realtà.
Capita così che un sapore ti riporti a una situazione, o che un odore ti colga alle spalle e ti conduca in un luogo diverso, in un momento particolare.
E così, a volte... chiudi gli occhi, per vedere.
Capita così che un sapore ti riporti a una situazione, o che un odore ti colga alle spalle e ti conduca in un luogo diverso, in un momento particolare.
E così, a volte... chiudi gli occhi, per vedere.
domenica 6 novembre 2005
[sguardo]
(scrive Occhidiluce)
Quel giorno stavo salendo i gradini dalla stazione della metropolitana. Io.
Mi aspettavi, in piedi, fermo. Tu.
Il tuo sguardo era colmo di un fuoco sì puro
che la vecchia signora sui gradini davanti a me
si è voltata a controllare l'oggetto della tua intensa attenzione.
Era inciampata,
inconsapevole,
nel filo teso tra i nostri sguardi,
ma agile funambula
malgrado l'età, o forse proprio grazie a questa,
si era districata leggera,
dopo aver voltato più volte la testa da una parte all'altra,
da te a me,
sorridendo...
Odl
Il est beaucoup moins indécent de coucher ensemble
que de se regarder dans les yeux.
(Boris Vian)
Quel giorno stavo salendo i gradini dalla stazione della metropolitana. Io.
Mi aspettavi, in piedi, fermo. Tu.
Il tuo sguardo era colmo di un fuoco sì puro
che la vecchia signora sui gradini davanti a me
si è voltata a controllare l'oggetto della tua intensa attenzione.
Era inciampata,
inconsapevole,
nel filo teso tra i nostri sguardi,
ma agile funambula
malgrado l'età, o forse proprio grazie a questa,
si era districata leggera,
dopo aver voltato più volte la testa da una parte all'altra,
da te a me,
sorridendo...
Odl
sabato 29 ottobre 2005
[gelosia]
Fauce truce che sbrana, persiana che insicura oscura con falsi retaggi i salsi raggi dell'amore. Tremore inane, vane paure. Cure efficaci son baci e carezze, non altre stranezze.
lunedì 24 ottobre 2005
martedì 18 ottobre 2005
[petalo]
Quel fiore fosti tu per me ma non ti colsi. Ora che t'annuso di nuovo ti voglio, e stavolta t'avrò.
[scritto il 17 ott. 2005 per Oneword]
[scritto il 17 ott. 2005 per Oneword]
domenica 9 ottobre 2005
martedì 20 settembre 2005
[corteggiamento]
(scrive AdRiX) Corteggiarsi tra uomo e donna è un fitto dialogo fatto di sguardi, di carezze quasi inavvertite, di lievi allusioni. Una conversazione impalpabile, una corrispondenza inesausta.
Spesso la lingua non è comune. Gli sguardi vanno a vuoto, a volte. Le allusioni sono rozze. Le carezze spintoni. La conversazione è urlata e basilare. E il postino sbaglia indirizzo, o si frega la corrispondenza.
AdRiX
Spesso la lingua non è comune. Gli sguardi vanno a vuoto, a volte. Le allusioni sono rozze. Le carezze spintoni. La conversazione è urlata e basilare. E il postino sbaglia indirizzo, o si frega la corrispondenza.
AdRiX
venerdì 16 settembre 2005
[mirto]
(scrive Simona) Non era strano cercarsi senza aspettare negli occhi dell'altro incoraggiamento, la pelle luccicava e non era sudore, c'era profumo e un cespuglio di fiorellini bianchi e rametti di foglie piccole. E lui senza saperlo fece una cosa antica come il mondo: prese i fiori e i rametti dal mirto e cominciò a passarli sulla schiena sul collo sui fianchi di lei e lei non rise, non si sentì buffa o ridicola né lasciò fare stupita perché mentre i fiori le scivolavano addosso capì di non avere più la pelle dei gomiti come il cartone o troppa pancia o le caviglie grosse e che lui in realtà non era mai stato sbattuto in terra da sinapsi impazzite, o forse sì e da adesso in poi mai più, e per un tempo infinito da allora si videro come erano davvero, non era più sesso né amore né gioia, era altro, difficile da dire, ma vero come tutte le cose intorno: i grilli le ossa degli animali le zanzare e la notte del 20 giugno a Pantelleria.
Simona
Simona
giovedì 4 agosto 2005
[gambe]
s.f.pl. - strumento prezioso per deambulare, strumento delizioso da suonare: opportunamente percorso con carezze lingua labbra e denti, produce ansimi, gemiti o addirittura guaiti, specie nella sottosezione "cosce".
venerdì 29 luglio 2005
[scioglimento]
(scrive Stella_Noire)
Scioglimi...
E raccoglimi nei palmi delle tue mani;
abbeverati di me...
saziati il cuore e l'animo
del mio sapore dolce-amaro...
Il mio ventre
sia la tua tavola imbandita,
i miei seni
giaciglio al tuo sonno,
la mia pelle
morbida coperta,
i miei capelli
tessuto per asciugarti,
i miei occhi
luce nelle tue notti.
Fammi tua
amante
e
sposa
che tu non perda mai
il desiderio di me
Stella_Noire
Scioglimi...
E raccoglimi nei palmi delle tue mani;
abbeverati di me...
saziati il cuore e l'animo
del mio sapore dolce-amaro...
Il mio ventre
sia la tua tavola imbandita,
i miei seni
giaciglio al tuo sonno,
la mia pelle
morbida coperta,
i miei capelli
tessuto per asciugarti,
i miei occhi
luce nelle tue notti.
Fammi tua
amante
e
sposa
che tu non perda mai
il desiderio di me
Stella_Noire
venerdì 29 aprile 2005
[lábios - labbra]
Lábios Que Beijei (J. Cascata / Leonel Azevedo)
Lábios que beijei,
Mãos que eu afaguei
Numa noite de luar, assim
O mar na solidão bramia
E o vento a soluçar pedia
Que fosses sincera para mim.
Nada tu ouviste
E logo partiste
Para os braços de outro amor
Eu fiquei chorando
Minha mágoa cantando
Sou a estátua perenal da dor.
Passo os dias soluçando com meu pinho
Carpindo a minha dor sozinho
Sem esperança de vê-la jamais
Deus, tem compaixão deste infeliz
Por que sofrer assim?
Compadecei-vos de meus ais.
Tua imagem permanece imaculada
Em minha retina cansada
De chorar por teu amor
Lábios que beijei,
Mãos que eu afaguei,
Volta, dá lenitivo a minha dor
Traduzione a cura di Tina Cuppari
Labbra che baciai
Labbra che baciai,
Mani che accarezzai
In una notte di luna, così
Il mare ruggiva nella solitudine
E il vento chiedeva singhiozzando
Che fossi sincera con me.
Niente ascoltasti
E presto partisti
Tra le braccia di un altro amore
Rimasi piangendo
Il mio male cantando
Sono la statua perenne del dolore.
Passo i giorni singhiozzando sulla chitarra
Scavando il mio dolore in solitudine
Senza speranza di vederti mai più
Dio, abbi compassione di questo infelice
Perché soffrire così?
Abbi pietà del mio dolore.
La tua immagine rimane immacolata
Nella mia retina stanca
Di piangere per il tuo amore
Labbra che baciai,
Mani che accarezzai,
Torna, lenisci il mio dolore
Nota: la ascolto nella stupenda versione di Caetano Veloso* (da Fina Estampa, 1994), ma fu lanciata nel 1937 da Orlando Silva.
* ecco il video di un'esibizione dal vivo
martedì 22 marzo 2005
[aritmetica]
Nell'amore vero, lo stare insieme non è una semplice addizione (io + te), ma una doppia moltiplicazione (io x te) (tu x me).
venerdì 4 febbraio 2005
[tango]
Guardi negli occhi il tuo partner e ti fidi di ciò che senti. Lasci andare il corpo e l'istinto. Ti lasci guidare. Da lui, pare. In verità si balla in due, assieme si disegna la danza: tu sapendo ascoltare e lui portando ascoltandoti. Non so ridire i passi, non so cosa ho fatto. So che potevo chiudere gli occhi e abbandonarmi alla musica. E da solo il corpo asseconda il partner e si lascia volare. Tango argentino.
mercoledì 5 gennaio 2005
[erotismo]
(scrive Occhidiluce)
L'erotismo per me...
...è dividere il cornetto alla crema
Tu che lecchi le mie dita
Io con l'orgasmo che riunisce tutti gli orgasmi
Che ancora mi fa vibrare dentro e fuori
E l'epidermide che mi trasmette di nuovo, ancora, piacere
...è gustare il tuo profilo mentre guidi
e sentirti assolutamente mio
osservare il guizzo giocoso delle sopraciglia
e quel tuo modo di guardare di lato
...è ascoltare la tua voce
che mi fa ribollire il sangue di passione
sentire quel mare invisibile che muove i miei fianchi
ridandomi la mia interezza
...è schiudere le labbra
perché troppo è dentro di me
...è volerti ed amarti con tutta me stessa
sapendo che non sarà mai abbastanza
per la meraviglia che tu sei
shalom
L'erotismo per me...
...è dividere il cornetto alla crema
Tu che lecchi le mie dita
Io con l'orgasmo che riunisce tutti gli orgasmi
Che ancora mi fa vibrare dentro e fuori
E l'epidermide che mi trasmette di nuovo, ancora, piacere
...è gustare il tuo profilo mentre guidi
e sentirti assolutamente mio
osservare il guizzo giocoso delle sopraciglia
e quel tuo modo di guardare di lato
...è ascoltare la tua voce
che mi fa ribollire il sangue di passione
sentire quel mare invisibile che muove i miei fianchi
ridandomi la mia interezza
...è schiudere le labbra
perché troppo è dentro di me
...è volerti ed amarti con tutta me stessa
sapendo che non sarà mai abbastanza
per la meraviglia che tu sei
shalom
mercoledì 15 dicembre 2004
[arzigogolare]
[sgrisolo]
(scrive Sphera)
s.m. Si colloca semanticamente tra brivido e solletico, nel punto esatto in cui inizia la pelle d'oca.
s.m. Si colloca semanticamente tra brivido e solletico, nel punto esatto in cui inizia la pelle d'oca.
martedì 9 novembre 2004
lunedì 8 novembre 2004
[occhi]
(scrive Will Berry) Di un soffice giovane aspetto lei, cosi delicata, dai languidi occhi neri, teneri.
Di un dolce malinconico essere, dalle false gote arrossate, dipinta da colori tenui un po' scuri.
Mi guardava, mi scrutava.
Will Berry
Di un dolce malinconico essere, dalle false gote arrossate, dipinta da colori tenui un po' scuri.
Mi guardava, mi scrutava.
Will Berry
domenica 7 novembre 2004
sabato 6 novembre 2004
[ex]
Non più miei pensieri, costano fatica queste mie righe (scrive Alice Avallone).
Da molti mesi oramai non più una goccia ha salato le mie guance, non più una sola nota brutta si è insediata nel mio animo.
Io non so dire cosa sia l'amore, ma certa sono che mai prima l'avevo provato, con nessuno di voi. I bei momenti non riesco a scordarli, proprio no, ma quella felicità effimera non riesce a tener confronto con quanto ora è la mia vita serena. Perché Lui non la macchia di lacrime, di tristi pensieri o di grandi parole.
Io vi dico addio, non più miei pensieri, perché solo ora mi accorgo di quanta vita mi avete privato, e di quante cose belle l'amore può essere capace.
Alice
Da molti mesi oramai non più una goccia ha salato le mie guance, non più una sola nota brutta si è insediata nel mio animo.
Io non so dire cosa sia l'amore, ma certa sono che mai prima l'avevo provato, con nessuno di voi. I bei momenti non riesco a scordarli, proprio no, ma quella felicità effimera non riesce a tener confronto con quanto ora è la mia vita serena. Perché Lui non la macchia di lacrime, di tristi pensieri o di grandi parole.
Io vi dico addio, non più miei pensieri, perché solo ora mi accorgo di quanta vita mi avete privato, e di quante cose belle l'amore può essere capace.
Alice
venerdì 5 novembre 2004
giovedì 4 novembre 2004
[rinnamorarsi]
Dentro di me (scrive Alice Avallone) si è azzerato tutto. Sono nata una seconda volta, senza alcun dolore. Mi sono innamorata di nuovo. La prima volta, della vita; in questa seconda, di Lui.
Chiazze di colore, che mi stropicciano la pelle e gli occhi, e mi rendono ancora più bella. Forse l'amore è questo. Oppure è respirare simbiotici, o forse è sentire il petto squarciato ed avvertire le carezze sul cuore. Allora, se così fosse, sarei sicura di avere tra le mani la vera essenza di tale forza.
Amo vivere con Lui anche quando Lui non c'è. Io lo sento, Lui è accanto a me sempre, sento il suo odore, il contorno della sua aura. Lo amo anche così, è uno dei tanti modi in cui io riesco ad amarlo. Ma i momenti più belli sono quelli che boccheggiano nel tepore del silenzio, quando nuda accarezzo la sua guancia, delicata sposto i suoi capelli, e Lui zitto segue le mie palpebre, il mio naso, e caldi ci baciamo le labbra, il collo. Lui mi dice ti amo, e io timida ripeto entusiasta queste due parole, come fanno i piccoletti che dicono mamma e papà per le prime volte, e li sanno distinguere. Così io indico il mio amore, conosco il suo muso, e dico su di lui parole dolci. E ci facciamo anche le foto.
Alice
Chiazze di colore, che mi stropicciano la pelle e gli occhi, e mi rendono ancora più bella. Forse l'amore è questo. Oppure è respirare simbiotici, o forse è sentire il petto squarciato ed avvertire le carezze sul cuore. Allora, se così fosse, sarei sicura di avere tra le mani la vera essenza di tale forza.
Amo vivere con Lui anche quando Lui non c'è. Io lo sento, Lui è accanto a me sempre, sento il suo odore, il contorno della sua aura. Lo amo anche così, è uno dei tanti modi in cui io riesco ad amarlo. Ma i momenti più belli sono quelli che boccheggiano nel tepore del silenzio, quando nuda accarezzo la sua guancia, delicata sposto i suoi capelli, e Lui zitto segue le mie palpebre, il mio naso, e caldi ci baciamo le labbra, il collo. Lui mi dice ti amo, e io timida ripeto entusiasta queste due parole, come fanno i piccoletti che dicono mamma e papà per le prime volte, e li sanno distinguere. Così io indico il mio amore, conosco il suo muso, e dico su di lui parole dolci. E ci facciamo anche le foto.
Alice
mercoledì 3 novembre 2004
giovedì 21 ottobre 2004
[pompini]
È bello (scrive Roberta) vedere il cazzo di un uomo di cui sei innamorata crescere sotto le tue labbra.
Roberta
Roberta
domenica 3 ottobre 2004
[amore corrisposto]
È un canale aperto, molto bello e forte, superiore e profondo, fatto di vibrazioni celesti e apnee, sensazioni ineffabili e pulsioni sanguigne, dentro il cuore e sulla pelle, a riprova del fatto che l'anima ha un sito prediletto sulla nostra superficie, se volentieri la si percorre.
mercoledì 29 settembre 2004
[ti amo]
Notturno. Tutto quello che so (scrive Alice Avallone) è che lo amo. Forse il più bello, forse il più profondo, senz'altro il più rapinoso amore. Con le mie gambe nude intrecciate alle sue, i piedi che viziosi le lisciano, quei miei baci sulla sua pelle umida e calda. A lungo, a lungo, lentamente. Ingordi, ardenti, complici. Lo guardo di nascosto sotto i capelli, e gli sorrido sopra i suoi occhi persi nei miei beati. Nulla intorno, solo io e lui. - Ti amo - Anche io - Timida - Ti amo - E poi le dita giù feline per la schiena prima, e tra le labbra dopo. Com'è bella questa notte, con questo suo odore intenso che mi sento addosso e non si scolla.
Alice Avallone
Alice Avallone
mercoledì 22 settembre 2004
[gastronomica sensualità]
Avete mai pensato (scrive Mitì Vigliero) quanto sia sensuale la cucina? Quanto siano simili in qualche modo il cibo e l'amore? In fondo Gola e Lussuria sono molto legati; a volte si mangia (a tavola) con un misto di erotismo e piacere: quando assaggiamo qualcosa che ci piace spesso reagiamo estasiasti socchiudendo gli occhi e mugolando "Mmmmh, che buono!".
Entrambi, la Gola e la Lussuria, sono definiti "peccati della carne", e la parola "carnalità" deriva dal latino dell'Ecclesiaste carnalitas, "concupiscenza", sì, ma derivato sempre da caro carnis, "carne", componente fondamentale sia del corpo umano che dei menù nonché - proprio per questo? - proibita nei cristiani giorni di penitenza in cui si deve mangiare di magro. E anche "astinenza" si usa allo stesso modo nel doppio senso...
Pensate solo all'uso dei termini comuni; "fame", ad esempio. Dire alla persona amata "Ho fame di te". Oppure pensiamo ai verbi che usiamo normalmente riferendoci al cibo: succhiare, leccare, mordere, inghiottire, lambire, suggere... E lo stesso "mangiare": "Ti mangerei di baci". Sono indubbiamente parole "voraci"; da vorax voracis, a sua volta derivato da vorare, "divorare".
"Voraci" come un bacio, appunto...
Placida Signora
Entrambi, la Gola e la Lussuria, sono definiti "peccati della carne", e la parola "carnalità" deriva dal latino dell'Ecclesiaste carnalitas, "concupiscenza", sì, ma derivato sempre da caro carnis, "carne", componente fondamentale sia del corpo umano che dei menù nonché - proprio per questo? - proibita nei cristiani giorni di penitenza in cui si deve mangiare di magro. E anche "astinenza" si usa allo stesso modo nel doppio senso...
Pensate solo all'uso dei termini comuni; "fame", ad esempio. Dire alla persona amata "Ho fame di te". Oppure pensiamo ai verbi che usiamo normalmente riferendoci al cibo: succhiare, leccare, mordere, inghiottire, lambire, suggere... E lo stesso "mangiare": "Ti mangerei di baci". Sono indubbiamente parole "voraci"; da vorax voracis, a sua volta derivato da vorare, "divorare".
"Voraci" come un bacio, appunto...
Placida Signora
lunedì 20 settembre 2004
[condivisione]
Ricordo la prima volta che le tue labbra incontrarono le mie più intime:
Io(occhi spalancati): «Voglio farti sentire le stesse cose...»
Tu(sorriso): «Ma io le sento.»
Io(occhi spalancati): «Voglio farti sentire le stesse cose...»
Tu(sorriso): «Ma io le sento.»
venerdì 17 settembre 2004
[abbraccio]
Il vero abbraccio è quello che sa regalarti un istante di benessere, farti capire che puoi abbandonarti un momento perché ti fidi, anche senza sapere perché...
mercoledì 18 agosto 2004
[mistero invisibile]
Quando sto insieme a Martijn (scrive Sonechka) vedo tutta una serie di geroglifici davanti agli occhi, il cuore mi scivola giù e si incastra nel duodeno, mi scappa costantemente da ridere o da sorridere, le gambe mi si incriccano, rammolliscono, azzoppano, ritorcono.
E mi chiedo che cos'è che ci avvicina a certe persone. Quale filo di ragno invisibile viene tessuto tra noi e un altro che anche a sforzarsi e cercare una lista di oggettività inopinabili, rimane comunque il mistero di un sì detto senza motivo e contro ogni logica umana.
Sonechka
E mi chiedo che cos'è che ci avvicina a certe persone. Quale filo di ragno invisibile viene tessuto tra noi e un altro che anche a sforzarsi e cercare una lista di oggettività inopinabili, rimane comunque il mistero di un sì detto senza motivo e contro ogni logica umana.
Sonechka
giovedì 12 agosto 2004
[un attimo prima di un bacio]
Stavo pensando intensamente (scrisse la vocebionda di Sorriso Blu) ad un attimo prima di un bacio. Giusto quell'attimo prima, magari con una persona che non hai mai baciato, della quale non conosci nulla o quasi. E che ti piace, ti piace tanto.
Un attimo prima di un bacio, quando sei lì, ormai con la lucida consapevolezza che ti bacerà, sai che accadrà, non c'è più spazio per i dubbi. Sei lì, ad un istante dalle sue labbra, dal suo sapore e il cuore ti batte forte e gli ormoni ti sguazzano nelle vene ad una velocità supersonica...
E guardi l'altro negli occhi, forse troppo vicini per guardarlo davvero... E senti l'espressione dei tuoi occhi, io la sento sempre; sento quello che c'è dentro di me e che viene amplificato dal mio sguardo. Sento i miei occhi che rivelano il mio desiderio, la voglia di quelle labbra, la voglia di quel sapore, la voglia di incontrarsi nella bocca dell'altro, di scoprirsi in un'armonia di momenti irripetibili, di scoperte umide, di sensazioni... Cercare nella bocca dell'altro la promessa del calore che potrà essere o la freddezza di una delusione.
Un attimo prima di un bacio, un attimo prima di scoprire un universo sconosciuto che è il corpo dell'altro e che inizia proprio da lì... Una voglia febbrile di un attimo prima di un bacio, di quell'emozione per me unica ed ineguagliabile, forse più intensa di cento orgasmi!
Penso che mi piacerebbe vedere la mia espressione, i miei occhi, il mio sguardo un attimo prima di un bacio; per vedere se tutto quello che sento, se il modo in cui mi immagino sono reali; se l'altro vede davvero i miei occhi che brillano e che dicono più di mille parole o di mille carezze. Mi domando se davvero ci ricordiamo sempre il valore di un attimo prima di un bacio: è una di quelle emozioni che non dovremmo permetterci di dimenticare mai...
vocebionda
Un attimo prima di un bacio, quando sei lì, ormai con la lucida consapevolezza che ti bacerà, sai che accadrà, non c'è più spazio per i dubbi. Sei lì, ad un istante dalle sue labbra, dal suo sapore e il cuore ti batte forte e gli ormoni ti sguazzano nelle vene ad una velocità supersonica...
E guardi l'altro negli occhi, forse troppo vicini per guardarlo davvero... E senti l'espressione dei tuoi occhi, io la sento sempre; sento quello che c'è dentro di me e che viene amplificato dal mio sguardo. Sento i miei occhi che rivelano il mio desiderio, la voglia di quelle labbra, la voglia di quel sapore, la voglia di incontrarsi nella bocca dell'altro, di scoprirsi in un'armonia di momenti irripetibili, di scoperte umide, di sensazioni... Cercare nella bocca dell'altro la promessa del calore che potrà essere o la freddezza di una delusione.
Un attimo prima di un bacio, un attimo prima di scoprire un universo sconosciuto che è il corpo dell'altro e che inizia proprio da lì... Una voglia febbrile di un attimo prima di un bacio, di quell'emozione per me unica ed ineguagliabile, forse più intensa di cento orgasmi!
Penso che mi piacerebbe vedere la mia espressione, i miei occhi, il mio sguardo un attimo prima di un bacio; per vedere se tutto quello che sento, se il modo in cui mi immagino sono reali; se l'altro vede davvero i miei occhi che brillano e che dicono più di mille parole o di mille carezze. Mi domando se davvero ci ricordiamo sempre il valore di un attimo prima di un bacio: è una di quelle emozioni che non dovremmo permetterci di dimenticare mai...
vocebionda
martedì 10 agosto 2004
giovedì 22 luglio 2004
[risonanza]
I tuoi sono occhi da non ritorno.
Gli occhi, il sorriso e quel modo di guardarmi. Mi attraversi. Te lo lascio fare. Mi piace.
Il desiderio, poi, con te vince ogni cosa. Sento la tua carne a distanza. Se mi tocchi perdo immediatamente il controllo.
Ma la pelle vibra anche sola. Le basta l'odore. E' sufficiente sfiorare. Guardare.
L'affetto complica le cose, in questo caso. E gioca a rimpiattino col desiderio. Non capisco quale dei due amplifichi l'altro. Entrano in risonanza, ecco.
Gli occhi, il sorriso e quel modo di guardarmi. Mi attraversi. Te lo lascio fare. Mi piace.
Il desiderio, poi, con te vince ogni cosa. Sento la tua carne a distanza. Se mi tocchi perdo immediatamente il controllo.
Ma la pelle vibra anche sola. Le basta l'odore. E' sufficiente sfiorare. Guardare.
L'affetto complica le cose, in questo caso. E gioca a rimpiattino col desiderio. Non capisco quale dei due amplifichi l'altro. Entrano in risonanza, ecco.
lunedì 12 luglio 2004
[lontano]
Non ti ho detto (scrive Padmini) quanto è stato difficile, oggi, inciampare ogni due passi nel desiderio delle tue labbra. Imbarazzante l'affanno del mio cullarti, cantando sottovoce, a dispetto dell'altrui ignaro stupore. Non è servito, il mio segreto accarezzarti oltre la folla di pensieri e visi e voci, a strapparti il mantello di dolore che ti avvolge. Allontanalo adesso, prima del buio e della notte: dormi vestito solo del fragore dei miei sorrisi e dei miei mille baci. Quanto è stato difficile, oggi, amarti da lontano...
Padmini
Padmini
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