Pioggia di baci
Pioggia di baci che lava i cattivi ricordi
goccia riflette la luce ravviva i deserti
le nostre bocche dissetano
parlano al cielo dell'anima
quei baci vivi e salati che il ricordo illumina
Baciami acqua sorgiva che in sogno mi guardi
tu nel profondo da sempre per sempre mi porti
il nostro cielo costellano
parole che il cuore nomina
ma se ci penso ti sento e il ricordo mi fulmina
lessico amoroso, lessico amorevole, parole d'amanti, diamanti espressivi, coccole verbali e verbalizzazioni dell'indicibile
venerdì 30 aprile 2004
mercoledì 28 aprile 2004
[amare]
(scrive LollO)
Ora so che Amare è anche lasciare.
Ora so che Amare è saper rinunciare a quanto hai di più caro.
Ora so che Amare è permettere a chi ti sta vicino di poter stare meglio lasciandogli vivere la sua vita senza di te.
Ora so che Amare è essere contenti della felicità della persona amata anche se non puoi più condividerla.
Ora so che Amare è soffrire.
LollO-Drome
Ora so che Amare è anche lasciare.
Ora so che Amare è saper rinunciare a quanto hai di più caro.
Ora so che Amare è permettere a chi ti sta vicino di poter stare meglio lasciandogli vivere la sua vita senza di te.
Ora so che Amare è essere contenti della felicità della persona amata anche se non puoi più condividerla.
Ora so che Amare è soffrire.
LollO-Drome
lunedì 12 aprile 2004
[carezze]
Cjarinimi la man
Cjarinimi la man
cjarinime amour
cuant che il jeur
si fâs fumate
e l’ale blancje de ciuite
nus clame i siums
tal so zardin di arint
Cjarinimi la man
cjarinime, amour
cuant ch’o impirin
il curidour da Basse
o da iperspazi
e al cjante a planc
il diu dai torzeons
dai sbrendolons
jù par Gonârs
Bertiûl Cjasteons
(di Stiefin Morat)
Carezzami la mano
Carezzami la mano
accarezzamela amore
quando la lepre
si fa nebbia
e l'ala bianca della civetta
ci chiama i sogni
nel suo giardino d'argento
Carezzami la mano
accarezzamela, amore
quando infiliamo
il corridoio della Bassa
o dell'iperspazio
e canta piano
il dio dei vagabondi
degli straccioni
giù per Gonars
Bertiolo Castions.
(traduzione dal friulano di Astrid Virili)
Cjarinimi la man
cjarinime amour
cuant che il jeur
si fâs fumate
e l’ale blancje de ciuite
nus clame i siums
tal so zardin di arint
Cjarinimi la man
cjarinime, amour
cuant ch’o impirin
il curidour da Basse
o da iperspazi
e al cjante a planc
il diu dai torzeons
dai sbrendolons
jù par Gonârs
Bertiûl Cjasteons
(di Stiefin Morat)
Carezzami la mano
Carezzami la mano
accarezzamela amore
quando la lepre
si fa nebbia
e l'ala bianca della civetta
ci chiama i sogni
nel suo giardino d'argento
Carezzami la mano
accarezzamela, amore
quando infiliamo
il corridoio della Bassa
o dell'iperspazio
e canta piano
il dio dei vagabondi
degli straccioni
giù per Gonars
Bertiolo Castions.
(traduzione dal friulano di Astrid Virili)
giovedì 1 aprile 2004
[nome]
Nomina nuda tenemus (riflette Chiaraaa) C'è questo momento, quando ti stai innamorando, in cui basta dire il nome dell'amato/a/um per sentirti felice; c'è il sottile desiderio di infilare quelle sillabe nel bel mezzo di conversazioni banali, magari anche a sproposito, solo per assaporarne il suono. Quel che ti resta dopo averle pronunciate è simile a un piacere interrotto, un piccolo sorriso tra te e te di aspettativa rosa-pallido che ti riporta ai tredici anni. A me questa sensazione piace perchè è talmente delicata ed effimera che nessuno sembra mai prestarle attenzione.
Chiaraaa
Chiaraaa
mercoledì 31 marzo 2004
[amore]
Che cos'è l'amor? (si chiede Princess Proserpina) Conosco un uomo che ama l'amore e lo rincorre dovunque sente di poterlo trovare. Questa sua continua ricerca dell'amore lo porta ad amare più donne contemporaneamente. Ma le ama davvero? Le ama tutte a metà, e per tutte ha baci e sorrisi e parole speciali. Ama le donne perché sono portatrici di amore, e lui ama l'amore.
Conosco un uomo che ama una donna e la rincorre dovunque sente di poterla trovare. Questa sua continua ricerca della donna lo porta ad amare l'amore nelle sue diverse forme contemporaneamente. Ma l'ama davvero? La ama completamente, e ha per lei baci e sorrisi e parole speciali. Ama l'amore perché è portato da quella donna, e lui ama quella donna.
Proserpina
Conosco un uomo che ama una donna e la rincorre dovunque sente di poterla trovare. Questa sua continua ricerca della donna lo porta ad amare l'amore nelle sue diverse forme contemporaneamente. Ma l'ama davvero? La ama completamente, e ha per lei baci e sorrisi e parole speciali. Ama l'amore perché è portato da quella donna, e lui ama quella donna.
Proserpina
lunedì 29 marzo 2004
[senza più fiato]
(scrive sphera) Curve improvvise, bruschi tornanti brividi e fossi, salite di sassi senza più fiato. E ripide abbacinanti discese senza freni.
Posso stancarti fino a farti chiudere gli occhi con quel sorriso, sai, di chi è svuotato e riempito fino in fondo.
sphera
Posso stancarti fino a farti chiudere gli occhi con quel sorriso, sai, di chi è svuotato e riempito fino in fondo.
sphera
sabato 27 marzo 2004
[amore sconfinato]
È quello che fa dire: Ovunque, purché con te. Come quella volta che mi risvegliai al tuo fianco e nel chiaroscuro della stanza non capii bene dove mi trovavo, ma sorridendo pensai che in fondo non me ne importava e dissi: "Sai, con te starei in qualsiasi città, anzi in qualsiasi posto al mondo... purché ci sia acqua potabile." Questa è una restrizione, è vero, ma ognuno ha i suoi vizi.
giovedì 25 marzo 2004
[baci]
Per me (scrive emotioned) la forma più alta di intimità sono i baci. I baci teneri di due labbra che si posano l'una sull'altra per essere più vicini, per respirarsi, per abbracciarsi. È da lì che parte tutto. È da lì che sale il desiderio. È da lì che il desiderio può anche mettersi in pausa, nell'attesa di momenti più adatti. Ricordo di un partner che anche quando la nostra grande storia d'amore era arrivata al capolinea, appena entrato in casa mi si fiondava addosso e mi infilava la lingua in bocca. Non riusciva a "sentirmi", non capiva che io avevo bisogno di tenerezza innanzitutto. E quei suoi gesti oggi, a distanza di tanto tempo e dopo che è passata tanta acqua sotto i ponti, li ho finalmente compresi. Il suo non era amore, era solo possesso. L'intimità parte da molto più lontano secondo me: parte dall'ascolto e dalla comprensione reciproche. Tutto il resto è solo possesso. Tutto il resto, per me, è solo voglia di soddisfare un puro desiderio carnale.
emozionandosi
emozionandosi
martedì 23 marzo 2004
[sogno]
Ho fatto un sogno (scrive Albamarina) Come si può descrivere un sogno? Come rendere fluido il cedere soffice ed incisivo dei pensieri nascosti fra le pieghe del sonno? Immagina larghissime e luccicanti lastre di vetro sospese nel nulla etereo e opalescente, dove tutto è possibile e al contempo raro. Dove le sensazioni si sfiorano, confondendosi nelle risposte dei nostri corpi non volute ma inevitabili. Lastre sulle quali io e te ci troviamo, naufraghi consapevoli e felici, sorridenti e ammiccanti verso il resto del mondo che vediamo lontano, che neppure ci sfiora se non per strapparci un complice commento beffardo. Immagina il silenzio profondo che stride con i tumulti senza voce della passione inespressa e protratta in un tempo senza fine, senza spazi e senza altro se non la forza dei nostri sguardi. Immagina il bagliore di profumi sprigionati dai nostri corpi, vestiti solo di stupore, che si appartengono... e capirai di quale sogno si è colorata la mia notte.
Albamarina
Albamarina
domenica 21 marzo 2004
[...]
E’ esploso dentro un bagno caldo.
Intuito, adocchiato, vezzeggiato, titillato, sfiorato, cercato, inseguito. Immaginato, sognato, osservato, incoraggiato, accompagnato, assecondato, accarezzato… Ascoltato, pregustato, cercato, toccato, spinto respirato voluto subito assaporato sussurrato gridato. Ascoltato. Contemplato. Respirato.
Intuito, adocchiato, vezzeggiato, titillato, sfiorato, cercato, inseguito. Immaginato, sognato, osservato, incoraggiato, accompagnato, assecondato, accarezzato… Ascoltato, pregustato, cercato, toccato, spinto respirato voluto subito assaporato sussurrato gridato. Ascoltato. Contemplato. Respirato.
mercoledì 17 marzo 2004
[attesa]
(scrive occhivispi) Quando ci sarai io diventerò un'altra. Vorrei silenzio e pace intorno a noi, solo per un attimo, quel primo attimo in cui ci sfioreremo, così diverso dal tempo già trascorso insieme. Tremerò nel toccarti, non saprò come stringerti, ti annuserò nell'incavo del collo ma il tuo odore non mi dirà da dove vieni, ma solo che sei altro da me. Vorrei seguire con le dita i tuoi lineamenti, ridisegnarli con delicatezza. Non ci saranno le parole, annegate nelle sensazioni e nelle lacrime di gioia. Non riuscirò a credere che tu sia finalmente accanto a me, per troppo tempo sei stato solo sogno. Vivremo insieme i nostri giorni, seguirò i tuoi movimenti, ascolterò il tuo respiro, i tuoi sorrisi mi riempiranno di gioia, le tue lacrime mi strazieranno di dolore. Imparerò a conoscerti, a stare con te. Il mondo intorno a noi sarà nuovo, luminoso e brillante. Scoprirò in me voci che non credevo di avere, sentirò la vita come non mai e i contorni delle cose saranno più nitidi, grazie a te. Sono qui, ti aspetto.
occhivispi
occhivispi
venerdì 12 marzo 2004
[uomo ideale]
(scrive Vanessa) Il fatto è che... un uomo così non l'avevo mai incontrato.
O meglio, non l'avevo mai immaginato, che quando cazzeggi con le amiche sul tuo uomo ideale tu pensi solo a frammenti di immagine assemblati con fotosciop, occhi-mani-addominali-capelli-ecc e poi enunci le cose importanti, che ti faccia ridere, e che abbia una cultura, e un buon lavoro e la moto e tutte le stronzate da brave ragazze.
Perché poi, alla fine ci rifletti e il tuo uomo ideale sarebbe una noia mortale perché l'hai creato col tuo cervello, e quindi potresti prevedere tutte le sue mosse. Sapresti come bacia, come ti saluta, che gusti ha e come fa l'amore. Sì ma... il gioco, il cioccolato e la sorpresa dove le mettiamo? eh? Perché il bello è che ti sa stupire sempre anche se sei sulla sua stessa sintonia. Nuovo. Nuovo è la parola giusta. Ed è un vero casino. Un casino immane. Che tu manco l'immaginavi che lui fosse così, forse non ti piaceva nemmeno. Ti tirava le trecce sbeffeggiandoti. Dovevo capirlo. Ma forse non l'aveva capito nemmeno lui. E adesso?
Un miliardo di calcoli algebrici sul perché e sul percome e sul percosa. Seghe mentali le chiamano. Passaggi e scivolate. Ma poi ci sono un miliardo di sguardi e un miliardo di baci e non ci puoi credere che sia così.
Io credo se ne sia accorto che avevo gli occhi lucidi. O forse no. Ma non importa.
Vanessa
O meglio, non l'avevo mai immaginato, che quando cazzeggi con le amiche sul tuo uomo ideale tu pensi solo a frammenti di immagine assemblati con fotosciop, occhi-mani-addominali-capelli-ecc e poi enunci le cose importanti, che ti faccia ridere, e che abbia una cultura, e un buon lavoro e la moto e tutte le stronzate da brave ragazze.
Perché poi, alla fine ci rifletti e il tuo uomo ideale sarebbe una noia mortale perché l'hai creato col tuo cervello, e quindi potresti prevedere tutte le sue mosse. Sapresti come bacia, come ti saluta, che gusti ha e come fa l'amore. Sì ma... il gioco, il cioccolato e la sorpresa dove le mettiamo? eh? Perché il bello è che ti sa stupire sempre anche se sei sulla sua stessa sintonia. Nuovo. Nuovo è la parola giusta. Ed è un vero casino. Un casino immane. Che tu manco l'immaginavi che lui fosse così, forse non ti piaceva nemmeno. Ti tirava le trecce sbeffeggiandoti. Dovevo capirlo. Ma forse non l'aveva capito nemmeno lui. E adesso?
Un miliardo di calcoli algebrici sul perché e sul percome e sul percosa. Seghe mentali le chiamano. Passaggi e scivolate. Ma poi ci sono un miliardo di sguardi e un miliardo di baci e non ci puoi credere che sia così.
Io credo se ne sia accorto che avevo gli occhi lucidi. O forse no. Ma non importa.
Vanessa
giovedì 4 marzo 2004
[gesti]
Ogni coppia, mi spiegò in seguito Uri, ha un repertorio personale e circoscritto di moti e gesti d'amore, che si forma rapidamente, si apprende pian piano, e non si dimentica mai più.(Meir Shalev, La montagna blu, trad. Elena Loewenthal)
"Quei gesti rimangono anche dopo che l'amore si è dissolto", disse, "dopo che hanno smesso di respirarsi la pelle a vicenda, di mangiarsi la carne e di tuffarsi di testa come idioti l'uno dentro gli occhi dell'altro."
mercoledì 3 marzo 2004
[amanti]
(scrive Stella_Noire) Rinchiudere, nel testo di una canzone, tutto quello che ho sempre sognato in una storia, lasciarsi trasportare sulle note del violino e accarezzare il profilo del mio lui sussurrandogli quelle parole nell'orecchio e creare, insieme, un'atmosfera magnetica, nostra, che fa scomparire tutto il mondo circostante: ci sono solo i miei occhi e le sue mani, i suoi occhi e le mie mani. Le nostra labbra sibilano un sussurro che il cervello percepisce come un'eco lontana ma tagliente come la lama di un coltello. Allora è come se si cominciasse a girare e il cuore aumenta le sue pulsazioni, e gli occhi si perdono ancora di più negli occhi dell'altro e si giunge, infine, a baciarsi. Un Bacio lungo, Dolce, Infinito. Con l'ardore di notti infedeli ma pieno di Grande Amore, niente che somigli a qualcosa di già vissuto o sentito prima, con la certezza di appartenersi senza riserve, ma di non essere schiavi. Come due veri amanti. Un infinito attimo di dolce passione, un vortice di sentimenti-sensazioni. La voce soffocata in gola, perché esprimere quello che si prova è impossibile. E svegliarsi il mattino dopo, rendendosi conto che non è stato un ennesimo sogno, ma la persona sulla quale sei morta e rinata è lì al tuo fianco e ti guarda, come avesse vegliato su di te tutta la notte. E ti sorride e non parla ancora. Solo, ti bacia.
Stella_Noire
Dammi l'ardore, di notti infedeliEcco cosa sento in questa canzone dei Nomadi. Una parte di me vissuta e ora ricordata.
Scuoti il mio sonno docile ed arreso
Fa che io ceda a sogni ardenti
E dammi Amore sì, ma che sia grande,
non una storia letta con il testo a fronte
niente schiavitù né tradimenti
è questa la sottile arte degli Amanti.
Stella_Noire
giovedì 26 febbraio 2004
[tatto, ancora]
Mi crogiolo a ripensare a certe cose. Per esempio, a come rispondevi alle mie carezze e ai miei abbracci con intraprendenza pari alla mia affettuosità. Ti sembrerà banale magari, ma non è così, non sempre le persone sanno manifestare tattilmente l'amore. Tu lo facesti fin dal principio e tra le miriadi di cose che mi conquistano di te questa vibra piacevole, ancora, come la tua pelle elastica morbida e calda perfino allo sguardo. Ti accarezzo.
giovedì 12 febbraio 2004
[adamo ed eva]
Perché privilegiati? Perché d'amore vivono, di frutti e di natura. Niente impedisce il loro idillio a due, nessun bisogno di misurarsi col resto del mondo, nessun rischio di mettere a repentaglio il loro rapporto confrontandosi con altre interrelazioni. Eppure, l'albero insegna, si annoiavano.
domenica 8 febbraio 2004
[labbra]
È vero che le mie labbra
sono dolci
come l'inizio del primo amore?
(Rabindranath Tagore, grazie ad Albamarina)
giovedì 1 gennaio 2004
mercoledì 31 dicembre 2003
[desiderio]
Si impone. È vano scacciarlo. Mi prende da dentro. Denso e piano. Fino a che non lo assecondo consapevolmente con il pensiero e le emozioni. Si accavallano sensazioni presenti e ricordi, immagini che ritornano e fantasie da giocare. Una perfetta sintonia di mentale e carnale che sprigiona la sua forza nella pelle e nei sogni. Lo sento nella pianta dei piedi che sale a propagarsi nelle gambe, nelle viscere, fino alle mani che vibrano le dita a scoprire la sua pelle da accarezzare. Il mio seno cerca i suoi baci, i miei occhi anelano ai suoi. Rivedo il suo sorriso e i peli morbidi del suo petto, lo vorrei a danzare dentro di me, le mie labbra a cercare le sue dopo avere indugiato dove più è sensibile. Armonia di anima e sensi che dimentica il tempo e lo spazio.
lunedì 22 dicembre 2003
[un orgasmo cosmico]
(raccontato da mariemarion) ...un rito che inizia da uno sguardo e con gli occhi racconti la vita intera dell'universo... Come la Nona di Beethoven. Se incominciasse dal Die An Freude, direttamente dall'Inno alla Gioia, perderebbe la magia costruita sapientemente da quell'alieno di Ludwig. Il quale, tra un tramorire e l'altro dei timbri, ogni tanto butta lì il tema, un paio di note, messe lì sembra per caso... ta ta tatta e poi riprende a rumoreggiare coi suoi timbri, incazzato iena come dio che s'affaccia dalle nubi in tempi come questi. Poi, tra un temporale e l'altro, rieccolo, quel tema lì, di nuovo gettato per caso, come un fiorellino che sta lì, nessuno se n'accorge... tatta tta tta tta... finché, dopo averlo assaporato, e ce l'hai nel sangue, l'aspetti ma lui te lo rimanda indietro come un orgasmo abortito e poi lo riprendi e ti sembra... sì adesso arriva... la sai a memoria quella Nona lì ma non ricordi mai... Freude ...esplode l'Inno che non te l'aspettavi più. Esplode il creato in un orgasmo cosmico... T'accasci, dopo le ultime note, come dopo un amplesso vero.
Così, accade che ti piaccia qualcuno. E se nata non sei cretina t'accade che non ti metti a fare i soliti risolini, a guardarlo di straforo rischiando che lui becchi in pieno la tua occhiata di straforo. Gli piazzi i fari negli occhi. Secondi eterni all'interno dei quali devi raccontare il tuo sé la tua voglia di lui il tuo essere qualcosa che non gli è mai accaduto e mai più gli accadra... l'intera storia dell'universo... la magia... E non abbassi gli occhi, né li giri, semplicemente guardi oltre di lui, come nel vuoto, come nell'universo dal quale provieni. Pochi secondi per farlo innamorare... se porti dentro la magia dell'universo, l'intera forza del cosmo. Poi capita che il primo contatto è per telefono, quando non si è liberi. Allora invece degli occhi deve parlare la voce, che non parla... Si tratta di inviare le vibrazioni del proprio esistere oltre il filo dei chilometri. Un sussurro, un tono stonato verso il basso, una carezza, visualizzi te a sfiorare lui e non c'è bisogno che tu aggiunga altro, lui già ti vuole più d'ogni altra cosa al mondo. Anche se non lo dirà. È un uomo. Allora accade il più bello: raccogli la sfida dell'uomo, il tuo perenne amico nemico, colui per il quale soltanto hai deciso di ritornare su questo fetido pianeta. Lo vuoi ma non lo vuoi vinto. Lo vuoi vincitore ma non vinta tu. La schermaglia diventa guerra oltre i limiti della Razionalità, la Passione contro la Ragion Pura. L'eterna lotta dell'universo contro se stesso si racchiude in quelle due anime che sfidandosi al massacro, cominciano a massacrarsi. Altrimenti... troppo facile la preda, finito in un bicchier di noia, in un letto sfatto il senso stesso dell'Amore... Nessuno me l'ha insegnato. Sono cose che si imparano durante i secoli. Forse ero io quell'amante di un papa di cui si vantava mia madre. Io so soltanto che vederlo fremere sotto le mie labbra è già un trionfo. E ancora non ci si è scambiati neanche un bacio. Se capita, e spesso è capitato, mai mettersi frettolosamente le mani addosso, mai buttarsi volgarmente sul letto. L'Inno alla Gioia è un tema abortito che mentre lo ignori e lo soffochi dentro di te... cresce... e cresce fino a diventare tripudio... Sfiorarlo appena con le punta delle dita, e sentirlo gemere. E scappare ridendo. Sentire il suo desiderio spingersi contro di te. E scappare ridendo. Sentire che tra un po' ti ucciderà se non... e baciarlo e scappare e baciarlo e ancora scappare. Finché non ce l'hai inginocchiato avanti a te, l'eterno amico nemico, l'Uomo! Lo domini e conduci il gioco. È tuo mentre gli sussurri sono tua... e mille altre carezze in punta di voce, mai volgari anche se al massimo dell'oscenità e oltre... Tu lo sai che non avrai mai il suo sacro cervello. Ma se Donna sei con la D maiuscola puoi averlo ai tuoi piedi. Per quel tanto che basta a sentirti vincitore di una guerra al massacro.
Poi, semplicemente lo accarezzi fumando la sigaretta con lui, in silenzio, rispettando il suo "dopo" che è sempre oscuro, triste, senza fare domande, senza esserci. Dopo lo ami... e basta. Dopo dai la tua vita per lui... Sapendo che lui non darà la sua vita per te, o non sarebbe la Ragion Pura. Ma lui una cosa non la sa. Che mentre ti crede ai suoi piedi tu già stai guardando oltre di lui alla ricerca di un altro orgasmo cosmico. Che accadrà.
Loro non lo sanno mai. Mio marito sì, lui è un genio. Per questo mi tiene segregata. E mi rispetta come la cosa più preziosa al mondo, più di un Renoir autentico. E mi tiene nascosta... Ma io che ci posso fare. Io vi adoro tutti...
Questione di vibrazioni cosmiche...
Bea
Così, accade che ti piaccia qualcuno. E se nata non sei cretina t'accade che non ti metti a fare i soliti risolini, a guardarlo di straforo rischiando che lui becchi in pieno la tua occhiata di straforo. Gli piazzi i fari negli occhi. Secondi eterni all'interno dei quali devi raccontare il tuo sé la tua voglia di lui il tuo essere qualcosa che non gli è mai accaduto e mai più gli accadra... l'intera storia dell'universo... la magia... E non abbassi gli occhi, né li giri, semplicemente guardi oltre di lui, come nel vuoto, come nell'universo dal quale provieni. Pochi secondi per farlo innamorare... se porti dentro la magia dell'universo, l'intera forza del cosmo. Poi capita che il primo contatto è per telefono, quando non si è liberi. Allora invece degli occhi deve parlare la voce, che non parla... Si tratta di inviare le vibrazioni del proprio esistere oltre il filo dei chilometri. Un sussurro, un tono stonato verso il basso, una carezza, visualizzi te a sfiorare lui e non c'è bisogno che tu aggiunga altro, lui già ti vuole più d'ogni altra cosa al mondo. Anche se non lo dirà. È un uomo. Allora accade il più bello: raccogli la sfida dell'uomo, il tuo perenne amico nemico, colui per il quale soltanto hai deciso di ritornare su questo fetido pianeta. Lo vuoi ma non lo vuoi vinto. Lo vuoi vincitore ma non vinta tu. La schermaglia diventa guerra oltre i limiti della Razionalità, la Passione contro la Ragion Pura. L'eterna lotta dell'universo contro se stesso si racchiude in quelle due anime che sfidandosi al massacro, cominciano a massacrarsi. Altrimenti... troppo facile la preda, finito in un bicchier di noia, in un letto sfatto il senso stesso dell'Amore... Nessuno me l'ha insegnato. Sono cose che si imparano durante i secoli. Forse ero io quell'amante di un papa di cui si vantava mia madre. Io so soltanto che vederlo fremere sotto le mie labbra è già un trionfo. E ancora non ci si è scambiati neanche un bacio. Se capita, e spesso è capitato, mai mettersi frettolosamente le mani addosso, mai buttarsi volgarmente sul letto. L'Inno alla Gioia è un tema abortito che mentre lo ignori e lo soffochi dentro di te... cresce... e cresce fino a diventare tripudio... Sfiorarlo appena con le punta delle dita, e sentirlo gemere. E scappare ridendo. Sentire il suo desiderio spingersi contro di te. E scappare ridendo. Sentire che tra un po' ti ucciderà se non... e baciarlo e scappare e baciarlo e ancora scappare. Finché non ce l'hai inginocchiato avanti a te, l'eterno amico nemico, l'Uomo! Lo domini e conduci il gioco. È tuo mentre gli sussurri sono tua... e mille altre carezze in punta di voce, mai volgari anche se al massimo dell'oscenità e oltre... Tu lo sai che non avrai mai il suo sacro cervello. Ma se Donna sei con la D maiuscola puoi averlo ai tuoi piedi. Per quel tanto che basta a sentirti vincitore di una guerra al massacro.
Poi, semplicemente lo accarezzi fumando la sigaretta con lui, in silenzio, rispettando il suo "dopo" che è sempre oscuro, triste, senza fare domande, senza esserci. Dopo lo ami... e basta. Dopo dai la tua vita per lui... Sapendo che lui non darà la sua vita per te, o non sarebbe la Ragion Pura. Ma lui una cosa non la sa. Che mentre ti crede ai suoi piedi tu già stai guardando oltre di lui alla ricerca di un altro orgasmo cosmico. Che accadrà.
Loro non lo sanno mai. Mio marito sì, lui è un genio. Per questo mi tiene segregata. E mi rispetta come la cosa più preziosa al mondo, più di un Renoir autentico. E mi tiene nascosta... Ma io che ci posso fare. Io vi adoro tutti...
Questione di vibrazioni cosmiche...
Bea
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