venerdì 17 ottobre 2003

[luna]

Sembra tutto così complicato. Eppure è così semplice. Avessi avuto la luna, o Drusilla, il mondo, la felicità, sarebbe stato diverso. Tu lo sai, Caligola, che potrei essere tenero. La tenerezza! Ma dove trovarne tanta da soddisfare la mia sete? Dove trovare un cuore profondo come un lago? (Comincia a piangere lentamente) Non c'è niente che mi vada bene, né in questo mondo né in quell'altro. Eppure sono certo, ed anche tu lo sei (Tende le mani verso lo specchio piangendo), che mi basterebbe l'impossibile. L'impossibile! L'ho cercato ai confini del mondo e di me stesso. Ho teso le mani. (Urlando) Tendo le mani e non incontro che te, sempre te, come uno sputo sul mio viso. Te nel chiarore splendido e dolce delle stelle - te in una sera come questa - te che odio - te che sei per me come una ferita che vorrei strapparmi di dosso con le unghie perché il sangue infetto possa sgorgare con la vita a fiumi.

(Albert Camus, Caligola, Bompiani)

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