(scrive Occhidiluce)
L'erotismo per me...
...è dividere il cornetto alla crema
Tu che lecchi le mie dita
Io con l'orgasmo che riunisce tutti gli orgasmi
Che ancora mi fa vibrare dentro e fuori
E l'epidermide che mi trasmette di nuovo, ancora, piacere
...è gustare il tuo profilo mentre guidi
e sentirti assolutamente mio
osservare il guizzo giocoso delle sopraciglia
e quel tuo modo di guardare di lato
...è ascoltare la tua voce
che mi fa ribollire il sangue di passione
sentire quel mare invisibile che muove i miei fianchi
ridandomi la mia interezza
...è schiudere le labbra
perché troppo è dentro di me
...è volerti ed amarti con tutta me stessa
sapendo che non sarà mai abbastanza
per la meraviglia che tu sei
shalom
lessico amoroso, lessico amorevole, parole d'amanti, diamanti espressivi, coccole verbali e verbalizzazioni dell'indicibile
mercoledì 5 gennaio 2005
mercoledì 15 dicembre 2004
[arzigogolare]
[sgrisolo]
(scrive Sphera)
s.m. Si colloca semanticamente tra brivido e solletico, nel punto esatto in cui inizia la pelle d'oca.
s.m. Si colloca semanticamente tra brivido e solletico, nel punto esatto in cui inizia la pelle d'oca.
martedì 9 novembre 2004
lunedì 8 novembre 2004
[occhi]
(scrive Will Berry) Di un soffice giovane aspetto lei, cosi delicata, dai languidi occhi neri, teneri.
Di un dolce malinconico essere, dalle false gote arrossate, dipinta da colori tenui un po' scuri.
Mi guardava, mi scrutava.
Will Berry
Di un dolce malinconico essere, dalle false gote arrossate, dipinta da colori tenui un po' scuri.
Mi guardava, mi scrutava.
Will Berry
domenica 7 novembre 2004
sabato 6 novembre 2004
[ex]
Non più miei pensieri, costano fatica queste mie righe (scrive Alice Avallone).
Da molti mesi oramai non più una goccia ha salato le mie guance, non più una sola nota brutta si è insediata nel mio animo.
Io non so dire cosa sia l'amore, ma certa sono che mai prima l'avevo provato, con nessuno di voi. I bei momenti non riesco a scordarli, proprio no, ma quella felicità effimera non riesce a tener confronto con quanto ora è la mia vita serena. Perché Lui non la macchia di lacrime, di tristi pensieri o di grandi parole.
Io vi dico addio, non più miei pensieri, perché solo ora mi accorgo di quanta vita mi avete privato, e di quante cose belle l'amore può essere capace.
Alice
Da molti mesi oramai non più una goccia ha salato le mie guance, non più una sola nota brutta si è insediata nel mio animo.
Io non so dire cosa sia l'amore, ma certa sono che mai prima l'avevo provato, con nessuno di voi. I bei momenti non riesco a scordarli, proprio no, ma quella felicità effimera non riesce a tener confronto con quanto ora è la mia vita serena. Perché Lui non la macchia di lacrime, di tristi pensieri o di grandi parole.
Io vi dico addio, non più miei pensieri, perché solo ora mi accorgo di quanta vita mi avete privato, e di quante cose belle l'amore può essere capace.
Alice
venerdì 5 novembre 2004
giovedì 4 novembre 2004
[rinnamorarsi]
Dentro di me (scrive Alice Avallone) si è azzerato tutto. Sono nata una seconda volta, senza alcun dolore. Mi sono innamorata di nuovo. La prima volta, della vita; in questa seconda, di Lui.
Chiazze di colore, che mi stropicciano la pelle e gli occhi, e mi rendono ancora più bella. Forse l'amore è questo. Oppure è respirare simbiotici, o forse è sentire il petto squarciato ed avvertire le carezze sul cuore. Allora, se così fosse, sarei sicura di avere tra le mani la vera essenza di tale forza.
Amo vivere con Lui anche quando Lui non c'è. Io lo sento, Lui è accanto a me sempre, sento il suo odore, il contorno della sua aura. Lo amo anche così, è uno dei tanti modi in cui io riesco ad amarlo. Ma i momenti più belli sono quelli che boccheggiano nel tepore del silenzio, quando nuda accarezzo la sua guancia, delicata sposto i suoi capelli, e Lui zitto segue le mie palpebre, il mio naso, e caldi ci baciamo le labbra, il collo. Lui mi dice ti amo, e io timida ripeto entusiasta queste due parole, come fanno i piccoletti che dicono mamma e papà per le prime volte, e li sanno distinguere. Così io indico il mio amore, conosco il suo muso, e dico su di lui parole dolci. E ci facciamo anche le foto.
Alice
Chiazze di colore, che mi stropicciano la pelle e gli occhi, e mi rendono ancora più bella. Forse l'amore è questo. Oppure è respirare simbiotici, o forse è sentire il petto squarciato ed avvertire le carezze sul cuore. Allora, se così fosse, sarei sicura di avere tra le mani la vera essenza di tale forza.
Amo vivere con Lui anche quando Lui non c'è. Io lo sento, Lui è accanto a me sempre, sento il suo odore, il contorno della sua aura. Lo amo anche così, è uno dei tanti modi in cui io riesco ad amarlo. Ma i momenti più belli sono quelli che boccheggiano nel tepore del silenzio, quando nuda accarezzo la sua guancia, delicata sposto i suoi capelli, e Lui zitto segue le mie palpebre, il mio naso, e caldi ci baciamo le labbra, il collo. Lui mi dice ti amo, e io timida ripeto entusiasta queste due parole, come fanno i piccoletti che dicono mamma e papà per le prime volte, e li sanno distinguere. Così io indico il mio amore, conosco il suo muso, e dico su di lui parole dolci. E ci facciamo anche le foto.
Alice
mercoledì 3 novembre 2004
giovedì 21 ottobre 2004
[pompini]
È bello (scrive Roberta) vedere il cazzo di un uomo di cui sei innamorata crescere sotto le tue labbra.
Roberta
Roberta
domenica 3 ottobre 2004
[amore corrisposto]
È un canale aperto, molto bello e forte, superiore e profondo, fatto di vibrazioni celesti e apnee, sensazioni ineffabili e pulsioni sanguigne, dentro il cuore e sulla pelle, a riprova del fatto che l'anima ha un sito prediletto sulla nostra superficie, se volentieri la si percorre.
mercoledì 29 settembre 2004
[ti amo]
Notturno. Tutto quello che so (scrive Alice Avallone) è che lo amo. Forse il più bello, forse il più profondo, senz'altro il più rapinoso amore. Con le mie gambe nude intrecciate alle sue, i piedi che viziosi le lisciano, quei miei baci sulla sua pelle umida e calda. A lungo, a lungo, lentamente. Ingordi, ardenti, complici. Lo guardo di nascosto sotto i capelli, e gli sorrido sopra i suoi occhi persi nei miei beati. Nulla intorno, solo io e lui. - Ti amo - Anche io - Timida - Ti amo - E poi le dita giù feline per la schiena prima, e tra le labbra dopo. Com'è bella questa notte, con questo suo odore intenso che mi sento addosso e non si scolla.
Alice Avallone
Alice Avallone
mercoledì 22 settembre 2004
[gastronomica sensualità]
Avete mai pensato (scrive Mitì Vigliero) quanto sia sensuale la cucina? Quanto siano simili in qualche modo il cibo e l'amore? In fondo Gola e Lussuria sono molto legati; a volte si mangia (a tavola) con un misto di erotismo e piacere: quando assaggiamo qualcosa che ci piace spesso reagiamo estasiasti socchiudendo gli occhi e mugolando "Mmmmh, che buono!".
Entrambi, la Gola e la Lussuria, sono definiti "peccati della carne", e la parola "carnalità" deriva dal latino dell'Ecclesiaste carnalitas, "concupiscenza", sì, ma derivato sempre da caro carnis, "carne", componente fondamentale sia del corpo umano che dei menù nonché - proprio per questo? - proibita nei cristiani giorni di penitenza in cui si deve mangiare di magro. E anche "astinenza" si usa allo stesso modo nel doppio senso...
Pensate solo all'uso dei termini comuni; "fame", ad esempio. Dire alla persona amata "Ho fame di te". Oppure pensiamo ai verbi che usiamo normalmente riferendoci al cibo: succhiare, leccare, mordere, inghiottire, lambire, suggere... E lo stesso "mangiare": "Ti mangerei di baci". Sono indubbiamente parole "voraci"; da vorax voracis, a sua volta derivato da vorare, "divorare".
"Voraci" come un bacio, appunto...
Placida Signora
Entrambi, la Gola e la Lussuria, sono definiti "peccati della carne", e la parola "carnalità" deriva dal latino dell'Ecclesiaste carnalitas, "concupiscenza", sì, ma derivato sempre da caro carnis, "carne", componente fondamentale sia del corpo umano che dei menù nonché - proprio per questo? - proibita nei cristiani giorni di penitenza in cui si deve mangiare di magro. E anche "astinenza" si usa allo stesso modo nel doppio senso...
Pensate solo all'uso dei termini comuni; "fame", ad esempio. Dire alla persona amata "Ho fame di te". Oppure pensiamo ai verbi che usiamo normalmente riferendoci al cibo: succhiare, leccare, mordere, inghiottire, lambire, suggere... E lo stesso "mangiare": "Ti mangerei di baci". Sono indubbiamente parole "voraci"; da vorax voracis, a sua volta derivato da vorare, "divorare".
"Voraci" come un bacio, appunto...
Placida Signora
lunedì 20 settembre 2004
[condivisione]
Ricordo la prima volta che le tue labbra incontrarono le mie più intime:
Io(occhi spalancati): «Voglio farti sentire le stesse cose...»
Tu(sorriso): «Ma io le sento.»
Io(occhi spalancati): «Voglio farti sentire le stesse cose...»
Tu(sorriso): «Ma io le sento.»
venerdì 17 settembre 2004
[abbraccio]
Il vero abbraccio è quello che sa regalarti un istante di benessere, farti capire che puoi abbandonarti un momento perché ti fidi, anche senza sapere perché...
mercoledì 18 agosto 2004
[mistero invisibile]
Quando sto insieme a Martijn (scrive Sonechka) vedo tutta una serie di geroglifici davanti agli occhi, il cuore mi scivola giù e si incastra nel duodeno, mi scappa costantemente da ridere o da sorridere, le gambe mi si incriccano, rammolliscono, azzoppano, ritorcono.
E mi chiedo che cos'è che ci avvicina a certe persone. Quale filo di ragno invisibile viene tessuto tra noi e un altro che anche a sforzarsi e cercare una lista di oggettività inopinabili, rimane comunque il mistero di un sì detto senza motivo e contro ogni logica umana.
Sonechka
E mi chiedo che cos'è che ci avvicina a certe persone. Quale filo di ragno invisibile viene tessuto tra noi e un altro che anche a sforzarsi e cercare una lista di oggettività inopinabili, rimane comunque il mistero di un sì detto senza motivo e contro ogni logica umana.
Sonechka
giovedì 12 agosto 2004
[un attimo prima di un bacio]
Stavo pensando intensamente (scrisse la vocebionda di Sorriso Blu) ad un attimo prima di un bacio. Giusto quell'attimo prima, magari con una persona che non hai mai baciato, della quale non conosci nulla o quasi. E che ti piace, ti piace tanto.
Un attimo prima di un bacio, quando sei lì, ormai con la lucida consapevolezza che ti bacerà, sai che accadrà, non c'è più spazio per i dubbi. Sei lì, ad un istante dalle sue labbra, dal suo sapore e il cuore ti batte forte e gli ormoni ti sguazzano nelle vene ad una velocità supersonica...
E guardi l'altro negli occhi, forse troppo vicini per guardarlo davvero... E senti l'espressione dei tuoi occhi, io la sento sempre; sento quello che c'è dentro di me e che viene amplificato dal mio sguardo. Sento i miei occhi che rivelano il mio desiderio, la voglia di quelle labbra, la voglia di quel sapore, la voglia di incontrarsi nella bocca dell'altro, di scoprirsi in un'armonia di momenti irripetibili, di scoperte umide, di sensazioni... Cercare nella bocca dell'altro la promessa del calore che potrà essere o la freddezza di una delusione.
Un attimo prima di un bacio, un attimo prima di scoprire un universo sconosciuto che è il corpo dell'altro e che inizia proprio da lì... Una voglia febbrile di un attimo prima di un bacio, di quell'emozione per me unica ed ineguagliabile, forse più intensa di cento orgasmi!
Penso che mi piacerebbe vedere la mia espressione, i miei occhi, il mio sguardo un attimo prima di un bacio; per vedere se tutto quello che sento, se il modo in cui mi immagino sono reali; se l'altro vede davvero i miei occhi che brillano e che dicono più di mille parole o di mille carezze. Mi domando se davvero ci ricordiamo sempre il valore di un attimo prima di un bacio: è una di quelle emozioni che non dovremmo permetterci di dimenticare mai...
vocebionda
Un attimo prima di un bacio, quando sei lì, ormai con la lucida consapevolezza che ti bacerà, sai che accadrà, non c'è più spazio per i dubbi. Sei lì, ad un istante dalle sue labbra, dal suo sapore e il cuore ti batte forte e gli ormoni ti sguazzano nelle vene ad una velocità supersonica...
E guardi l'altro negli occhi, forse troppo vicini per guardarlo davvero... E senti l'espressione dei tuoi occhi, io la sento sempre; sento quello che c'è dentro di me e che viene amplificato dal mio sguardo. Sento i miei occhi che rivelano il mio desiderio, la voglia di quelle labbra, la voglia di quel sapore, la voglia di incontrarsi nella bocca dell'altro, di scoprirsi in un'armonia di momenti irripetibili, di scoperte umide, di sensazioni... Cercare nella bocca dell'altro la promessa del calore che potrà essere o la freddezza di una delusione.
Un attimo prima di un bacio, un attimo prima di scoprire un universo sconosciuto che è il corpo dell'altro e che inizia proprio da lì... Una voglia febbrile di un attimo prima di un bacio, di quell'emozione per me unica ed ineguagliabile, forse più intensa di cento orgasmi!
Penso che mi piacerebbe vedere la mia espressione, i miei occhi, il mio sguardo un attimo prima di un bacio; per vedere se tutto quello che sento, se il modo in cui mi immagino sono reali; se l'altro vede davvero i miei occhi che brillano e che dicono più di mille parole o di mille carezze. Mi domando se davvero ci ricordiamo sempre il valore di un attimo prima di un bacio: è una di quelle emozioni che non dovremmo permetterci di dimenticare mai...
vocebionda
martedì 10 agosto 2004
giovedì 22 luglio 2004
[risonanza]
I tuoi sono occhi da non ritorno.
Gli occhi, il sorriso e quel modo di guardarmi. Mi attraversi. Te lo lascio fare. Mi piace.
Il desiderio, poi, con te vince ogni cosa. Sento la tua carne a distanza. Se mi tocchi perdo immediatamente il controllo.
Ma la pelle vibra anche sola. Le basta l'odore. E' sufficiente sfiorare. Guardare.
L'affetto complica le cose, in questo caso. E gioca a rimpiattino col desiderio. Non capisco quale dei due amplifichi l'altro. Entrano in risonanza, ecco.
Gli occhi, il sorriso e quel modo di guardarmi. Mi attraversi. Te lo lascio fare. Mi piace.
Il desiderio, poi, con te vince ogni cosa. Sento la tua carne a distanza. Se mi tocchi perdo immediatamente il controllo.
Ma la pelle vibra anche sola. Le basta l'odore. E' sufficiente sfiorare. Guardare.
L'affetto complica le cose, in questo caso. E gioca a rimpiattino col desiderio. Non capisco quale dei due amplifichi l'altro. Entrano in risonanza, ecco.
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