giovedì 22 luglio 2004

[risonanza]

I tuoi sono occhi da non ritorno.
Gli occhi, il sorriso e quel modo di guardarmi. Mi attraversi. Te lo lascio fare. Mi piace.
Il desiderio, poi, con te vince ogni cosa. Sento la tua carne a distanza. Se mi tocchi perdo immediatamente il controllo.
Ma la pelle vibra anche sola. Le basta l'odore. E' sufficiente sfiorare. Guardare.
L'affetto complica le cose, in questo caso. E gioca a rimpiattino col desiderio. Non capisco quale dei due amplifichi l'altro. Entrano in risonanza, ecco.

mercoledì 14 luglio 2004

Ad innamorarsi è l'animo più debole.

Colui che desidera è colui che accetta di lasciarsi sovrastare dal sentimento altrui, dalla propria illusione di fiamma eterna.
Ma se a vincere fossero sempre i perdenti, forse sarebbe altrettanto vero che l'amore ci rende conquistatori.
Chi ama è vinto, chi si lascia amare è vincitore.

lunedì 12 luglio 2004

[lontano]

Non ti ho detto (scrive Padmini) quanto è stato difficile, oggi, inciampare ogni due passi nel desiderio delle tue labbra. Imbarazzante l'affanno del mio cullarti, cantando sottovoce, a dispetto dell'altrui ignaro stupore. Non è servito, il mio segreto accarezzarti oltre la folla di pensieri e visi e voci, a strapparti il mantello di dolore che ti avvolge. Allontanalo adesso, prima del buio e della notte: dormi vestito solo del fragore dei miei sorrisi e dei miei mille baci. Quanto è stato difficile, oggi, amarti da lontano...
Padmini

venerdì 9 luglio 2004

[luce]

C'è stato un momento stamattina, mentre si chiacchierava, in cui la luce è caduta sui tuoi occhiali da sole: le lenti per un secondo sono diventante chiare. Ho riconosciuto i tuoi occhi distintamente: in mezzo a tanta gente, stavano parlando solo con me.