mercoledì 31 marzo 2004

[amore]

Che cos'è l'amor? (si chiede Princess Proserpina) Conosco un uomo che ama l'amore e lo rincorre dovunque sente di poterlo trovare. Questa sua continua ricerca dell'amore lo porta ad amare più donne contemporaneamente. Ma le ama davvero? Le ama tutte a metà, e per tutte ha baci e sorrisi e parole speciali. Ama le donne perché sono portatrici di amore, e lui ama l'amore.
Conosco un uomo che ama una donna e la rincorre dovunque sente di poterla trovare. Questa sua continua ricerca della donna lo porta ad amare l'amore nelle sue diverse forme contemporaneamente. Ma l'ama davvero? La ama completamente, e ha per lei baci e sorrisi e parole speciali. Ama l'amore perché è portato da quella donna, e lui ama quella donna.
Proserpina

lunedì 29 marzo 2004

[senza più fiato]

(scrive sphera) Curve improvvise, bruschi tornanti brividi e fossi, salite di sassi senza più fiato. E ripide abbacinanti discese senza freni.
Posso stancarti fino a farti chiudere gli occhi con quel sorriso, sai, di chi è svuotato e riempito fino in fondo.
sphera

domenica 28 marzo 2004

[l'uomo per me]

Adesso me lo impasto, come Re Pipi fatto a mano. Le uova, che danno forza, la farina, concretezza. Zucchero, non troppo, che poi nausea. Scorzetta di limone, un bicchiere d'olio perché a me piacciono le contraddizioni, extravergine per il sapore della terra e del sole. Me lo farei se fosse facile però mancherebbe sempre una cosa, l'unica che deve avere l'uomo per me, la sola che non posso dargli io: l'anima. L'anima come? Non importa come: basta che ce l'abbia. Re Pipi fatto a mano, tre mesi per farti, tre mesi per disfarti...

sabato 27 marzo 2004

[amore sconfinato]

È quello che fa dire: Ovunque, purché con te. Come quella volta che mi risvegliai al tuo fianco e nel chiaroscuro della stanza non capii bene dove mi trovavo, ma sorridendo pensai che in fondo non me ne importava e dissi: "Sai, con te starei in qualsiasi città, anzi in qualsiasi posto al mondo... purché ci sia acqua potabile." Questa è una restrizione, è vero, ma ognuno ha i suoi vizi.

giovedì 25 marzo 2004

[baci]

Per me (scrive emotioned) la forma più alta di intimità sono i baci. I baci teneri di due labbra che si posano l'una sull'altra per essere più vicini, per respirarsi, per abbracciarsi. È da lì che parte tutto. È da lì che sale il desiderio. È da lì che il desiderio può anche mettersi in pausa, nell'attesa di momenti più adatti. Ricordo di un partner che anche quando la nostra grande storia d'amore era arrivata al capolinea, appena entrato in casa mi si fiondava addosso e mi infilava la lingua in bocca. Non riusciva a "sentirmi", non capiva che io avevo bisogno di tenerezza innanzitutto. E quei suoi gesti oggi, a distanza di tanto tempo e dopo che è passata tanta acqua sotto i ponti, li ho finalmente compresi. Il suo non era amore, era solo possesso. L'intimità parte da molto più lontano secondo me: parte dall'ascolto e dalla comprensione reciproche. Tutto il resto è solo possesso. Tutto il resto, per me, è solo voglia di soddisfare un puro desiderio carnale.
emozionandosi

martedì 23 marzo 2004

[sogno]

Ho fatto un sogno (scrive Albamarina) Come si può descrivere un sogno? Come rendere fluido il cedere soffice ed incisivo dei pensieri nascosti fra le pieghe del sonno? Immagina larghissime e luccicanti lastre di vetro sospese nel nulla etereo e opalescente, dove tutto è possibile e al contempo raro. Dove le sensazioni si sfiorano, confondendosi nelle risposte dei nostri corpi non volute ma inevitabili. Lastre sulle quali io e te ci troviamo, naufraghi consapevoli e felici, sorridenti e ammiccanti verso il resto del mondo che vediamo lontano, che neppure ci sfiora se non per strapparci un complice commento beffardo. Immagina il silenzio profondo che stride con i tumulti senza voce della passione inespressa e protratta in un tempo senza fine, senza spazi e senza altro se non la forza dei nostri sguardi. Immagina il bagliore di profumi sprigionati dai nostri corpi, vestiti solo di stupore, che si appartengono... e capirai di quale sogno si è colorata la mia notte.
Albamarina

domenica 21 marzo 2004

[...]

E’ esploso dentro un bagno caldo.
Intuito, adocchiato, vezzeggiato, titillato, sfiorato, cercato, inseguito. Immaginato, sognato, osservato, incoraggiato, accompagnato, assecondato, accarezzato… Ascoltato, pregustato, cercato, toccato, spinto respirato voluto subito assaporato sussurrato gridato. Ascoltato. Contemplato. Respirato.

mercoledì 17 marzo 2004

[attesa]

(scrive occhivispi) Quando ci sarai io diventerò un'altra. Vorrei silenzio e pace intorno a noi, solo per un attimo, quel primo attimo in cui ci sfioreremo, così diverso dal tempo già trascorso insieme. Tremerò nel toccarti, non saprò come stringerti, ti annuserò nell'incavo del collo ma il tuo odore non mi dirà da dove vieni, ma solo che sei altro da me. Vorrei seguire con le dita i tuoi lineamenti, ridisegnarli con delicatezza. Non ci saranno le parole, annegate nelle sensazioni e nelle lacrime di gioia. Non riuscirò a credere che tu sia finalmente accanto a me, per troppo tempo sei stato solo sogno. Vivremo insieme i nostri giorni, seguirò i tuoi movimenti, ascolterò il tuo respiro, i tuoi sorrisi mi riempiranno di gioia, le tue lacrime mi strazieranno di dolore. Imparerò a conoscerti, a stare con te. Il mondo intorno a noi sarà nuovo, luminoso e brillante. Scoprirò in me voci che non credevo di avere, sentirò la vita come non mai e i contorni delle cose saranno più nitidi, grazie a te. Sono qui, ti aspetto.
occhivispi

venerdì 12 marzo 2004

[uomo ideale]

(scrive Vanessa) Il fatto è che... un uomo così non l'avevo mai incontrato.
O meglio, non l'avevo mai immaginato, che quando cazzeggi con le amiche sul tuo uomo ideale tu pensi solo a frammenti di immagine assemblati con fotosciop, occhi-mani-addominali-capelli-ecc e poi enunci le cose importanti, che ti faccia ridere, e che abbia una cultura, e un buon lavoro e la moto e tutte le stronzate da brave ragazze.
Perché poi, alla fine ci rifletti e il tuo uomo ideale sarebbe una noia mortale perché l'hai creato col tuo cervello, e quindi potresti prevedere tutte le sue mosse. Sapresti come bacia, come ti saluta, che gusti ha e come fa l'amore. Sì ma... il gioco, il cioccolato e la sorpresa dove le mettiamo? eh? Perché il bello è che ti sa stupire sempre anche se sei sulla sua stessa sintonia. Nuovo. Nuovo è la parola giusta. Ed è un vero casino. Un casino immane. Che tu manco l'immaginavi che lui fosse così, forse non ti piaceva nemmeno. Ti tirava le trecce sbeffeggiandoti. Dovevo capirlo. Ma forse non l'aveva capito nemmeno lui. E adesso?
Un miliardo di calcoli algebrici sul perché e sul percome e sul percosa. Seghe mentali le chiamano. Passaggi e scivolate. Ma poi ci sono un miliardo di sguardi e un miliardo di baci e non ci puoi credere che sia così.
Io credo se ne sia accorto che avevo gli occhi lucidi. O forse no. Ma non importa.
Vanessa

giovedì 4 marzo 2004

[gesti]

Ogni coppia, mi spiegò in seguito Uri, ha un repertorio personale e circoscritto di moti e gesti d'amore, che si forma rapidamente, si apprende pian piano, e non si dimentica mai più.
"Quei gesti rimangono anche dopo che l'amore si è dissolto", disse, "dopo che hanno smesso di respirarsi la pelle a vicenda, di mangiarsi la carne e di tuffarsi di testa come idioti l'uno dentro gli occhi dell'altro."
(Meir Shalev, La montagna blu, trad. Elena Loewenthal)

mercoledì 3 marzo 2004

[amanti]

(scrive Stella_Noire) Rinchiudere, nel testo di una canzone, tutto quello che ho sempre sognato in una storia, lasciarsi trasportare sulle note del violino e accarezzare il profilo del mio lui sussurrandogli quelle parole nell'orecchio e creare, insieme, un'atmosfera magnetica, nostra, che fa scomparire tutto il mondo circostante: ci sono solo i miei occhi e le sue mani, i suoi occhi e le mie mani. Le nostra labbra sibilano un sussurro che il cervello percepisce come un'eco lontana ma tagliente come la lama di un coltello. Allora è come se si cominciasse a girare e il cuore aumenta le sue pulsazioni, e gli occhi si perdono ancora di più negli occhi dell'altro e si giunge, infine, a baciarsi. Un Bacio lungo, Dolce, Infinito. Con l'ardore di notti infedeli ma pieno di Grande Amore, niente che somigli a qualcosa di già vissuto o sentito prima, con la certezza di appartenersi senza riserve, ma di non essere schiavi. Come due veri amanti. Un infinito attimo di dolce passione, un vortice di sentimenti-sensazioni. La voce soffocata in gola, perché esprimere quello che si prova è impossibile. E svegliarsi il mattino dopo, rendendosi conto che non è stato un ennesimo sogno, ma la persona sulla quale sei morta e rinata è lì al tuo fianco e ti guarda, come avesse vegliato su di te tutta la notte. E ti sorride e non parla ancora. Solo, ti bacia.
Dammi l'ardore, di notti infedeli
Scuoti il mio sonno docile ed arreso
Fa che io ceda a sogni ardenti
E dammi Amore sì, ma che sia grande,
non una storia letta con il testo a fronte
niente schiavitù né tradimenti
è questa la sottile arte degli Amanti.
Ecco cosa sento in questa canzone dei Nomadi. Una parte di me vissuta e ora ricordata.
Stella_Noire