venerdì 29 luglio 2005

[scioglimento]

(scrive Stella_Noire)

Scioglimi...
E raccoglimi nei palmi delle tue mani;
abbeverati di me...
saziati il cuore e l'animo
del mio sapore dolce-amaro...

Il mio ventre
sia la tua tavola imbandita,
i miei seni
giaciglio al tuo sonno,
la mia pelle
morbida coperta,
i miei capelli
tessuto per asciugarti,
i miei occhi
luce nelle tue notti.

Fammi tua

amante
e
sposa

che tu non perda mai
il desiderio di me

Stella_Noire

venerdì 29 aprile 2005

[lábios - labbra]


Lábios Que Beijei   (J. Cascata / Leonel Azevedo)

Lábios que beijei,
Mãos que eu afaguei
Numa noite de luar, assim
O mar na solidão bramia
E o vento a soluçar pedia
Que fosses sincera para mim.

Nada tu ouviste
E logo partiste
Para os braços de outro amor
Eu fiquei chorando
Minha mágoa cantando
Sou a estátua perenal da dor.

Passo os dias soluçando com meu pinho
Carpindo a minha dor sozinho
Sem esperança de vê-la jamais
Deus, tem compaixão deste infeliz
Por que sofrer assim?
Compadecei-vos de meus ais.

Tua imagem permanece imaculada
Em minha retina cansada
De chorar por teu amor
Lábios que beijei,
Mãos que eu afaguei,
Volta, dá lenitivo a minha dor



Traduzione a cura di Tina Cuppari

Labbra che baciai

Labbra che baciai,
Mani che accarezzai
In una notte di luna, così
Il mare ruggiva nella solitudine
E il vento chiedeva singhiozzando
Che fossi sincera con me.

Niente ascoltasti
E presto partisti
Tra le braccia di un altro amore
Rimasi piangendo
Il mio male cantando
Sono la statua perenne del dolore.

Passo i giorni singhiozzando sulla chitarra
Scavando il mio dolore in solitudine
Senza speranza di vederti mai più
Dio, abbi compassione di questo infelice
Perché soffrire così?
Abbi pietà del mio dolore.

La tua immagine rimane immacolata
Nella mia retina stanca
Di piangere per il tuo amore
Labbra che baciai,
Mani che accarezzai,
Torna, lenisci il mio dolore


Nota: la ascolto nella stupenda versione di Caetano Veloso* (da Fina Estampa, 1994), ma fu lanciata nel 1937 da Orlando Silva.

* ecco il video di un'esibizione dal vivo

martedì 22 marzo 2005

[aritmetica]

Nell'amore vero, lo stare insieme non è una semplice addizione (io + te), ma una doppia moltiplicazione (io x te) (tu x me).

venerdì 4 febbraio 2005

[tango]

Guardi negli occhi il tuo partner e ti fidi di ciò che senti. Lasci andare il corpo e l'istinto. Ti lasci guidare. Da lui, pare. In verità si balla in due, assieme si disegna la danza: tu sapendo ascoltare e lui portando ascoltandoti. Non so ridire i passi, non so cosa ho fatto. So che potevo chiudere gli occhi e abbandonarmi alla musica. E da solo il corpo asseconda il partner e si lascia volare. Tango argentino.

mercoledì 5 gennaio 2005

[erotismo]

(scrive Occhidiluce)
L'erotismo per me...

...è dividere il cornetto alla crema
Tu che lecchi le mie dita
Io con l'orgasmo che riunisce tutti gli orgasmi
Che ancora mi fa vibrare dentro e fuori
E l'epidermide che mi trasmette di nuovo, ancora, piacere

...è gustare il tuo profilo mentre guidi
e sentirti assolutamente mio
osservare il guizzo giocoso delle sopraciglia
e quel tuo modo di guardare di lato

...è ascoltare la tua voce
che mi fa ribollire il sangue di passione
sentire quel mare invisibile che muove i miei fianchi
ridandomi la mia interezza

...è schiudere le labbra
perché troppo è dentro di me

...è volerti ed amarti con tutta me stessa
sapendo che non sarà mai abbastanza
per la meraviglia che tu sei

shalom

mercoledì 15 dicembre 2004

[arzigogolare]

(scrive Sphera)
(v. tr. e intr.) tracciare tortuosi, quasi impercettibili percorsi circonvoluti sulla pelle di qualcuno. L'azione è indissolubilmente legata -e immancabilmente provoca- uno sgrisolo.

[sgrisolo]

(scrive Sphera)
s.m. Si colloca semanticamente tra brivido e solletico, nel punto esatto in cui inizia la pelle d'oca.

martedì 9 novembre 2004

[eufemismo]

(di Sphera) Chiamare colpo di fulmine la voglia improvvisa di un letto.
Sphera

lunedì 8 novembre 2004

[occhi]

(scrive Will Berry) Di un soffice giovane aspetto lei, cosi delicata, dai languidi occhi neri, teneri.
Di un dolce malinconico essere, dalle false gote arrossate, dipinta da colori tenui un po' scuri.
Mi guardava, mi scrutava.
Will Berry

sabato 6 novembre 2004

[ex]

Non più miei pensieri, costano fatica queste mie righe (scrive Alice Avallone).
Da molti mesi oramai non più una goccia ha salato le mie guance, non più una sola nota brutta si è insediata nel mio animo.
Io non so dire cosa sia l'amore, ma certa sono che mai prima l'avevo provato, con nessuno di voi. I bei momenti non riesco a scordarli, proprio no, ma quella felicità effimera non riesce a tener confronto con quanto ora è la mia vita serena. Perché Lui non la macchia di lacrime, di tristi pensieri o di grandi parole.
Io vi dico addio, non più miei pensieri, perché solo ora mi accorgo di quanta vita mi avete privato, e di quante cose belle l'amore può essere capace.
Alice

venerdì 5 novembre 2004

giovedì 4 novembre 2004

[rinnamorarsi]

Dentro di me (scrive Alice Avallone) si è azzerato tutto. Sono nata una seconda volta, senza alcun dolore. Mi sono innamorata di nuovo. La prima volta, della vita; in questa seconda, di Lui.
Chiazze di colore, che mi stropicciano la pelle e gli occhi, e mi rendono ancora più bella. Forse l'amore è questo. Oppure è respirare simbiotici, o forse è sentire il petto squarciato ed avvertire le carezze sul cuore. Allora, se così fosse, sarei sicura di avere tra le mani la vera essenza di tale forza.
Amo vivere con Lui anche quando Lui non c'è. Io lo sento, Lui è accanto a me sempre, sento il suo odore, il contorno della sua aura. Lo amo anche così, è uno dei tanti modi in cui io riesco ad amarlo. Ma i momenti più belli sono quelli che boccheggiano nel tepore del silenzio, quando nuda accarezzo la sua guancia, delicata sposto i suoi capelli, e Lui zitto segue le mie palpebre, il mio naso, e caldi ci baciamo le labbra, il collo. Lui mi dice ti amo, e io timida ripeto entusiasta queste due parole, come fanno i piccoletti che dicono mamma e papà per le prime volte, e li sanno distinguere. Così io indico il mio amore, conosco il suo muso, e dico su di lui parole dolci. E ci facciamo anche le foto.
Alice

mercoledì 3 novembre 2004

giovedì 21 ottobre 2004

[pompini]

È bello (scrive Roberta) vedere il cazzo di un uomo di cui sei innamorata crescere sotto le tue labbra.
Roberta

domenica 3 ottobre 2004

[amore corrisposto]

È un canale aperto, molto bello e forte, superiore e profondo, fatto di vibrazioni celesti e apnee, sensazioni ineffabili e pulsioni sanguigne, dentro il cuore e sulla pelle, a riprova del fatto che l'anima ha un sito prediletto sulla nostra superficie, se volentieri la si percorre.

mercoledì 29 settembre 2004

[ti amo]

Notturno. Tutto quello che so (scrive Alice Avallone) è che lo amo. Forse il più bello, forse il più profondo, senz'altro il più rapinoso amore. Con le mie gambe nude intrecciate alle sue, i piedi che viziosi le lisciano, quei miei baci sulla sua pelle umida e calda. A lungo, a lungo, lentamente. Ingordi, ardenti, complici. Lo guardo di nascosto sotto i capelli, e gli sorrido sopra i suoi occhi persi nei miei beati. Nulla intorno, solo io e lui. - Ti amo - Anche io - Timida - Ti amo - E poi le dita giù feline per la schiena prima, e tra le labbra dopo. Com'è bella questa notte, con questo suo odore intenso che mi sento addosso e non si scolla.
Alice Avallone

mercoledì 22 settembre 2004

[gastronomica sensualità]

Avete mai pensato (scrive Mitì Vigliero) quanto sia sensuale la cucina? Quanto siano simili in qualche modo il cibo e l'amore? In fondo Gola e Lussuria sono molto legati; a volte si mangia (a tavola) con un misto di erotismo e piacere: quando assaggiamo qualcosa che ci piace spesso reagiamo estasiasti socchiudendo gli occhi e mugolando "Mmmmh, che buono!".
Entrambi, la Gola e la Lussuria, sono definiti "peccati della carne", e la parola "carnalità" deriva dal latino dell'Ecclesiaste carnalitas, "concupiscenza", sì, ma derivato sempre da caro carnis, "carne", componente fondamentale sia del corpo umano che dei menù nonché - proprio per questo? - proibita nei cristiani giorni di penitenza in cui si deve mangiare di magro. E anche "astinenza" si usa allo stesso modo nel doppio senso...
Pensate solo all'uso dei termini comuni; "fame", ad esempio. Dire alla persona amata "Ho fame di te". Oppure pensiamo ai verbi che usiamo normalmente riferendoci al cibo: succhiare, leccare, mordere, inghiottire, lambire, suggere... E lo stesso "mangiare": "Ti mangerei di baci". Sono indubbiamente parole "voraci"; da vorax voracis, a sua volta derivato da vorare, "divorare".
"Voraci" come un bacio, appunto...
Placida Signora

lunedì 20 settembre 2004

[condivisione]

Ricordo la prima volta che le tue labbra incontrarono le mie più intime:
Io(occhi spalancati): «Voglio farti sentire le stesse cose...»
Tu(sorriso): «Ma io le sento.»

venerdì 17 settembre 2004

[abbraccio]

Il vero abbraccio è quello che sa regalarti un istante di benessere, farti capire che puoi abbandonarti un momento perché ti fidi, anche senza sapere perché...