venerdì 18 giugno 2010

[passione]

La passione vera divora. Riempie ogni antro. E non solo dell'anima e del cervello, ma della stessa carne. La fame è fame di lui, della sua carne. La sete è sete di lui, dei suoi umori. Ogni pensiero. Ogni minuto. Ogni gesto. È fatto per lui. Nell'attesa di lui. Il desiderio è devastante e senza fine. La voglia delle mani, della pelle, della bocca, del sesso dell'altro, è infinita. La passione brucia davvero.

iisabel

lunedì 10 maggio 2010

[viaggio]

se relazione deve essere
che sia così:
che l'amore assomigli a un viaggio
durante il quale incontrare piaceri puri e piccole difficoltà
e che mi permetta di conoscere giorno per giorno di più me stessa
e comprendere te, chiunque tu sia (l'altro), e l'umanità intera (l'universo in cui vivo)

Kika

sabato 3 aprile 2010

[sogno nel sogno di un sogno]

Vegli, veglio. Dormi, veglio. Leggo. Veglio, dormi. Dormo, sogno. Sogno di me che ti veglio e che dormo e sogno che ti sogno. Soglia tra sonno e veglia. Ridormo, dormi. Risogno di te che nel sogno dormi e di me che ti veglio e ti voglio. Risveglio. Bisogno di te. La voglia dal sogno ti veglia e al tuo sonno bisbiglia: Dormi, ti veglio. Ti voglio.

giovedì 4 marzo 2010

[dolore]


pensando ad altro

credo che mi stia per scoppiare il cuore
comincio a soffocare
mi accascio a terra, le mani al petto, le rughe, tutte, sulla faccia
mi scoppia il cuore e scoppia senza che io riesca a emettere un suono
la musica lenta e dolce accompagna la mia morte
muoio, l'ho sognato spesso
i gatti mi fissano attoniti, immobilizzati
mi piscio addosso e sbavo, mi contraggo senza riuscire a cacciare dentro questo cuore che trabocca
che trasuda un amore oscuro e violento
un senso di solitudine, una melma nera

poi d'improvviso il silenzio totale
un silenzio di quelli delle notti in montagna
al massimo, qualche cicala, pensieri svolazzanti

vorrei, in questo momento, poterti toccare
fermare il tempo, accarezzare un istante

forse quest'ansia si è sopita
un po'
sto pensando ad altro,
sto pensando ad altro

Kika

martedì 2 marzo 2010

[innaturarsi]


Proposta di modifica

C'è il verbo snaturare, ci dev'essere pure innaturare,
con cui sostituisco il verbo innamorare
perché succede questo: che risento il corpo,
mi commuove una musica, passa corrente sotto i
polpastrelli,
un odore mi pizzica una lacrima, sudo, arrossisco,
in fondo all’osso sacro scodinzola una coda che s’è
persa.
Mi sono innaturato: è più leale.
M'innaturo di te quando t'abbraccio.

Erri De Luca, L'ospite incallito, Einaudi, Torino, 2008, p. 24

(segnalato da Elena Valente)

venerdì 19 febbraio 2010

[io ti amo]

L'io-ti-amo non è una frase: esso non trasmette un significato, bensì s'aggrappa a una situazione-limite: "quella in cui il soggetto è sospeso in un rapporto speculare all’altro". È un'olofrase.

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso (traduzione di Renzo Guidieri)

citato da nerina

sabato 13 febbraio 2010

[amore]

Ci hanno insegnato a vedere l'amore come tormento e dramma e sofferenza e complicanza, e invece l'amore quando c'è è semplicità ed è benessere e gioia e scivola via che è una bellezza.
L'amore potrebbe essere due persone che ridono sotto una coperta che li avvolge, sufficientemente grande da coprire entrambi.

claire

martedì 2 febbraio 2010

[luce negli occhi]

Avevano sempre avuto una vita difficile fin dal giorno in cui erano scappati di casa per sposarsi contro il volere dei genitori. Da allora era passato molto tempo, i capelli erano grigi, ma il viso di lei recava ancora tracce di bellezza. L'uomo era piuttosto basso di statura, aveva un'aria stanca e trascurata, ma ogni tanto, quando si voltava verso di lei e la guardava, le sorrideva e gli si accendeva negli occhi una piccola luce tenera e ironica - la stessa, pensava la donna, sì, davvero, quasi la stessa di un tempo. Lui l'aiutò a salire sul marciapiede e raccolse il guanto che le era caduto. Lei lo ringraziò premendo appena le dita sulla mano che lui le porgeva.

Irène Némirovsky, Suite francese (traduzione di Laura Frausin Guarino)

venerdì 29 gennaio 2010

[criteri]

Come per gli amori, così per le canzoni: la musica che fa per te è quella che non interromperesti mai per metterti ad ascoltare qualcos'altro.
Come per la grande musica, così per i grandi amori: li riconosci da come avvolgono il mondo, come diventano il mondo, da come non smetteresti mai di godertene le vibrazioni.
Mentre ascolti e poi, per fortuna e purtroppo, mentre ricordi.

sabato 2 gennaio 2010

[mondo]

Il mondo lo apprezzi di più e meglio se ti capita di poter stare con chi il mondo è capace di fartelo sparire, almeno per un po'.
(da twitter)

sabato 19 dicembre 2009

[aversi]

e poi ci ebbimo
come nesuno ci ebbie
coi di noi fianchi appareggiati
subblimi
E sazzi di diti
lasciammo impronte
sur cofano
de la maghina de tu zzio.

LaCeciarelli

domenica 6 dicembre 2009

[dormire]

già dal primo risveglio aveva capito che prima di conoscere Carmela non aveva dormito mai, che quello che aveva fatto prima di conoscere Carmela non era stato dormire. E non gli riusciva di concepire un sonno più beato e appagante di quello che lo strappava alla vita dopo averla amata.

Marcello Fois, gap

lunedì 30 novembre 2009

[amore non corrisposto]

Nella prassi (scrisse Gurbj), ci sono molteplici varianti comportamentali. Si va dal soggetto che, sebbene affetto da a.n.c. ha altre storie in corso (ma non si lascia mai andare completamente perché ha il cuore altrove) alle rarissime persone afflitte anche da monogamia e fedeltà (su cui caliamo un velo pietoso, dato che qui si annovera pure gente coniugata che si rintana nella propria parte di letto con un machete sotto al guanciale). Un consiglio utile: quando comincia a far male (è inevitabile), portatevi a casina, il più presto possibile, il vostro simpatico calcio in culo: una volta superato questo step, fatti i vostri pianti (non è carino non esser volute, c'è poco da dire), si svolta verso la guarigione (ma è anche noto che la gente vuol soffrire per cui...).

Gurbj (in un commento su gattipazzi)

venerdì 30 ottobre 2009

[dice l'amore / sagt die Liebe]

Was es ist
di Erich Fried (1921–1988)

Es ist Unsinn
sagt die Vernunft
Es ist was es ist
sagt die Liebe

Es ist Unglück
sagt die Berechnung
Es ist nichts als Schmerz
sagt die Angst
Es ist aussichtslos
sagt die Einsicht
Es ist was es ist
sagt die Liebe

Es ist lächerlich
sagt der Stolz
Es ist leichtsinnig
sagt die Vorsicht
Es ist unmöglich
sagt die Erfahrung
Es ist was es ist
sagt die Liebe


È quel che è
(traduzione di Andrea Casalegno)

È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l'amore

È infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l'amore

È ridicolo
dice l'orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l'esperienza
È quel che è
dice l'amore


(a cura di Urri)

domenica 25 ottobre 2009

[filo]

e lo sai che mentre ti scrivo (dice Kika)
ho la netta impressione
(come dall'inizio è, con te)
di seguire un filo già posato sul nostro cammino
di srotolare un gomitolo là dove era predetto che venisse srotolato
ho l'impressione di dirti cose che già ti aspetti che ti vengano dette
e non perché siamo arrivati già alla noia, no!
ma perché è come se fossimo scritti nelle stelle, nella corteccia degli alberi, nella forma delle nuvole e del vento
fatti di cera e di mondo e di buio e luce
fatti della terra che gira, dell'universo intero

Kika

lunedì 19 ottobre 2009

[amarsi]

"Se non ti vuoi bene tu, nessuno te ne vorrà al posto tuo" (scrive cadavrexquis). O meglio: "Almeno tu hai il dovere di volerti bene: non affidare la tua serenità agli umori di uno stupido". Perché è così: io con me devo trascorrerci tutto il tempo che mi resta da vivere e sempre, non soltanto una parte. Non ho scelta: il mio primo matrimonio è con me stesso. È bene quindi che mi ami, almeno un po'.

cadavrexquis

giovedì 15 ottobre 2009

[amami]

Forse (scrive Brixie) non riuscirò mai a essere la donna perfetta che vorrei tanto essere, ma amami per come sono, amami anche per i miei difetti e per il fatto che sto qui davanti a te senza nasconderli, perché ti assicuro che se ci saranno giorni come quelli che ti ho appena detto, ci saranno anche giorni in cui sarò il sole che splende dopo la pioggia, e ti riscalderò, e ti farò sentire desiderato e amato come non pensavi sarebbe mai potuto succedere.
Amami per come sarò al mattino appena alzata, con il mascara colato e il segno del cuscino sulla guancia, e prometto che farò di tutto, il possibile e l’impossibile, perchè tu non abbia mai a pentirtene.

Brixie

sabato 10 ottobre 2009

[credere]

Credo (scrive HangingRock) nell’amore come oggetto fisico misurabile su tre dimensioni: ampiezza, slancio, profondità.
Per ampiezza intendo la pervasività del sentimento nella propria vita, la capacità di riempire i vuoti esistenziali e, anzi, di sovrapporsi e sostituirsi ai propri pieni.
Lo slancio è la spinta a proiettarsi in avanti, e dunque riguarda la forza di propulsione e lo spazio/tempo che questa forza consente di attraversare, e ha a che vedere con il ciclo di produzione e riproduzione del desiderio.
La profondità riguarda la solidità dell’ancoraggio del sentimento ai propri mattoni strutturali, la sua capacità di saldarsi con le fondamenta del proprio essere, la sua resistenza alle intemperie, il suo saper essere fondale insensibile al moto delle correnti. [...]

HangingRock

sabato 26 settembre 2009

[come quando]

Come quando (scrive mastrangelina) vuoi qualcosa che non dovresti volere e senti le mani tremare, le labbra muoversi, lo stomaco chiudersi. Come quando vedi la tua pelle incresparsi e avverti un brivido che non vorresti. Come quando senti che l'aria in cui ti muovi è rarefatta. Come quando c'è gente e rumore intorno a te ma tu sei da un'altra parte. Come quando ti volti e vorresti un sorriso, ma non uno a caso, quel sorriso e nessun altro. Come quando vorresti sentire una voce e allora la senti anche se non è quella. Come quando pensi che sia una cosa assurda. Come quando non vorresti pensarci, ma poi inesorabile ci pensi. Ed è bello.

mastrangelina

sabato 19 settembre 2009

[amore]

strada dove le nostre impronte invece di seguirci ci precedono

A. Jodorowsky, cit. da Millevocidentro